Taglio abusivo alberature in Via Monteromano: un gravissimo scempio ambientale che esige chiarezza e giustizia!

Vogliamo porre all’attenzione una gravissima questione alla quale colpevolmente, mondo dell’informazione e della politica in primis, non stanno dando la dovuta e necessaria importanza ed attenzione (nulla si è letto, se non un impreciso articolo sulla stampa, passato quasi inosservato, e qualche polemica sui social).

Stiamo parlando del selvaggio abbattimento di alberature avvenuto nei mesi scorsi in località Monteromano, un’area privata nel Comune di Brisighella, di elevato interesse paesaggistico e naturalistico; un itinerario tra i più belli e suggestivi dell’appennino Romagnolo, tutelato dalla Regione e sottoposto a vincolo paesaggistico.

Qualche giorno fa, vista la mancanza di trasparenza e di chiarezza (forse è meglio non parlarne in campagna elettorale?), abbiamo presentato una interpellanza in Consiglio dell’Unione della Romagna Faentina, per conoscere i dettagli della vicenda.

E, quello che un imbarazzatissimo Sindaco Missiroli ci ha risposto, ha davvero dell’incredibile…

Questa la situazione che ci è stata descritta (il video della risposta è visionabile tramite il servizio streaming nel sito web dell’Unione): un privato, del quale si conosce naturalmente nome e cognome, con l’aiuto di una azienda specializzata ben nota che vanta collaborazioni con URF e Comune di Faenza, la Recywood SRL, ha provveduto al taglio, UDITE UDITE, di 513 alberi di conifere ad alto fusto (95% di Pino Nero), in un’area di 16.500 mq!!!

Senza aver presentato NESSUN tipo di richiesta preventiva all’URF quale Ente Forestale e senza potersi avvalere assolutamente di NESSUNA ordinanza del Prefetto (come lasciato intendere i giorni scorsi sulla stampa), che poteva liberalizzare l’abbattimento degli alberi ritenuti pericolosi da parte dei proprietari (pur con le limitazioni del caso).

Unica richiesta presente (che seguiva un’ordinanza sindacale emessa 4 anni fa, a seguito delle nevicate del 6 Febbraio 2015, con la stessa richiesta evidentemente inesaudita), era quella emessa dal Settore Lavori Pubblici del Comune di Brisighella il 29 Febbraio 2019, che chiedeva ai proprietari di provvedere con urgenza ad interventi di rimozione del secco, eliminazione dei rami rotti e pericolanti, contenimento chiome, abbattimenti, ecc…, PER LA BUONA PRESERVAZIONE DEGLI ALBERI PRESENTI NEI TERRENI DI PROPRIETA’.

Non risulta all’amministrazione che fossero presenti piante instabili o con particolari problematiche di natura fitosanitaria, anche perchè il Pino Nero è pianta resistente al vento ed alle gelate e comunque in grado di adattarsi ai suoli più diversi.

Per di più nelle aree boscate il taglio ha non solo eliminato le conifere, ma anche le latifoglie presenti, rinnovazione compresa (per 10 tonnellate di legname…).

Siamo quindi davanti ad uno degli scempi ambientali più grandi e vergognosi della storia recente del nostro territorio, messo in atto in maniera totalmente abusiva, senza NESSUNA autorizzazione, con tre distinte violazioni amministrative in ambito di applicazione del regolamento Forestale Regionale n°3/2018, e penali, per le violazioni in ambito di vincolo paesaggistico (già accertate con una relazione dalla Stazione Carabinieri Forestale di Brisighella che provvederà ad informare la Procura).

Quindi, invece di rimuovere, dopo sollecitazione, quei pochi rami ed alberature pericolanti causa le nevicata di quattro anni fa, sono stati tagliati oltre 500 alberi COMPLETAMENTE SANI!!!

Le domande ora sono altre: Recywood si comporterà come per la recente pulizia dell’alveo del fiume Lamone in accordo con il Comune di Faenza, cioè venderà le tonnellate di legname tagliato come combustibile a qualche impianto a biomasse della zona, quindi lucrando sullo scempio ambientale messo in atto e contribuendo ad inquinare ulteriormente l’aria che respiriamo? L’indagine della Procura è già partita? I lavori di trasporto del legname sono stati bloccati? Le implicazioni penali porteranno, come sembra, all’avvio di un processo? L’URF si costituirà parte civile?

I lavori di taglio di oltre 500 alberi non sono certo cosa da poco e non si sono svolti in pochi giorni.
Dov’erano, durante tutto questo tempo, la Forestale, il Comune di Brisighella e l’URF?

Nessuno ha mai controllato, nessuno è mai transitato in quella zona (non parliamo di una strada abbandonata, ma di un’area comunque frequentata con la presenza di alcuni siti di interesse), nessuno ha ricevuto qualsiasi tipo di segnalazione? Si può realizzare un intervento del genere, totalmente abusivo, nell’indifferenza generale e senza che gli amministratori e di chi dovere se ne rendano conto?

Non vogliamo fare accuse di nessun tipo, non ne abbiamo le prove e non spetta a noi, ma tutto questo è perlomeno strano e difficile da credere…

Ultima triste considerazione: e gli abitanti? I cittadini e la comunità brisighellese? E’ davvero deprimente che, come sembra, le prime segnalazioni di denuncia alla Forestale siano arrivate da turisti di passaggio, a taglio avvenuto. Evidentemente, dispiace dirlo, c’è ancora molto da lavorare sulla sensibilità ambientale e sul senso etico e civico della popolazione…

Ci auguriamo che il gruppo di lavoro, coordinato dall’Architetto Lucia Marchetti, messo in piedi per far chiarezza sui tagli eseguiti, faccia luce il prima possibile sull’accaduto e la Procura apra un’indagine penale al più presto.

Il M5S pretende verità, chiarezza e trasparenza e continuerà a seguire la vicenda.
Pretendiamo che i trasgressori paghino per il folle scempio ambientale messo in atto e che, chi doveva controllare e non l’ha fatto, prenda atto delle proprie responsabilità nei confronti della comunità.

 

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Vie dimenticate…

Da qualche tempo si parla di ripristinare la ciclabilità all’interno del Parco “Tondo” (Della Rocca) sullo stradello lato ospedale, per poter unire in sicurezza corso Mazzini con Viale Stradone.

Passaggio ora vietato, se non con la bicicletta condotta a mano, in base al nuovo regolamento di Polizia Urbana e per la Convivenza Civile approvato dall’Unione, che disciplina la fruizione delle aree verdi.

Condividiamo certamente la necessità di ripristinare questo servizio
, ma, in questo caso particolare, siamo consapevoli delle difficoltà che si dovrebbero superare per rendere sicura questa operazione, del loro costo e, soprattutto, segnaliamo che i problemi di comunicazione non sarebbero adeguatamente risolti causa i limitati orari di apertura del Parco (8.00 – 20.00 da novembre a maggio e 7.30 – 22.00 da giugno ad ottobre), che non permetterebbero una opportuna fruibilità, considerando che l’utilizzo primario che ne viene fatto è per raggiungere le scuole in orario di apertura.

Cercando una soluzione alternativa, ci siamo accorti che a fianco del Parco passa un tratto stradale, Via della Rocca, che risulta oggi chiusa, ma un tempo metteva in comunicazione Viale Stradone con Corso Mazzini.

Abbiamo indagato sulla storia di questa strada, verificando che risulta di proprietà comunale.
L’interruzione della percorribilità fu dovuta a lavori eseguiti in epoca ormai remota, che portarono poi all’uso della strada da parte dell’Ospedale (AUSL), con una occupazione che si è protratta fino ad oggi, non sappiamo a quale titolo, sembra senza una documentazione ufficiale…

La riapertura solo ciclo-pedonale di questa via sarebbe la soluzione ottimale per dare continuità al percorso ciclabile, a costo zero, ripristinando il servizio e scavalcando i problemi di sicurezza, comunicazione ed orario relativamente al passaggio all’interno del Parco.

Nel prossimo Consiglio Comunale presenteremo un’interrogazione al Sindaco e all’Assessore competente chiedendo se hanno valutato questa alternativa e se hanno intenzione di chiarire e mettere ordine alla situazione di questa strada “dimenticata”.

BANDO RIFIUTI: L’ANTITRUST NE DENUNCIA L’EVIDENTE CONTRASTO CON LA NORMATIVA, A VANTAGGIO DI HERA!

Nel silenzio generale, in un bollettino divulgato pochi giorni fa, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (nota anche come Antitrust o AGCM) denuncia senza mezzi termini quello che noi sosteniamo da tempo, cioè che alcune delle previsioni dei bandi per l’affidamento della gestione rifiuti del bacino a cui aderisce il Comune di Faenza, risultano in evidente contrasto con la normativa a tutela della concorrenza e con l’orientamento espresso precedentemente dall’Antitrust!

Nello specifico, ci si riferisce alla durata degli affidamenti di 15 anni, definita “palesemente sproporzionata” rispetto ai tempi di recupero degli investimenti e non in linea con l’orientamento delle precedenti indagini che definiscono che la durata ottimale degli affidamenti non debba superare il quinquennio, e all’eccessiva ampiezza dei territori oggetto dell’unico affidamento.

Elementi considerati dall’Antitrust “idonei a limitare significativamente la partecipazione alle gare da parte di medie e piccole imprese a vantaggio degli storici operatori di mercato”!

Questa è la realtà: le amministrazioni dei nostri territori, la Regione, i comuni e l’Agenzia territoriale Atersir, che hanno consentito ad Hera una gestione in proroga per 7 anni, hanno poi confezionato un bel bando a beneficio dello stesso soggetto.

Hera ha ampiamente dimostrato di gestire i rifiuti come un business su cui fare utili, che lucra sulla mancata attuazione di politiche di riduzione dei rifiuti, di differenziazione. Sanzionata in passato dalla stessa Antitrust per 1,9 milioni di euro per abuso di posizione dominante nei mercati ed incurante dei danni che discariche ed inceneritori producono sul territorio.

E’ il partner giusto per la gestione dei rifiuti? Qualcuno dice NO.

Ed ora l’Antitrust dopo queste precise e gravi denunce attende di conoscere le iniziative che le amministrazioni e l’Agenzia vorranno intraprendere per assicurare le corrette dinamiche concorrenziali alla luce delle criticità segnalate.

Il Comune di Faenza e l’Assessore all’Ambiente Bandini, che posizione intendono prendere?
Non hanno voluto ascoltare noi, ascolteranno l’Antitrust?


Aggiornamento

Visto che, per l’ennesima svolta, siamo stati snobbati dalla stampa locale e vogliamo conoscere la posizione dell’amministrazione, abbiamo presentato, al riguardo, una interpellanza che sarà discussa nel Consiglio comunale di Giovedì 25 Ottobre. Stay tuned!