Turismo e Cultura

Turismo

Premessa

Il turismo è da sempre una delle principali risorse del nostro territorio e va sfruttato al meglio. Il nostro pensiero è che, oltre a risentire del momento economico, non c’è attualmente una strategia condivisa ed un organizzazione coesa, ma un offerta troppo frammentata proposta dai diversi attori del comparto turistico. Faenza non viene proposta mettendo in evidenza le sue caratteristiche principali: l’arte ceramica, il Museo Internazionale delle Ceramiche (M.I.C.), il Teatro, la musica, lo sport, il territorio ed il cibo.

Azioni

Promuovere una rete turistica faentina, unica e organica, che rappresenti e coordini l’intera offerta disponibile, nei diversi comparti sul territorio locale, capace di interfacciarsi ed integrarsi con le realtà dei comuni limitrofi.

Attuare un censimento degli attori del comparto turistico e creare itinerari e pacchetti turistici mono o multi tipologia, di periodi diversi, che comprendano le realtà museali e le gallerie d’arte e di artigianato, i luoghi di interesse storico e architettonico, l’artigianato artistico delle botteghe ceramiche ed i luoghi della produzione enogastronomica.

Istituire la “Faenza Card” e pacchetti convenzionati per singoli o gruppi con le strutture ricettive, i luoghi di ristoro e le botteghe storiche. Verrà implementata e riqualificata l’offerta e la fruizione turistica, ricettiva e gastronomica attraverso la realizzazione di un portale web e di una App (multilingua) che elenchino tutti gli attori di interesse turistico diurno e notturno.

Revisionare e riqualificare la segnaletica turistica, anche tramite l’utilizzo dei Qrcode per la fruizione dei contenuti attraverso la Augmented Reality.

Promuovere l’inserimento di Faenza nei flussi turistici nazionali e internazionali e la promozione mirata al di fuori del territorio locale attraverso le occasioni istituzionali, ma anche coinvolgendo i singoli cittadini nel ruolo di ambasciatori del proprio territorio.

Sostenere la diffusione dell’ospitalità diffusa (alberghi diffusi).

Comparto Rioni

I Rioni, con la loro storia, le iniziative e gli eventi ad essi collegati, sono una peculiarità faentina unica nel panorama romagnolo. Le realtà rionali presenti in casa nostra sono importanti, non solo come dinamici centri di aggregazione sociale e integrazione giovanile, ma anche perché offrono continua linfa vitale alle radici del senso di appartenenza alla nostra città. Le attività dei Rioni potrebbero anche estendersi, in maniera più organica e continuativa, ad iniziative che coinvolgano le scuole del comprensorio faentino. Inoltre, ancora non sono state a pieno comprese le potenzialità e le opportunità turistiche. Ad oggi, esclusa una quota dedicata a specifici progetti attuati, i finanziamenti comunali sono equamente suddivisi fra i Rioni. I finanziamenti andrebbero finalizzati maggiormente ai risultati, contemplando anche valutazioni di gradimento e risultato a progetti completati. Sarà data pubblicità alle iniziative per rendere più aperti alla città questi centri di interesse. Nel 2015, tra la collaborazione dei cinque rioni ed il Comune, è nata la cooperativa “Io Manfredo” con lo scopo di gestire lo stadio “Bruno Neri” e le manifestazioni e gli eventi che vi avranno luogo. La nuova amministrazione, oltre a supportarne lo sviluppo, dovrà verificarne il corretto operato.

Cultura

Premessa

La cultura è un bene primario per la qualità della vita di tutti i cittadini che l’Ente Locale deve tutelare e sviluppare. Nella cultura risiede la formazione dello spirito critico individuale, che fa sì che l’individuo si relazioni con il patrimonio culturale collettivo, sia esso quello di appartenenza, ma anche quello diverso dalle proprie radici. La cultura è tra le ricchezze principali di Faenza, città d’arte, e come tale deve essere intesa come una risorsa sociale ed economica. Un investimento, continuo e necessario, che come l’ossigeno alimenta, dà carattere, coscienza e per vocazione aiuta la crescita etica e morale di una città. Faenza deve recuperare questa dimensione, il cui rilancio è una grande occasione di sviluppo e di lavoro qualificato, che offre la possibilità di richiamare nella nostra città operatori di rilievo nazionale ed internazionale. L’Amministrazione deve svolgere un nuovo ruolo in ambito culturale, aperto e condiviso, concepito come servizio, con una programmazione a medio termine e proiezioni a lungo, puntando sulla partecipazione e sulla trasparenza. Ciò ci permetterà di annullare favoritismi e pratiche clientelari, sprechi enormi e mancanza di reali competenze nella conduzione delle politiche culturali, così si avrà la possibilità di dare nuova energia al denaro investito. Abbiamo la convinzione che sia necessario lavorare e costruire iniziative e programmi insieme a chi opera nei diversi ambiti. I giovani devono partecipare all’ideazione delle iniziative a loro rivolte, e lo stesso metodo deve essere utilizzato per la costruzione di progetti e programmi per ogni settore artistico e culturale.

Azioni

Istituire un calendario organico di eventi, aggregando ed ottimizzando iniziative simili con lo scopo di non frammentare risorse ed energie su manifestazioni concorrenti; coordinare e armonizzare le attività culturali cittadine, al fine di determinare un disegno complessivo e un programma delle offerte culturali da presentare alla città, in base a temi e linee guida scelti con gli operatori stessi. Tali temi, devono avere un riferimento alle peculiarità del territorio ed un occhio di riguardo a quanto già presente nelle dotazioni museali e bibliotecarie. Ciò per favorire la conoscenza di quanto già presente in città e valorizzare il proprio patrimonio culturale.

Promuovere tematiche che riguardino gli stili di vita più sostenibili, etici e di forte senso civico che coinvolgano i cittadini, il mondo dell’istruzione e del lavoro, che evidenzino chiaramente la direzione in cui l’amministrazione vuole procedere per un cambiamento culturale.

Perseguire la trasparenza dei finanziamenti e una politica chiara dei contributi. I finanziamenti alle attività culturali (e non solo) devono essere trasparenti, consultabili on-line dai cittadini e deve esserci necessariamente un controllo sia preventivo che consultivo da parte del Comune sui conteggi di bilancio delle iniziative culturali finanziate.

Ricondurre le scuole e gli enti (arti, musica, ecc…) che fanno capo all’amministrazione comunale a canoni di trasparenza e meritocrazia che assicurino la qualità dell’operato svolto. Nel caso presso questi enti vengano svolte attività di carattere privato deve essere esplicitata detta componente rispetto alla gestione pubblica.

Organizzare eventi di scambio ed aggregazione culturale e generazionale attraverso la gastronomia, l’arte e lo sport per favorire l’integrazione, la solidarietà e contrastare il razzismo e la xenofobia.

Utilizzare aree non convenzionali come Stadio e Fiera per la realizzazione di eventi musicali, artistici e culturali.

Rafforzare corsi di lingue e di informatica per le fasce più deboli.

Creare uno o più spazi pubblici, accessibili a tutti, con costi contenuti e senza scopo di lucro, attrezzati per eventi culturali, sociali o politici.

Ceramica/Arte/Design

Ricreare nel contesto contemporaneo quel circolo virtuoso che vedeva le scuole d’arte, il MIC ed il Palazzo delle Esposizioni al centro di un volano culturale e turistico di livello internazionale. Educazione, esibizione e conservazione.

Il MIC, pur caratterizzato negli ultimi anni da una gestione sobria e trasparente, assorbe una quantità di risorse economiche comunali oggi insostenibile: trattandosi di un museo di interesse nazionale (per non dire sovrannazionale) è indispensabile che al suo sostentamento economico contribuisca direttamente il Ministero della Cultura, liberando quelle risorse indispensabili al finanziamento delle altre potenziali espressioni culturali della città, oggi pressoché azzerate.

Assicurare alla gestione degli enti comunali nel campo artistico culturale (Galleria della Molinella, Ente ceramiche, ecc…) un indirizzo artistico di respiro internazionale, in concerto con gli operatori culturali del territorio (musei, istituti d’arte, botteghe artistiche, ecc..).

Coordinare in maniera ottimizzata ed organica i luoghi dell’esposizione artistica, pubblici o in concessione, creando le opportunità espositive per artisti locali e non (Fontanone, Palazzo Esposizioni, Molinella ecc..).

Implementare la collaborazione con l’ISIA.

Recuperare il mestiere artistico artigianale con una scuola di formazione alle arti che coinvolga trasversalmente presidi scolastici e botteghe artigiane. Ciò si perseguirà attraverso il sostegno e lo stimolo di laboratori artistici, disegnando nella città gli spazi per l’arte e soprattutto favorendo la libera iniziativa a la produzione artistica. Si ritiene inoltre producente recuperare alcuni vecchi “mestieri artigianali”, mediante l’istituzione di corsi tenuti da artigiani e “giovani pensionati”. Questo per garantire da un lato che alcuni mestieri di grande utilità sociale non vengano persi e dall’altro che si sviluppino circuiti virtuosi intergenerazionali. Anche tali attività di approccio artistico ed artigianale dovranno trovare coordinamento all’interno del piano dell’offerta culturale cittadina.

Biblioteca Comunale

Rinvigorire il ruolo del sistema bibliotecario cittadino, aggiornandone strumenti e mezzi alle nuove tecnologie e orizzonti digitali. Pensiamo a progetti ideati con chi le biblioteche le dirige e le frequenta; promuovere una rete di volontariato di supporto al personale impegnato in biblioteca.

Promuovere attraverso appositi mercatini la vendita a basso costo di libri in eccesso avuti in donazione, che fungano da fondo da reinvestire in iniziative culturali atte a promuovere sempre di più la biblioteca e la sua frequentazione.

Organizzare un vero piano di ristrutturazione della sede, spalmato in 5 anni, attraverso piccoli interventi che permettano la continua fruizione della biblioteca.

Musica

Riconsiderare la distribuzione delle risorse dedicate agli eventi musicali nella nostra città oggi convogliate pressoché completamente su un soggetto unico, favorendo quella pluralità espressiva, soprattutto giovanile, anche di alto livello artistico che oggi si vede esclusa dalla possibilità di esprimersi.

Promuovere e supportare, ottimizzando gli sforzi e le risorse, la creazione e l’attività delle giovani band esordienti e non, anche attraverso l’organizzazione di eventi e la fruizione di spazi dedicati (sale prova, locali adibiti alla musica dal vivo con adeguata acustica, impiantistica e amplificazione). “Faenza Rock”, per esempio, storica e gloriosa manifestazione faentina dedicata alle band emergenti, dovrà essere riorganizzata e ripensata e ridiventare un appuntamento atteso ed apprezzato dalla cittadinanza e non solo, con ricadute sul territorio (riallocazione in spazi adeguati, come il cortile di Palazzo Laderchi che ospitava la manifestazione in passato, gestione trasparente in mano a persone competenti, presenza come ospiti di artisti e band locali già avviati e consolidati che possano essere di richiamo per la cittadinanza, ecc..).

Intervenire sulla convenzione di gestione della “Casa della Musica” per organizzare al meglio gli spazi, ottimizzare le risorse disponibili e assicurare pubblicità adeguata dei servizi della struttura (organizzazione di eventi, possibilità per le band di esibirsi live con impianti adeguati, ecc..).

Istituire zone “NO SIAE” adibite alle esibizioni musicali.

Incentivare la collaborazione fra pubblico e privato nel settore musicale.

Valorizzare la musica e il ballo tradizionale romagnolo coinvolgendo le realtà locali e ampliare a tutte le forme di danza e ballo il palcoscenico faentino.



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