Mozione sull'interruzione di gravidanza: il de profundis della sinistra faentina

Nonostante siano trascorsi 38 anni dall’entrata in vigore della legge 194, evidentemente dobbiamo ancora vigilare perchè l'interruzione volontaria di gravidanza sia un diritto delle donne e non la concessione di uno "stato paternalista", costantemente impegnato ad erodere le possibilità concrete di applicazione della legge stessa.

La mozione presentata Lunedì 3 Ottobre in Consiglio dal gruppo de "La Tua Faenza" è, secondo noi, indiscutibilmente figlia di questo pensiero "paternalistico".
Purtroppo, anche la versione emendata dal Pd, leggermente migliorata, non cambia nulla nella sostanza, che è quella di considerare le donne incapaci di intendere e di volere.

Chiedere che l'Azienda Sanitaria Locale imponga ad una persona adulta, che ha compiuto una scelta libera se pur dolorosa, un colloquio con i servizi sociali, con l'intento di farle cambiare idea, equivale a non riconoscerne la piena capacità di autodeterminazione.
Visto che stiamo parlando di un diritto, sarà la donna , eventualmente, ad attivare i servizi sociali se ritiene di averne la necessità.

Ma non basta... se questa donna si dovesse ripresentare per una ulteriore interruzione di gravidanza la mozione prevede di richiedere ben due colloqui di sostegno psicologico...come dire: "questa donna è recidiva, dovrà pur avere delle turbe..."

Sembra di fare un tuffo nel passato, in quel mondo in cui si pensava che le donne da sole non fossero in grado di prendere decisioni perchè psicologicamente troppo deboli, preda di sbalzi umorali che ne inficiavano la capacità di giudizio.

Quell'assistente sociale che si vorrebbe imporre ai colloqui ricorda tanto quel tempo oscuro, ma purtroppo non così lontano.

Abbiamo assistito lunedì alla fine, al de profundis, della sinistra faentina che non può certo definirsi progressista, laica e a favore dei diritti e poi votare un documento come questo.

Per il M5S questa mozione era ed è inaccettabile e il nostro voto è stato convintamente contrario.


Vogliamo trasparenza anche in agricoltura!

Le associazioni Cia, Copagri e Confagricoltura propongono al Consiglio Comunale del 3 ottobre 2016 un documento a sostegno della produzione del grano italiano e ci danno l'occasione per parlare di un settore della nostra economia per noi importantissimo. Un settore che, nonostante la crisi sistemica del sistema economico, negli ultimi anni ha contribuito con circa il 2%/anno sul Pil nazionale, con una erosione limitata della propria quota (dal 2,8 al 2,1%) e rimanendo uno dei pochi settori in attivo.

Un settore, però, in cui si riducono progressivamente i terreni dedicati e il numero delle varietà coltivate. In cui si pretende che gli agricoltori producano quantità sempre crescenti, a prezzi sempre più bassi. I redditi degli agricoltori sono estremamente bassi, prova ne è il fatto che sono attive molte forme di sussidio, alcune fornite dalla stessa Europa dove i politici italiani hanno votato e continuano a votare misure di gestione della produzione agricola italiana; dalla bieticoltura alle quote latte del passato, alle misure europee che colpiscono la produzione di olio o di limoni italiani grazie ad accordi di libero scambio che non assicurano requisiti di etichettatura e tracciabilità.

Misure che sono state e continuano ad essere a danno dei nostri agricoltori, ma anche di tutti noi, i cosiddetti consumatori, non più tutelati neppure sulla qualità e sicuramente sfruttati a favore di chi in questo settore riesce ad arricchirsi, anche in modo speculativo e spropositato.

Il documento presentato chiede al Comune di intervenire su politiche nazionali, quelle portate avanti dalla stessa parte politica che è in maggioranza nell’amministrazione di Faenza, definite in tavoli dove questi stessi soggetti siedono. È quella la sede dove fare sentire la propria voce, ma bisogna avere idee chiare e soprattutto essere coerenti, diversamente non si ha nessuna credibilità...

Politici ed associazioni che chiedono barriere all’importazione non sono credibili se contemporaneamente sostengono il trattato TTIP tra USA-UE, senza, peraltro, conoscere il contenuto degli accordi, visto che alcune associazioni di categoria ed anche i consiglieri di maggioranza hanno pomposamente esaltato l’accordo nel Consiglio comunale faentino.

Alla presentazione di un nostro documento contro il TTIP, hanno parlato di abbattimento di barriere tariffarie, mentre il trattato, si occupa solo per il 20% di dazi, tariffe, dogane, ecc.. e colpisce, invece, in profondità gli standard produttivi in quello che per dimensioni diventerà un enorme mercato, a tutto beneficio delle agricorporazioni americane ed europee, con forti dubbi sui risvolti ambientali e sanitari. Un’anticipazione di questo quadro ce lo fornisce il trattato gemello con il Canada, il Ceta. Dei prodotti Dop e Igp, solo una decina di tipicità, su oltre 240 riconosciute attualmente in Europa, vengono mantenute.

Il Movimento 5 Stelle si batte nelle sedi deputate per una difesa reale dell’agricoltura e degli agricoltori. In merito al grano duro, è appena stata approvata all’unanimità in Commissione Agricoltura della Camera la risoluzione del M5S che punta sulla valorizzazione all’origine del prodotto italiano, sulla definizione di prezzi congrui slegati dalle speculazioni delle Borse Merci. In Europa sono i nostri deputati quelli che difendono le produzioni italiane, mentre, invece, i mestieranti della politica appoggiano una radicale deregolamentazione senza quartiere.

Anche l’Amministrazione comunale deve fare la sua parte, ma si sfila da queste responsabilità: l’IMU agricola è al livello massimo; nelle scuole non si promuove il consumo di prodotti locali stagionali; non c’è promozione per chi sta realizzando una filiera corta, anzi cortissima, come si diceva una volta dal produttore al consumatore; non si rinuncia al consumo di terreno per continuare ad edificare; non c’è attenzione per le piccole/medie aziende, mentre si da grande rilevanza agli interessi delle imprese dei grandi numeri.

Nel Consiglio del 3 Ottobre presenteremo anche tre interpellanze, su argomenti già affrontati in passato: la convenzione con Farsi Prossimo per i servizi alle persone senza fissa dimora, il Last Minute Market e le partecipate.
Stay tuned.

 


#1AnnoA5Stelle - Incontro pubblico

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Il Movimento 5 Stelle Faenza è lieto di presentare l'incontro:

#1AnnoA5Stelle

Il resoconto di un anno di lavoro in Consiglio comunale come opposizione.
Con testimonianze dal Senato, dalla Regione e da un Comune a 5 Stelle

Sabato 1 Ottobre 2016
dalle ore 17.00
presso il Dopolavoro Ferroviario (DLF)
Via S.Maria dell'Angelo, 24 (parcheggio Via Cavour) - Faenza

Un occasione unica per conoscere il gruppo faentino e confrontarsi con i portavoce del M5S e i nostro consiglieri comunali Massimo, Andrea e Marilena.

Parteciperanno al dibattito:
Elisa Bulgarelli - Senatrice M5S
Andrea Bertani, Raffaella Sensoli e Giulia Gibertoni - Consiglieri regionali M5S
Mariano Gennari - Sindaco M5S di Cattolica

A seguire, buffet autoprodotto (anche vegan!) ad offerta libera.

Questa la pagina dell'evento su Fb. Partecipate e condividete!

info@movimento5stellefaenza.it


Approvato il nuovo regolamento dell'Unione. Anche grazie al M5S

Maggiore trasparenza ed efficacia organizzativa con la modifica del regolamento dell'Unione. Grazie, soprattutto, alla pressione del M5S

Nel Consiglio dell'Unione della Romagna Faentina di Giovedì 15 Settembre è stata votata positivamente all'unanimità una modifica del regolamento del Consiglio che prevede la registrazione audio della seduta. Registrazione che rimarrà consultabile e a disposizione dei consiglieri per i successivi 60 giorni. Modifica nata, soprattutto, da una mia richiesta/proposta fatta nel precedente Consiglio, in occasione della contestazione del verbale di un mio intervento riportato in maniera errata. Verbali redatti, fino ad ora, a mano e in maniera sommaria.

Inoltre, il Presidente Malpezzi ha annunciato che, d'ora in poi, sarà indetta una commissione preparatoria per dare modo ai consiglieri di approfondire nella maniera adeguata i temi che via via saranno affrontati in Consiglio. Cosa di cui si sentiva il bisogno, visto che la riunione dei capigruppo, meramente organizzativa, non era certamente sufficiente. Anche questa era una necessità che avevo più volte espresso in aula in passato.

Non posso quindi che essere soddisfatto di questa modifica del regolamento, di certo non una rivoluzione, ma comunque un piccolo passo in avanti verso una maggiore trasparenza ed efficacia organizzativa di questo consesso che sta acquistando, con il trasferimento di tutte le competenze fondamentali, sempre più importanza e potere decisionale. Consesso di secondo livello, i cui componenti, ricordiamolo, sono nominati e non eletti dai cittadini.

Spero che questo sia solo l'inizio e con il tempo queste modifiche e migliorie organizzative cresceranno esponenzialmente sul modello del Consiglio comunale faentino. Presto presenterò anche un documento per chiedere di avviare le registrazioni video in streaming dei consigli dell'Unione, se non in diretta, perlomeno on demand.

Anche se il nostro impegno non è retribuito è nostro dovere partecipare attivamente ai lavori di questo consiglio e pretendere, uno, che lo stesso sia portato avanti nella maniera più professionale possibile e, due, di poter usufruire di quegli approfondimenti utili ad acquisire tutti gli elementi necessari per poter esprimere la nostra posizione nella maniera adeguata.

Andrea Palli
Consigliere M5S Unione dei Comuni della Romagna Faentina


Consiglio straordinario su economia e lavoro: una grande delusione!

Con un quadro nazionale preoccupante, per una situazione economica e lavorativa oggettivamente difficile, ignorata ed aggravata dalle politiche del Governo, si è provato nel Consiglio Comunale manfredo ad interrogarsi sulle possibilità locali di incidere positivamente sulla realtà faentina.

Purtroppo dobbiamo prendere atto che l'amministrazione continua a dare segnali di continuità con una politica improduttiva già seguita nel passato. Per quanto si possa ritenere legittima la richiesta di interventi a sostegno dei vari settori da parte degli imprenditori, non ci sembra che richieste analoghe, in analoghi tavoli succedutisi nel tempo già dal 2009, abbiano sortito il miglioramento delle prospettive economiche locali.

L'amministrazione continua a non avere una visione chiara e definita della realtà economica del futuro, con la quale contribuire a costruire le scelte di oggi. Accoglie i suggerimenti degli attori del tavolo del lavoro e li trasforma in obiettivi di breve periodo impossibili da realizzare e di medio-lungo periodo ormai superati. Sceglie di dare piccoli supporti a tanti soggetti imprenditoriali, ma di ignorare importanti nuovi settori, come l'ambiente, la gestione dei rifiuti e il comparto del sociale. Sceglie di investire ancora risorse e tanto tempo, su un obiettivo di medio periodo, come la realizzazione dello Scalo Merci, ben sapendo, come dimostrato dai progetti fallimentari passati, che non vedrà mai la luce. Sceglie di affrontare impropriamente l'innovazione con una società pubblica, Centuria, dal già dichiarato futuro incerto. Sceglie di affrontare la realizzazione dell'infrastruttura telematica propagandando nelle periferie, attraverso Lepida, la sua realizzazione a spese degli utenti.

Un incontro, voluto anche dal nostro gruppo consiliare, davvero deludente e insoddisfacente. Oltre ad ascoltare dalla voce del relatore Tarozzi di Confindustria le proposte contenute nelle slide del tavolo riunito lo scorso giugno, ci aspettavamo di sentire anche la posizione dell'amministrazione sulle stesse. Quali proposte sono condivise, quali no, quali sono prioritarie, quali verranno affrontare realmente a breve, quali magari sono già state affrontate.

Ma niente, tutto un vedremo, faremo da una parte (dopo sei anni di governo della città) e un speriamo che l'amministrazione faccia, speriamo che prenda in considerazione, dall'altra. E niente di più.

Noi abbiamo solo un esempio in mano: in una delle slide la Fusione dei sei comuni dell'Unione viene considerata ineludibile e immediata. Tanto che abbiamo chiesto spiegazione di questa cosa in consiglio dell'Unione. In quell'occasione ci siamo sentiti rispondere dal presidente Malpezzi che quella era un'opinione espressa dal tavolo, non assolutamente un obiettivo dell'amministrazione faentina. Gli unici che ne stavano parlando erano i piccoli comuni come Solarolo e Castel Bolognese, proprio lo stesso tipo di fusione definito dal relatore Tarozzi una perdita di tempo. Un cortocircuito.

Su quanti e quali altri temi trattati vale la stessa cosa? L'amministrazione continua a dimostrarsi non in grado di ottenere nelle sedi istituzionali (Regione, Stato, Europa, società partecipate, enti territoriali) risorse disponibili.

Possiamo solo raccomandarle di attingere a piene mani dal programma del Movimento 5 Stelle faentino: avremo qualche opportunità per il futuro che oggi ci state negando. Per nostro conto continueremo ad indicare e cercare di realizzare una nuova strada, dentro e fuori dalle istituzioni.