Elezione dei consigli di quartiere: la partecipazione, negletta e sconosciuta

I Consigli di Quartiere possono essere un'importante modalità di partecipazione dei cittadini alla vita collettiva ed amministrativa della città. Hanno perso negli anni rilevanza, non senza responsabilità anche dell'amministrazione comunale, ma abbiamo creduto al tentativo di dare loro nuova vitalità, con l’approvazione di un nuovo regolamento, anche se  con un ritardo di 2 anni sulla scadenza naturale di questi organismi.

Si è scelto di prevedere candidature di singoli cittadini e non di liste di partiti. L’abbiamo valutato un passo avanti nella direzione di dare importanza alla cittadinanza attiva, anziché al servizio al partito o all’ambizione di carriera politica. Il sostegno a questa iniziativa si è limitato ad un po’ di pubblicità. Più che propagandare, si deve riconoscere nei fatti l’importanza delle proposte che vengono dai quartieri. Recuperare un passato che non è andato in questa direzione richiedeva più coraggio e chiari impegni al riguardo; sarebbero stati più motivanti.

Purtroppo la partecipazione, sia alle candidature che al voto, è stata marginale.  Si è ricorsi a due ordinanze del Sindaco, per prorogare i termini di presentazione delle candidature e per prorogare i tempi del voto. Neppure lo strumento telematico adottato per la votazione on line è risultato adeguato a supportare la partecipazione.

Nonostante ciò abbiamo 45 neo-eletti Consiglieri di Quartiere. A loro riconosciamo l’onore di spendersi in prima persona e facciamo gli auguri di un proficuo lavoro. Ci auguriamo anche che siano tutti i cittadini a sentirsi responsabili di una opportunità di impegno indelegabile; quella di dare il proprio contributo al miglioramento della vita collettiva.

All’Amministrazione Comunale la responsabilità di dare risposte concrete, quelle che sono mancate fino ad oggi ogni qualvolta le proposte non si adeguavano a tempi e metodi dei piani preordinati della amministrazione stessa.


La nuova legge urbanistica regionale va fermata, riaperta al confronto e modificata!

La Giunta regionale dell'Emilia Romagna ha approvato in data 7 febbraio 2017 il testo del progetto della nuova legge urbanistica denominata “Disciplina regionale sulla tutela e l'uso del territorio”; testo, attualmente in discussione all'assemblea legislativa regionale, che è stato presentato come fondamentale per introdurre il principio del consumo di suolo a saldo zero, promuovere la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli edifici, semplificare il sistema di disciplina del territorio, garantire la legalità.

Tante sono, in realtà, le criticità della legge. Con l’obiettivo dichiarato della semplificazione procedurale, il testo di legge introduce lo strumento degli accordi operativi pubblico-privati che vanno a sostituire completamente i precedenti strumenti di pianificazione urbanistica, lasciando agli Enti Locali l’onere di valutare in tempi rapidi gli oneri e gli impatti ambientali e sociali di ogni singola proposta. Le misure previste all'interno del testo di legge non prevedono misure cogenti per ridurre le espansioni ammesse dai piani vigenti non ancora attuate. Si lascia ai Comuni ampia libertà di attuare le previsioni del PSC e POC non ancora stipulate, per i prossimi 3 anni; l'incremento massimo del 3 per cento, proclamato come drastica riduzione del territorio edificabile avrà il suo effetto, in alcuni casi, solo fra 5 anni ed è quindi aggiuntivo e non limitativo delle espansioni urbanistiche attuali; sono escluse dal 3 per cento diverse casistiche, come nuove edificazioni legate ad attività economiche esistenti, le opere pubbliche o di interesse pubblico, i grandi interventi ritenuti “strategici” dal punto di visto economico. Non sono considerate consumo di suolo le “aree di completamento” a ridosso delle città previste attualmente dai piani; nel testo di legge vi è una completa assenza di indirizzo a ridurre gli ingentissimi aumenti previsti dagli strumenti urbanistici in vigore calcolati in circa 250 km/q. Vi sono, inoltre, osservazioni e critiche da parte di associazioni legate al territorio le quali auspicano un miglioramento del testo di legge, tramite modifiche ed emendamenti durante l'iter in assemblea legislativa regionale.

Stante, infine, le difficoltà in termini di personale e di carico di lavoro di molti uffici comunali, specialmente per i Comuni più piccoli, i nuovi accordi operativi introdotti rischiano di indebolire la capacità delle amministrazioni locali di tutelare l’interesse pubblico davanti alle richieste private, mentre la mancanza di uno strumento sovraordinante espone al rischio di una eccessiva discrezionalità e ad una disorganicità negli interventi di urbanizzazione sul territorio.

Abbiamo presentato, insieme al gruppo consiliare de L'Altra Faenza, un Ordine del Giorno (qui il documento completo), che verrà discusso nel Consiglio comunale di Lunedì 12 Giugno 2017, per dare mandato alla Giunta faentina, tra l'altro, di farsi portatrice nei confronti della Giunta e dell’Assemblea Regionale della richiesta di fermare l’iter di approvazione della Legge Regionale “Disciplina regionale sulla tutela e l'uso del territorio”, per consentire ulteriori approfondimenti e momenti di confronto con gli Enti Locali e le Associazioni rappresentanti i cittadini. E, conseguentemente, di promuovere le azioni necessarie per modificare e orientare maggiormente la Legge Regionale “Disciplina regionale sulla tutela e l'uso del territorio” verso una più immediata e cogente riduzione del consumo di suolo.


#PULIAMOFAENZA – QUINTA INIZIATIVA DI PULIZIA URBANA COLLETTIVA

puliamo faenza 5

#PuliAMOFaenza 5

Sabato 17  Giugno 2017

QUINTA INIZIATIVA DI PULIZIA URBANA COLLETTIVA, ORGANIZZATA DAL MOVIMENTO 5 STELLE FAENZA

Ritrovo ore 15.00 davanti all'ingresso principale del Parco della Rocca (Tondo) in Via Giovanni da Oriolo.

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare!!

Bastano un gilet ad alta visibilità, dei guanti, scarpe comode e tanto entusiasmo ed amore per la propria città!

Ricordiamo che in caso di maltempo l’iniziativa verrà rinviata a data da destinarsi.

Condividete la pagina dell’evento su Fb!

Per informazioni: info@movimento5stellefaenza.it


Faenza, emissioni odorigene: ora i cittadini hanno un'arma in più per far valere i propri diritti!

Qui potete vedere il video della conferenza stampa di questa mattina, tenuta in Piazza del Popolo al nostro banchetto. Grazie a Vincenzo Armaroli e a tutti gli intervenuti.
Qui il servizio di Faenza Web TV.
Di seguito il testo completo dell'intervento.

Da anni la nostra città è, purtroppo, conosciuta in tutto il Paese, non per la ceramica e le sue bellezze (come dovrebbe), ma per i miasmi puzzolenti che accolgono i visitatori nelle vicinanze del casello autostradale, dove si trovano diverse grandi aziende che formano uno dei più grandi poli distillatori d'Europa.
Un pessimo biglietto da visita, ma soprattutto un vero e proprio dramma per chi risiede in quella zona e convive, quasi quotidianamente, con insopportabili emissioni odorigene che compromettono pesantemente la qualità della loro vita sotto vari aspetti, non solo sanitari.

Va sottolineato, inoltre, che queste aziende, pur in possesso di tutte le autorizzazioni del caso e nel rispetto dei limiti di legge, tramite la combustione negli impianti a biomassa ospitati al loro interno (veri e propri inceneritori, in un caso anche di rifiuti...altro che energie rinnovabili...), immettono in atmosfera nanoparticolato pericoloso per la salute umana, godendo, perdipiù, di importanti sovvenzioni ed incentivi statali.

Le amministrazioni faentine hanno sempre negato e sottovalutato la problematica e alcune aziende, a nostro parere, non hanno fatto mai abbastanza e non hanno investito in maniera adeguata in accorgimenti per limitare l'impatto negativo, dovuto alla propria attività, sulla popolazione e sull'ambiente circostante.

In questi anni tanti cittadini esasperati si sono riuniti in comitati, hanno raccolto firme, fatto sentire la loro voce e, ultimamente, esternato la loro rabbia nel web e sui social media.
Sempre senza ottenere grandi risultati, cosa che ha portato ad una sorta di frustrazione, impotenza e rassegnazione, quasi a considerarsi dei Davide contro Golia.

Ora, però, qualcosa è cambiato e i cittadini faentini hanno il diritto di sapere ed essere informati.
La consapevolezza dei propri diritti è la forza necessaria per reagire, partecipare, diventare cittadini attivi.

Il ruolo della nostra forza politica è anche quello di fornire queste informazioni, che difficilmente vengono divulgate.
Passiamo ai fatti.

La Corte di Cassazione, Sezione III Penale, con la sentenza del 18 Gennaio 2017, n. 2240 (che riprende e conferma altre sentenze precedenti riguardanti casi simili) ha rigettato il ricorso dell'azienda coinvolta e ha confermato quanto già deciso dal Tribunale di Lanciano il 30/07/2015: anche nel caso in cui un impianto sia munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera, sia rispettoso dei limiti di legge e a prescindere dalla sussistenza dell'inquinamento atmosferico, se c'è produzione di “molestie olfattive”, il reato di getto pericoloso di cose è, comunque, configurabile.

L'azienda era stata condannata al pagamento di una sanzione di cui all’art. 674 del codice penale e, inoltre, al risarcimento dei danni patiti dalle persone offese, costituitesi parti
civili, da qualificarsi e valutarsi in separata sede.
Il responsabile legale dell'azienda era stato ritenuto responsabile di avere provocato, in qualità di titolare di un impianto di microforatura ad aghi caldi, emissioni di gas atte ad offendere le persone abitanti in prossimità del suddetto impianto.

L'azienda aveva poi presentato ricorso per diversi motivi. Il ricorrente lamentava che il Tribunale aveva erroneamente ritenuto integrato il reato di cui all’art. 674 in una ipotesi di emissioni olfattive, provocate da un impianto autorizzato e rispettoso dei relativi limiti d’emissione, originate da sostanze corrispondenti alle previsioni autorizzative da un punto di vista “tipologico e quantitativo”.
In definitiva, sosteneva che l’immissione autorizzata di determinate tipologie e quantità di sostanze volatili era comprensiva, negli stretti limiti autorizzati, anche della loro manifestazione all’olfatto.
Il ricorrente lamentava che la sentenza impugnata era contraddittoria, laddove da un lato individuava i limiti riportati nell’autorizzazione quale parametro per misurare la tollerabilità delle emissioni e, dall’altro, attraverso il criterio della cosidetta “stretta tollerabilità”, obliterava l’esistenza di limiti autorizzati.
Secondo il ricorrente, l’unico criterio utilizzabile al di fuori del riferimento a regole positivamente legificate, era quello della “normale tollerabilità” di cui all’art. 844 del codice civile, che imporrebbe di valutare se sussistono accorgimenti tecnici trascurati.
Inoltre, sempre secondo il ricorrente, facendo applicazione del criterio della “normale tollerabilità” previsto dall’art. 844 del codice civile, il Tribunale avrebbe dovuto valorizzare il legittimo “preuso” del sito da parte dell’azienda, che, nel tempo, aveva adeguato le esigenze della produzione alle migliori tecniche disponibili, quantomeno ritenendo insussistente l’elemento soggettivo del reato.

La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi, mediante la citata sentenza n. 2240/2017 ha ritenuto infondati tutti i motivi della tesi difensiva ed ha rigettato il ricorso.
La stessa Sezione della Suprema Corte, infatti, si era già pronunciata, in passato, sull’argomento, affermando che “anche nel caso in cui un impianto sia munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera, in caso di produzione di “molestie olfattive” il reato di getto pericoloso di cose è, comunque, configurabile”, non esistendo una normativa statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di odori (Corte di Cassazione, Sezione III, n. 36905 del 18/06/2015; Corte di Cassazione, Sezione III, n. 2475 del 9/10/2007).
Ne consegue, precisa la Cassazione, che “non può riconoscersi automatica valenza scriminante alla produzione di emissioni odorigene pur realizzata nell’ambito dell’ordinario ciclo produttivo dell’impresa, ancorché regolarmente autorizzato”.

Quanto al lamentato mancato rispetto del parametro della tollerabilità, la Cassazione ribadisce di condividere l’indirizzo secondo cui il parametro alla stregua del quale valutare la legittimità dell’emissione deve essere individuato nel criterio della stretta tollerabilità, attesa la inidoneità di quello della “normale tollerabilità” previsto dall’art. 844 del codice civile, ad assicurare una protezione adeguata all’ambiente ed alla salute umana (Corte di Cassazione, Sezione III, n. 36905 del 18/06/2015; Corte di Cassazione, Sezione III, n. 2475 del 9/10/2007).
La Cassazione precisa, infine, che “la natura di reato di pericolo concreto e il peculiare criterio di valutazione della tollerabilità delle emissioni olfattive, comporta che sia sufficiente l’apprezzamento diretto delle conseguenze moleste da parte anche solo di alcune persone, dalla cui testimonianza il giudice può logicamente trarre elementi per ritenere l’oggettiva sussistenza del reato, a prescindere dal fatto che tutte le persone siano state interessate o meno dallo stesso fenomeno o che alcune non l’abbiano percepito affatto; non essendo nemmeno necessario un accertamento tecnico” (Corte di Cassazione, Sezione III, n. 36905 del 18/06/2015; in termini sostanzialmente analoghi v. Corte di Cassazione, Sezione III, n. 12019 del 10/02/2015, secondo cui ai fini dell’accertamento può farsi riferimento al fastidio dichiarato dai testimoni che hanno una percezione quotidiana dell’intensità dello stesso).

Viene quindi dato valore probatorio alle testimonianze dirette di alcune persone, senza la necessità di accertamenti tecnici.

A questa sentenza se ne aggiunge un'altra, sicuramente più particolare ma esemplificativa dell'orientamento dominante, del 24 marzo 2017, che ha dichiarato colpevoli gli abitanti di un condominio rei di aver provocato odori molesti da cucina che hanno superato la soglia
della tollerabilità dei vicini e sono stati integrati nella fattispecie di reato di getto pericoloso di cose, art.674 del codice penale.

Va segnalato anche quanto accaduto alla Bunge Spa di Ravenna negli scorsi mesi.
L'azienda è stata nel Novembre 2016 posta sotto sequestro preventivo dai Carabinieri del NOE, su mandato della Procura della Repubblica di Ravenna.
Il reato contestato agli amministratori responsabili della società è sempre l’art. 674 del codice penale, per l’emanazione nell’ambiente di vapori residuati dei processi industriali di trasformazione e di lavorazione di semi oleosi ed oli vegetali e prodotti derivati, con più condotte reiterate nel tempo, che consentivano che lo stabilimento producesse e provocasse emissioni odorigene e gas sgradevoli, atti a cagionare effetti indesiderati in danno della popolazione residente nei territori immediatamente limitrofi all’impianto, quali fenomeni di nausea, senso di vomito e problematiche respiratorie, tanto da costringere gli abitanti di Ravenna, in particolare delle frazioni di Marina di Ravenna e Porto Corsini, a costituire un comitato spontaneo formato da circa 700 persone che hanno poi intrapreso le vie legali.
Nello stesso provvedimento di sequestro era già contenuta l’autorizzazione alla società per porre in essere tutti i rimedi tecnologicamente possibili per ridurre il grado di intollerabilità delle emissioni odorigene. L'eliminazione o la riduzione significativa di questi effluvi e il risanamento della produzione di gas maleodoranti comportava la revoca del sequestro preventivo (come è poi successivamente successo) e spettava quindi alla società attivarsi in questa direzione.

E' quindi ormai questo l'orientamento prevalente: causare molestia olfattiva per le persone è reato configurabile come “getto pericoloso di cose” ai sensi dell'art. 674 del codice penale.

Perchè non può avvenire la stessa cosa a Faenza?
Questi precedenti riguardano situazioni molto simili a quella che stiamo vivendo da tempo nella nostra città.

Il nostro obiettivo non è di certo quello di scagliarci contro questi colossi faentini, né, tantomeno, auspicare la chiusura di qualsivoglia azienda, ci mancherebbe, siamo ben consci del loro importante valore occupazionale sul territorio.
Vogliamo però che i cittadini e l'ambiente non debbano subire nessun tipo di danno a causa dell'attività privata delle suddette aziende.

E che gli stessi cittadini siano pienamente consapevoli delle azioni legali che possono intraprendere per difendere e far valere il loro sacrosanto diritto ad un ambiente sano e salubre.

Se ci sono gli estremi, anche basandosi sugli interessanti precedenti citati, le aziende devono essere sanzionate, risarcire chi ha subito il danno e costrette, anche con azioni importanti, ad attuare interventi migliorativi per abbattere o annullare le emissioni odorigene.

Invitiamo perciò tutti i cittadini che si sentono danneggiati, e sappiamo che non sono pochi, ad informarsi, ad armarsi di coraggio, ad unire le forze e a rivolgersi ad un buon avvocato, magari con un'azione collettiva, per far valere le proprie ragioni.

Le possibilità di incidere ed ottenere qualcosa, grazie ai fatti che abbiamo riportato, possono essere considerevoli.

Il M5S, prima forza politica nazionale, per quanto possibile, sarà al loro fianco, come sempre.


Si avvicinano le elezioni di quartiere. Ecco i candidati

Da Faenzawebtv.it:

Con la certificazione della regolarità delle autocandidature da parte dell’apposita commissione elettorale, si è conclusa la prima fase relativa all’elezione degli organismi consultivi volontari di quartiere. 58 in totale i candidati in lizza nei 5 quartieri che hanno deciso di mettersi in gioco per dare vita ad una partecipazione e ad un impegno “dal basso” per la propria comunità. Nonostante il mancato raggiungimento in 4 quartieri su 5 del numero di candidati previsti dal Regolamento vigente, le candidature arrivate consentono in ogni caso il regolare funzionamento dei consigli di quartiere. Per cui via libera alle elezioni dal 5 al 12 giugno prossimi, per la prima volta tramite votazione online.

Di seguito i candidati certificati dalla commissione:

15 per il quartiere Centro nord:

Agresti Davide nato a Faenza (RA) il 29/05/1991;
Argnani Marco nato a Faenza (RA) il 11/07/1997;
Barnabè Gualtiero nato a Faenza (RA) il 13/05/1961;
Bernardi Jorick nato a Rovigo (RO) il 15/10/1964;
Gaddoni Romano nato a Faenza (RA) il 24/06/1977;
Giro Raffaella nata a Faenza (RA) il 03/02/1964;
Mazzotti Pier Paolo nato a Faenza (RA) il 18/10/1985;
Montevecchi Federico nato a Faenza (RA) il 27/08/1996;
Morini Marco nato a Faenza (RA) il 14/05/1979;
Neri Daniela nata a Faenza (RA) il 11/11/1974;
Pelliconi Attilio nato a Faenza (RA) il 08/11/1953;
Rivalta Gian Carlo nato a Faenza (RA)  il 02/11/1944;
Tabanelli Tatiana nata a Faenza (RA) il 24/01/1980;
Talli Andrea nato a Faenza (RA) il 20/09/1965;
Trerè Edda nata a Faenza (RA) il 28/07/1960;

12 per il quartiere Centro Sud:

Calderoni Marco nato a Faenza (RA) il 26/11/1988;
Carapia Viviana nata a Faenza (RA) il 07/03/1964;
Dalpozzo Deanna nata a Faenza (RA) il 23/04/1952;
Lanconelli Silvia nata a Cotignola (RA) il 05/01/1962;
Maggiori Linda nata a Recanati (MC) il 09/07/1981;
Mohamud Giama Ilaria nata a Faenza (RA) il 27/09/1995;
Pambieri Eugenio nato a Faenza (RA) il 14/09/1985;
Raggi Desideria nata a Faenza (RA) il 05/08/1979;
Resta Vania nata a Faenza (RA) il 01/06/1962;
Zama Lorenza nata a Faenza (RA) il 08/12/1981;
Zannoni Cristiano nato a Faenza (RA) il 21/06/1971;
Zannoni Umberto Maria nato a Faenza (RA) il 18/06/1984;

11 per il quartiere Borgo:

Assirelli Giovanni nato a Faenza (RA) il 17/02/1952;
Baccarini Gianluca nato a Faenza (RA) il 21/01/1991;
Fagnocchi Natascia nata a Faenza (RA) il 20/01/1976;
Fastelli Fausto nato a Faenza (RA) il 17/04/1946;
Galassi Gianluca nato a Colle di Val d’Elsa (SI) il 09/12/1977;
Liverani Alberto nato a Faenza (RA) il 13/12/1986;
Melandri Alessandro nato a Faenza (RA) il 16/01/1980;
Monti Andrea nato a Faenza (RA) il 14/07/1966;
Onestini Ilaria nata a Faenza (RA) il 30/12/1978;
Romboli Simone nato a Faenza (RA) il 28/03/1994;
Tagliaferri Ruggero nato a Faenza (RA) il 30/01/1952;

10 per il quartiere Granarolo:

Babini Maria Teresa nata a Faenza (RA) il 01/02/1998;
Benini Gabriele nato a Faenza (RA) il 23/05/1978;
Bianchedi Marco nato a Faenza (RA) il 28/10/1998;
D’Amico Natalino nato a Faenza (RA) il 21/08/1986;
Fenati Silvia nata a Faenza (RA) il 25/12/1982;
Gallina Franco nato a Faenza (RA) il 25/04/1982;
Golfari Lorenzo nato a Bagnacavallo (RA) il 23/05/1962;
Montecchian Juri nato a Faenza (RA) il 28/09/1975;
Pezzano Giovanni nato a Bunbury (Australia) il 31/03/1956;
Solaroli Corrado nato a Faenza (RA) il 14/06/1943;

9 per il quartiere Reda:

Abetti Marco nato a Faenza (RA) il 21/12/1978;
Berlini Marcello nato a Cesena (FC) il 23/02/1978;
La Versa Marco nato a Milazzo (ME) il 21/06/1993;
Melandri Claudio nato a Faenza (RA) il 15/06/1977;
Pasi Piero nato a Faenza (RA) il 30/12/1968;
Ragazzini Carla nata a Faenza (RA) il 20/12/1964;
Ranzi Edoardo nato a Faenza (RA) il 15/06/1994;
Visani Ruggero nato a Faenza (RA) il 07/04/1960;
Zoli Roberto nato a Faenza (RA) il 07/09/1971;

Si ricorda che per votare è necessario accreditarsi preventivamente mediante apposita piattaforma informatica al link https://apps.comune.faenza.ra.it/de4web e ottenere il rilascio delle credenziali di accesso.
Ogni elettore può esprimere una sola preferenza per uno dei candidati del rispettivo quartiere.
Per maggiori informazioni su candidati e decreti indizione votazioni e di prosecuzione delle elezioni, potete accedere alla pagina degli Organismi Consultivi di quartiere.
Coloro che non dispongono di personal computer, tablet o smartphone collegabile alla rete internet, possono recarsi nelle sedi comunali sotto indicate per accreditarsi, muniti di un documento di identità:
– Ufficio Relazioni con il Pubblico (piazza Nenni 19/a), lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30, martedì e giovedì dalle ore 8.30 alle 13:30 e dalle 14.30 alle 16.30;
– Ufficio Elettorale (piazza Rampi 2), lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 13.00, giovedì dalle ore 8.30 alle 13.00 e dalle 14.45 alle ore 16.15.

Il M5S Faenza invita tutti i cittadini faentini a partecipare alle votazioni, valutando attentamente le linee programmatiche dei candidati.
Sabato 27, inoltre, al nostro consueto banchetto in Piazza del Popolo dalle 8.00 alle 12.30, saremo disponibili per aiutare tutte le persone che hanno difficoltà o sono impossibilitate ad accreditarsi online.

Libertà è partecipazione!