Faenza, emissioni odorigene: ora i cittadini hanno un'arma in più per far valere i propri diritti!

Qui potete vedere il video della conferenza stampa di questa mattina, tenuta in Piazza del Popolo al nostro banchetto. Grazie a Vincenzo Armaroli e a tutti gli intervenuti.
Qui il servizio di Faenza Web TV.
Di seguito il testo completo dell'intervento.

Da anni la nostra città è, purtroppo, conosciuta in tutto il Paese, non per la ceramica e le sue bellezze (come dovrebbe), ma per i miasmi puzzolenti che accolgono i visitatori nelle vicinanze del casello autostradale, dove si trovano diverse grandi aziende che formano uno dei più grandi poli distillatori d'Europa.
Un pessimo biglietto da visita, ma soprattutto un vero e proprio dramma per chi risiede in quella zona e convive, quasi quotidianamente, con insopportabili emissioni odorigene che compromettono pesantemente la qualità della loro vita sotto vari aspetti, non solo sanitari.

Va sottolineato, inoltre, che queste aziende, pur in possesso di tutte le autorizzazioni del caso e nel rispetto dei limiti di legge, tramite la combustione negli impianti a biomassa ospitati al loro interno (veri e propri inceneritori, in un caso anche di rifiuti...altro che energie rinnovabili...), immettono in atmosfera nanoparticolato pericoloso per la salute umana, godendo, perdipiù, di importanti sovvenzioni ed incentivi statali.

Le amministrazioni faentine hanno sempre negato e sottovalutato la problematica e alcune aziende, a nostro parere, non hanno fatto mai abbastanza e non hanno investito in maniera adeguata in accorgimenti per limitare l'impatto negativo, dovuto alla propria attività, sulla popolazione e sull'ambiente circostante.

In questi anni tanti cittadini esasperati si sono riuniti in comitati, hanno raccolto firme, fatto sentire la loro voce e, ultimamente, esternato la loro rabbia nel web e sui social media.
Sempre senza ottenere grandi risultati, cosa che ha portato ad una sorta di frustrazione, impotenza e rassegnazione, quasi a considerarsi dei Davide contro Golia.

Ora, però, qualcosa è cambiato e i cittadini faentini hanno il diritto di sapere ed essere informati.
La consapevolezza dei propri diritti è la forza necessaria per reagire, partecipare, diventare cittadini attivi.

Il ruolo della nostra forza politica è anche quello di fornire queste informazioni, che difficilmente vengono divulgate.
Passiamo ai fatti.

La Corte di Cassazione, Sezione III Penale, con la sentenza del 18 Gennaio 2017, n. 2240 (che riprende e conferma altre sentenze precedenti riguardanti casi simili) ha rigettato il ricorso dell'azienda coinvolta e ha confermato quanto già deciso dal Tribunale di Lanciano il 30/07/2015: anche nel caso in cui un impianto sia munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera, sia rispettoso dei limiti di legge e a prescindere dalla sussistenza dell'inquinamento atmosferico, se c'è produzione di “molestie olfattive”, il reato di getto pericoloso di cose è, comunque, configurabile.

L'azienda era stata condannata al pagamento di una sanzione di cui all’art. 674 del codice penale e, inoltre, al risarcimento dei danni patiti dalle persone offese, costituitesi parti
civili, da qualificarsi e valutarsi in separata sede.
Il responsabile legale dell'azienda era stato ritenuto responsabile di avere provocato, in qualità di titolare di un impianto di microforatura ad aghi caldi, emissioni di gas atte ad offendere le persone abitanti in prossimità del suddetto impianto.

L'azienda aveva poi presentato ricorso per diversi motivi. Il ricorrente lamentava che il Tribunale aveva erroneamente ritenuto integrato il reato di cui all’art. 674 in una ipotesi di emissioni olfattive, provocate da un impianto autorizzato e rispettoso dei relativi limiti d’emissione, originate da sostanze corrispondenti alle previsioni autorizzative da un punto di vista “tipologico e quantitativo”.
In definitiva, sosteneva che l’immissione autorizzata di determinate tipologie e quantità di sostanze volatili era comprensiva, negli stretti limiti autorizzati, anche della loro manifestazione all’olfatto.
Il ricorrente lamentava che la sentenza impugnata era contraddittoria, laddove da un lato individuava i limiti riportati nell’autorizzazione quale parametro per misurare la tollerabilità delle emissioni e, dall’altro, attraverso il criterio della cosidetta “stretta tollerabilità”, obliterava l’esistenza di limiti autorizzati.
Secondo il ricorrente, l’unico criterio utilizzabile al di fuori del riferimento a regole positivamente legificate, era quello della “normale tollerabilità” di cui all’art. 844 del codice civile, che imporrebbe di valutare se sussistono accorgimenti tecnici trascurati.
Inoltre, sempre secondo il ricorrente, facendo applicazione del criterio della “normale tollerabilità” previsto dall’art. 844 del codice civile, il Tribunale avrebbe dovuto valorizzare il legittimo “preuso” del sito da parte dell’azienda, che, nel tempo, aveva adeguato le esigenze della produzione alle migliori tecniche disponibili, quantomeno ritenendo insussistente l’elemento soggettivo del reato.

La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi, mediante la citata sentenza n. 2240/2017 ha ritenuto infondati tutti i motivi della tesi difensiva ed ha rigettato il ricorso.
La stessa Sezione della Suprema Corte, infatti, si era già pronunciata, in passato, sull’argomento, affermando che “anche nel caso in cui un impianto sia munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera, in caso di produzione di “molestie olfattive” il reato di getto pericoloso di cose è, comunque, configurabile”, non esistendo una normativa statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di odori (Corte di Cassazione, Sezione III, n. 36905 del 18/06/2015; Corte di Cassazione, Sezione III, n. 2475 del 9/10/2007).
Ne consegue, precisa la Cassazione, che “non può riconoscersi automatica valenza scriminante alla produzione di emissioni odorigene pur realizzata nell’ambito dell’ordinario ciclo produttivo dell’impresa, ancorché regolarmente autorizzato”.

Quanto al lamentato mancato rispetto del parametro della tollerabilità, la Cassazione ribadisce di condividere l’indirizzo secondo cui il parametro alla stregua del quale valutare la legittimità dell’emissione deve essere individuato nel criterio della stretta tollerabilità, attesa la inidoneità di quello della “normale tollerabilità” previsto dall’art. 844 del codice civile, ad assicurare una protezione adeguata all’ambiente ed alla salute umana (Corte di Cassazione, Sezione III, n. 36905 del 18/06/2015; Corte di Cassazione, Sezione III, n. 2475 del 9/10/2007).
La Cassazione precisa, infine, che “la natura di reato di pericolo concreto e il peculiare criterio di valutazione della tollerabilità delle emissioni olfattive, comporta che sia sufficiente l’apprezzamento diretto delle conseguenze moleste da parte anche solo di alcune persone, dalla cui testimonianza il giudice può logicamente trarre elementi per ritenere l’oggettiva sussistenza del reato, a prescindere dal fatto che tutte le persone siano state interessate o meno dallo stesso fenomeno o che alcune non l’abbiano percepito affatto; non essendo nemmeno necessario un accertamento tecnico” (Corte di Cassazione, Sezione III, n. 36905 del 18/06/2015; in termini sostanzialmente analoghi v. Corte di Cassazione, Sezione III, n. 12019 del 10/02/2015, secondo cui ai fini dell’accertamento può farsi riferimento al fastidio dichiarato dai testimoni che hanno una percezione quotidiana dell’intensità dello stesso).

Viene quindi dato valore probatorio alle testimonianze dirette di alcune persone, senza la necessità di accertamenti tecnici.

A questa sentenza se ne aggiunge un'altra, sicuramente più particolare ma esemplificativa dell'orientamento dominante, del 24 marzo 2017, che ha dichiarato colpevoli gli abitanti di un condominio rei di aver provocato odori molesti da cucina che hanno superato la soglia
della tollerabilità dei vicini e sono stati integrati nella fattispecie di reato di getto pericoloso di cose, art.674 del codice penale.

Va segnalato anche quanto accaduto alla Bunge Spa di Ravenna negli scorsi mesi.
L'azienda è stata nel Novembre 2016 posta sotto sequestro preventivo dai Carabinieri del NOE, su mandato della Procura della Repubblica di Ravenna.
Il reato contestato agli amministratori responsabili della società è sempre l’art. 674 del codice penale, per l’emanazione nell’ambiente di vapori residuati dei processi industriali di trasformazione e di lavorazione di semi oleosi ed oli vegetali e prodotti derivati, con più condotte reiterate nel tempo, che consentivano che lo stabilimento producesse e provocasse emissioni odorigene e gas sgradevoli, atti a cagionare effetti indesiderati in danno della popolazione residente nei territori immediatamente limitrofi all’impianto, quali fenomeni di nausea, senso di vomito e problematiche respiratorie, tanto da costringere gli abitanti di Ravenna, in particolare delle frazioni di Marina di Ravenna e Porto Corsini, a costituire un comitato spontaneo formato da circa 700 persone che hanno poi intrapreso le vie legali.
Nello stesso provvedimento di sequestro era già contenuta l’autorizzazione alla società per porre in essere tutti i rimedi tecnologicamente possibili per ridurre il grado di intollerabilità delle emissioni odorigene. L'eliminazione o la riduzione significativa di questi effluvi e il risanamento della produzione di gas maleodoranti comportava la revoca del sequestro preventivo (come è poi successivamente successo) e spettava quindi alla società attivarsi in questa direzione.

E' quindi ormai questo l'orientamento prevalente: causare molestia olfattiva per le persone è reato configurabile come “getto pericoloso di cose” ai sensi dell'art. 674 del codice penale.

Perchè non può avvenire la stessa cosa a Faenza?
Questi precedenti riguardano situazioni molto simili a quella che stiamo vivendo da tempo nella nostra città.

Il nostro obiettivo non è di certo quello di scagliarci contro questi colossi faentini, né, tantomeno, auspicare la chiusura di qualsivoglia azienda, ci mancherebbe, siamo ben consci del loro importante valore occupazionale sul territorio.
Vogliamo però che i cittadini e l'ambiente non debbano subire nessun tipo di danno a causa dell'attività privata delle suddette aziende.

E che gli stessi cittadini siano pienamente consapevoli delle azioni legali che possono intraprendere per difendere e far valere il loro sacrosanto diritto ad un ambiente sano e salubre.

Se ci sono gli estremi, anche basandosi sugli interessanti precedenti citati, le aziende devono essere sanzionate, risarcire chi ha subito il danno e costrette, anche con azioni importanti, ad attuare interventi migliorativi per abbattere o annullare le emissioni odorigene.

Invitiamo perciò tutti i cittadini che si sentono danneggiati, e sappiamo che non sono pochi, ad informarsi, ad armarsi di coraggio, ad unire le forze e a rivolgersi ad un buon avvocato, magari con un'azione collettiva, per far valere le proprie ragioni.

Le possibilità di incidere ed ottenere qualcosa, grazie ai fatti che abbiamo riportato, possono essere considerevoli.

Il M5S, prima forza politica nazionale, per quanto possibile, sarà al loro fianco, come sempre.


Si avvicinano le elezioni di quartiere. Ecco i candidati

Da Faenzawebtv.it:

Con la certificazione della regolarità delle autocandidature da parte dell’apposita commissione elettorale, si è conclusa la prima fase relativa all’elezione degli organismi consultivi volontari di quartiere. 58 in totale i candidati in lizza nei 5 quartieri che hanno deciso di mettersi in gioco per dare vita ad una partecipazione e ad un impegno “dal basso” per la propria comunità. Nonostante il mancato raggiungimento in 4 quartieri su 5 del numero di candidati previsti dal Regolamento vigente, le candidature arrivate consentono in ogni caso il regolare funzionamento dei consigli di quartiere. Per cui via libera alle elezioni dal 5 al 12 giugno prossimi, per la prima volta tramite votazione online.

Di seguito i candidati certificati dalla commissione:

15 per il quartiere Centro nord:

Agresti Davide nato a Faenza (RA) il 29/05/1991;
Argnani Marco nato a Faenza (RA) il 11/07/1997;
Barnabè Gualtiero nato a Faenza (RA) il 13/05/1961;
Bernardi Jorick nato a Rovigo (RO) il 15/10/1964;
Gaddoni Romano nato a Faenza (RA) il 24/06/1977;
Giro Raffaella nata a Faenza (RA) il 03/02/1964;
Mazzotti Pier Paolo nato a Faenza (RA) il 18/10/1985;
Montevecchi Federico nato a Faenza (RA) il 27/08/1996;
Morini Marco nato a Faenza (RA) il 14/05/1979;
Neri Daniela nata a Faenza (RA) il 11/11/1974;
Pelliconi Attilio nato a Faenza (RA) il 08/11/1953;
Rivalta Gian Carlo nato a Faenza (RA)  il 02/11/1944;
Tabanelli Tatiana nata a Faenza (RA) il 24/01/1980;
Talli Andrea nato a Faenza (RA) il 20/09/1965;
Trerè Edda nata a Faenza (RA) il 28/07/1960;

12 per il quartiere Centro Sud:

Calderoni Marco nato a Faenza (RA) il 26/11/1988;
Carapia Viviana nata a Faenza (RA) il 07/03/1964;
Dalpozzo Deanna nata a Faenza (RA) il 23/04/1952;
Lanconelli Silvia nata a Cotignola (RA) il 05/01/1962;
Maggiori Linda nata a Recanati (MC) il 09/07/1981;
Mohamud Giama Ilaria nata a Faenza (RA) il 27/09/1995;
Pambieri Eugenio nato a Faenza (RA) il 14/09/1985;
Raggi Desideria nata a Faenza (RA) il 05/08/1979;
Resta Vania nata a Faenza (RA) il 01/06/1962;
Zama Lorenza nata a Faenza (RA) il 08/12/1981;
Zannoni Cristiano nato a Faenza (RA) il 21/06/1971;
Zannoni Umberto Maria nato a Faenza (RA) il 18/06/1984;

11 per il quartiere Borgo:

Assirelli Giovanni nato a Faenza (RA) il 17/02/1952;
Baccarini Gianluca nato a Faenza (RA) il 21/01/1991;
Fagnocchi Natascia nata a Faenza (RA) il 20/01/1976;
Fastelli Fausto nato a Faenza (RA) il 17/04/1946;
Galassi Gianluca nato a Colle di Val d’Elsa (SI) il 09/12/1977;
Liverani Alberto nato a Faenza (RA) il 13/12/1986;
Melandri Alessandro nato a Faenza (RA) il 16/01/1980;
Monti Andrea nato a Faenza (RA) il 14/07/1966;
Onestini Ilaria nata a Faenza (RA) il 30/12/1978;
Romboli Simone nato a Faenza (RA) il 28/03/1994;
Tagliaferri Ruggero nato a Faenza (RA) il 30/01/1952;

10 per il quartiere Granarolo:

Babini Maria Teresa nata a Faenza (RA) il 01/02/1998;
Benini Gabriele nato a Faenza (RA) il 23/05/1978;
Bianchedi Marco nato a Faenza (RA) il 28/10/1998;
D’Amico Natalino nato a Faenza (RA) il 21/08/1986;
Fenati Silvia nata a Faenza (RA) il 25/12/1982;
Gallina Franco nato a Faenza (RA) il 25/04/1982;
Golfari Lorenzo nato a Bagnacavallo (RA) il 23/05/1962;
Montecchian Juri nato a Faenza (RA) il 28/09/1975;
Pezzano Giovanni nato a Bunbury (Australia) il 31/03/1956;
Solaroli Corrado nato a Faenza (RA) il 14/06/1943;

9 per il quartiere Reda:

Abetti Marco nato a Faenza (RA) il 21/12/1978;
Berlini Marcello nato a Cesena (FC) il 23/02/1978;
La Versa Marco nato a Milazzo (ME) il 21/06/1993;
Melandri Claudio nato a Faenza (RA) il 15/06/1977;
Pasi Piero nato a Faenza (RA) il 30/12/1968;
Ragazzini Carla nata a Faenza (RA) il 20/12/1964;
Ranzi Edoardo nato a Faenza (RA) il 15/06/1994;
Visani Ruggero nato a Faenza (RA) il 07/04/1960;
Zoli Roberto nato a Faenza (RA) il 07/09/1971;

Si ricorda che per votare è necessario accreditarsi preventivamente mediante apposita piattaforma informatica al link https://apps.comune.faenza.ra.it/de4web e ottenere il rilascio delle credenziali di accesso.
Ogni elettore può esprimere una sola preferenza per uno dei candidati del rispettivo quartiere.
Per maggiori informazioni su candidati e decreti indizione votazioni e di prosecuzione delle elezioni, potete accedere alla pagina degli Organismi Consultivi di quartiere.
Coloro che non dispongono di personal computer, tablet o smartphone collegabile alla rete internet, possono recarsi nelle sedi comunali sotto indicate per accreditarsi, muniti di un documento di identità:
– Ufficio Relazioni con il Pubblico (piazza Nenni 19/a), lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30, martedì e giovedì dalle ore 8.30 alle 13:30 e dalle 14.30 alle 16.30;
– Ufficio Elettorale (piazza Rampi 2), lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 13.00, giovedì dalle ore 8.30 alle 13.00 e dalle 14.45 alle ore 16.15.

Il M5S Faenza invita tutti i cittadini faentini a partecipare alle votazioni, valutando attentamente le linee programmatiche dei candidati.
Sabato 27, inoltre, al nostro consueto banchetto in Piazza del Popolo dalle 8.00 alle 12.30, saremo disponibili per aiutare tutte le persone che hanno difficoltà o sono impossibilitate ad accreditarsi online.

Libertà è partecipazione!


Arena Borghesi: l'amministrazione sfugge al confronto e avvalla l'allargamento del supermercato e lo snaturamento dell'area

Al contrario delle nostre continue prese di posizione sulla vicenda dell'Arena Borghesi, ignorate o, per meglio dire, censurate, la stampa locale ha dedicato grande spazio, in pompa magna, alle dichiarazioni dell'amministrazione.

E' triste e deprimente constatare che, per l'ennesima volta, il confronto politico avviene sui media e non nel luogo preposto allo stesso: il Consiglio comunale faentino, dove Sindaco ed Assessori si sono rifugiati dietro un imbarazzante ed inaccettabile silenzio.

Un comportamento scorretto ed irrispettoso.

Da buoni renziani, si dimostrano allergici al dissenso, alla critica e alle domande e liquidano le stesse come "strumentalizzazione, manipolazione e speculazione politica".

In realtà il M5S, insieme ad altri, ha solo portato la voce di tanti cittadini dentro le istituzioni ed ha chiesto e preteso chiarezza e trasparenza su una vicenda che di chiaro e trasparente aveva rimasto ben poco.

Ora, dopo questa conferenza stampa, è stata fatta luce su alcuni aspetti, ma di certo non su tutti.

Aspettiamo la risposta scritta alla nostra interpellanza per avere un quadro più completo della situazione.

Conoscevamo già il vincolo del RUE e ci fa piacere che l'amministrazione abbia espresso l'intenzione di mantenere la funzione pubblica del cinema e di tutta la struttura (e ci mancava pure il contrario...).

Ma è anche stato detto, non proprio tra le righe, che la "dismissione di una porzione limitata dell'Arena", quella che ospita l'area verde ai confini del supermercato, sarà lo strumento di scambio per ottenere la ristrutturazione (dando per scontato che sarà lo stesso Conad ad aggiudicarsi il bando e, forse, per dare un segnale chiaro agli interessati).

Azione che andrebbe a snaturare l'identità dell'Arena, riducendo di un quinto la superficie e cancellando lo spazio alberato con la successiva cementificazione dell'area.

Proprio la principale critica, quella mossa da forze politiche, associazioni e centinaia di cittadini faentini che stanno firmando in massa la petizione in corso, che l'amministrazione non vuole cogliere e vedere.

Come già detto dalle associazioni, il solo vincolo della conservazione architettonica sugli edifici, non equivale alla tutela paesaggistica dell'Arena Borghesi: la sua identità si tutela mantenendo l'integrità del luogo nel suo complesso.

In conclusione, siamo davanti a dichiarazioni, da parte di una amministrazione strafottente ed autoreferenziale che sfugge al confronto politico, che non chiariscono tutti gli aspetti dell'ingarbugliata vicenda, si soffermano solo sui vincoli del RUE e lasciano intendere che l'ampliamento del supermercato, nonostante la mobilitazione della società civile faentina, è già cosa fatta.

Evidentemente, anche l'ultimo segnale arrivato dalle recentissime primarie, dove gli elettori e simpatizzanti del Pd sono crollati della metà, è caduto nel vuoto.

 


ARENA BORGHESI: L'INCREDIBILE SILENZIO DELL'AMMINISTRAZIONE

L'amministrazione e il Pd riescono ancora, dopo tanti anni, a stupirci in negativo.
Giovedì in Consiglio comunale si discuteva della questione Arena Borghesi, tramite la presentazione di una nostra interpellanza (il M5S segue, da sempre, la vicenda in prima linea) e di una de L'Altra Faenza,
Un argomento tornato di estrema attualità negli ultimi giorni con la notizia del bando di vendita dell'area da parte dell'Ausl.

Le associazioni e la società civile si sono di nuovo mobilitate, con azioni, dichiarazioni a mezzo stampa e con il lancio di una raccolta firme, cartacea e on-line (invitiamo tutti i cittadini a firmare ai banchetti delle associazioni in piazza il Sabato mattina o sul sito Change.org a questo indirizzo, la raccolta ha già superato le 500 sottoscrizioni) contro l'eventuale ampliamento dell'adiacente supermercato Conad, che presumibilmente si aggiudicherà il bando, e l'invasione del cemento nella storica Arena Borghesi, a discapito dello spazio alberato con lo snaturamento dell'identità e dell'integrità del luogo.

Ciò dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto la comunità faentina sia legata all'Arena e sia sensibile e interessata al suo futuro e alla sua conservazione.

In barba a questa consapevolezza e al dibattito democratico, in spregio al consesso istituzionale, senza il minimo rispetto delle opposizioni e, soprattutto, di tutta la cittadinanza interessata ad avere risposte sulla vicenda (alcuni erano anche presenti in aula), un agitato Sindaco Malpezzi ha rimandato tutto ad una futura risposta scritta, non dando seguito a nessuna delle tante domande poste.

Prendiamo atto che l'Assessore Isola trova il tempo per tirare conclusioni affrettate sui giornali dando l'impressione che tutto sia già stato deciso, ma non per proferire parola in Consiglio Comunale, il luogo adibito al confronto politico.
Chapeau!

Come detto in aula, siamo rimasti davvero basiti ed allibiti da cotanta strafottenza.
Possiamo capire ed accettare il rinvio ad una risposta scritta da parte degli uffici riguardo alle richieste più tecniche delle interpellanze, ma NON accettiamo assolutamente il silenzio assoluto davanti alle richieste di una presa di posizione politica chiara e decisa sulla vicenda.

La nostra interpellanza era stata depositata tredici giorni fa e siamo davanti ad una questione che si trascina dal 2011...e noi dovremmo credere che non si è avuto il tempo di formarsi una opinione e di raccogliere dati e informazioni trasparenti e dettagliate?

La verità è che l'amministrazione scappa davanti alle sue responsabilità e non ha il coraggio di prendere una posizione politica chiara in Consiglio comunale davanti ai cittadini e alle telecamere, ben sapendo che su questo tema si rischia di perdere qualche voto....

Perchè questo imbarazzo, perchè questo silenzio? Perchè quelle dichiarazioni sui giornali? Qualcuno si è forse già impegnato segretamente con il Conad?
La situazione si fa sempre meno chiara.

Questo è il livello dei nostri governanti, i cittadini devono sapere.

Qui si tratta di preservare un patrimonio culturale pubblico identitario della nostra città che rischia di essere penalizzato per interessi privati e mere ragioni commerciali.
Il M5S non mollerà di un millimetro, sappiatelo.

 


#PULIAMOFAENZA – QUARTA INIZIATIVA DI PULIZIA URBANA COLLETTIVA

 

puliamo faenza 4

#PuliAMOFaenza 4

Sabato 13  Maggio 2017

QUARTA INIZIATIVA DI PULIZIA URBANA COLLETTIVA, ORGANIZZATA DAL MOVIMENTO 5 STELLE FAENZA

Ritrovo ore 15.00 davanti alla stazione dei treni.

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare!!

Bastano un gilet ad alta visibilità, dei guanti, scarpe comode e tanto entusiasmo ed amore per la propria città!

Ricordiamo che in caso di maltempo l’iniziativa verrà rinviata a data da destinarsi.

Condividete la pagina dell’evento su Fb!

Per informazioni: info@movimento5stellefaenza.it