Tre interpellanze del M5S sul tema scuola ed edilizia scolastica
Il M5S Faenza presenterà nel prossimo Consiglio Comunale previsto per Lunedì 6 Febbraio, tra le altre, tre interpellanze sul tema scuola ed edilizia scolastica.
Una (presentata con le opportune modifiche anche nel Consiglio dell'Unione dei Comuni della Romagna Faentina) sull'attuazione o meno della direttiva che obbliga l'attuazione dell'analisi della vulnerabilità sismica degli edifici comunali ed in particolare degli edifici scolastici, una sulla richiesta dei comuni di attribuzione di risorse del fondo 8 per mille per l'edilizia scolastica e una sulla situazione relativa all'affitto dell'edificio che ospita la Scuola Media Europa.
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Società partecipate, abbattimento alberi, bandi per la Partecipazione e sponsorizzazione del latte artificiale. Quattro interpellanze del M5S
Il M5S presenterà quattro interpellanze durante il prossimo Consiglio comunale di Martedì 26 Luglio.
SOCIETA' PARTECIPATE
Il Comune di Faenza, ai sensi di legge, è tenuto alla predisposizione del piano di razionalizzazione delle società partecipate. La gestione delle Partecipazioni deve essere condotta con la massima trasparenza e con il chiaro obiettivo di realizzare finalità istituzionali. La Corte dei Conti ha disposto la pubblicazione di un referto, rivelando significative carenze sui contenuti oggetto di esame. Il nostro gruppo ha rilevato una serie di osservazioni che presenteremo all'amministrazione.
ABBATTIMENTO ALBERI
Chiederemo conto dell'ennesimo importante taglio di alberi avvenuto nel nostro territorio, all'interno di uno dei parcheggi dell'Ospedale. Domanderemo inoltre, anche per gli altri recenti casi di Via Silvio Pellico e Via Lapi, quando e dove intendono provvedere alle necessarie ripiantumazioni e se l'amministrazione ritiene normale che un Comune come quello di Faenza non sia dotato di un Piano del Verde (come ammesso in risposta ad una nostra esplicita richiesta), uno strumento programmatico e di pianificazione essenziale.
BANDI PARTECIPAZIONE
Chiederemo se e con che progetti l'amministrazione intende partecipare al bando della Regione, aperto fino al 29 luglio, per l’erogazione dei contributi regionali agli enti locali a sostegno dei processi di partecipazione (per esempio: bilancio partecipato, consiglio comunale aperto, miglioramento strutturale delle associazioni di quartiere, realizzazione di un’area tematica sul sito istituzionale dedicata alla partecipazione attiva dei cittadini, ecc..). Un'occasione importante che non va assolutamente sprecata.
SPONSORIZZAZIONE LATTE ARTIFICIALE
E' una abitudine assai diffusa, anche nella nostra Regione, l'inserimento nelle cartelle di dimissioni di un documento riportante i dati del neonato, generalmente stampato su carta intestata non firmato, in cui viene consigliato uno specifico marchio di latte artificiale. Tale abitudine, non conforme alle regole in essere, è stata documentata dalla trasmissione televisiva REC, che ha fatto emergere in modo chiaro che e presso l'Ospedale di Faenza tale pratica è attiva. Dopo averlo già fatto in Regione, chiederemo anche all'amministrazione faentina se è a conoscenza di tale pratica, se non ritiene opportuno intervenire perchè venga immediatamente a cessare e se intende promuovere l'allattamento al seno con un campagna informativa promossa dalle strutture sanitarie territoriali.
Interpellanze M5S in Unione: Fusione dei Comuni e pozzo per idrocarburi in arrivo a Solarolo
Il Consigliere del M5S in Unione dei Comuni della Romagna Faentina Andrea Palli ha presentato due interpellanze nella scorsa seduta del relativo Consiglio di Mercoledì 29 Giugno a Castel Bolognese.
Una per chiedere chiarimenti, in principal modo al Sindaco Anconelli, sul nuovo pozzo per idrocarburi in arrivo a Solarolo, per noi altamente pericoloso per la cittadinanza e viziato da un iter procedurale al limite della legalità sotto molteplici aspetti.
L'altra per chiedere approfondimenti e spiegazioni sul fantomatico progetto di passaggio dall'Unione alla Fusione dei Comuni, cioè un unico ente con presenze decentrate, definito di realizzabilità immediata.
Aggiornamento
Purtroppo non esiste un servizio di streaming in Unione e quindi non possiamo linkare qui un video con le risposte ricevute dagli interessati...
Questa è la versione in forma scritta della risposta ricevuta da Anconelli sulla questione del pozzo per idrocarburi in arrivo a Solarolo.
Queste le nostre considerazioni sulle risposte ricevute:
dopo la risposta del Sindaco Anconelli, il Consigliere Palli si è rivolto allo stesso ricordandogli che, come Sindaco del territorio in cui è previsto l'arrivo di questo obbrobrio e in qualità di primo responsabile della salvaguardia dell'ambiente e della tutela della salute dei suoi cittadini, ha il dovere prima di tutto di informare adeguatamente la propria cittadinanza di questa pericolosa iniziativa, che ha probabili pesanti ricadute ambientali sul territorio e zero vantaggi economici per la comunità, ed ha il dovere di approfondire la questione e non, in nome del fabbisogno energetico, piegarsi a decisioni altrui, prendendo per buone e inconfutabili le rassicurazioni del Minestero dell'Ambiente, che abbiamo visto come lavora, e della proprietà, che fa solo i suoi interessi.
Soprattutto davanti ad un procedimento di autorizzazione come questo che, come abbiamo visto, è pieno di incongruenze e non pienamente corretto.
Ha il dovere di farsi carico di queste richieste di chiarimenti e precisazioni presso le autorità competenti e di prendere una posizione chiara e netta sulla questione, che per noi non può essere che negativa, nell'interesse della comunità che rappresenta.
Siamo consapevoli che il Comune non può bloccare il progetto dall'oggi al domani, ma può di certo fare sentire la propria voce forte e chiara e la propria contrarietà al progetto in Regione e al Ministero.
E può, come già fatto in tanti altri comuni anche con risultati positivi, ricorrere al TAR.
Cosa che, oltre a continuare a vigilare sulla vicenda, stiamo valutando di fare anche noi, visto che le osservazioni, giunte in tempo, fatte dal gruppo 5 Stelle di Castel Bolognese sono state ignorate e non prese in considerazione, scavalcando gli obblighi di legge.
Questo per noi dovrebbe fare un Sindaco responsabile, questo farebbe un Sindaco 5 Stelle.
Per quanto riguarda la seconda interpellanza abbiamo potuto constatare che il Sindaco del Comune di Faenza ha disconosciuto l'obiettivo della Fusione dei Comuni come proprio e ridotto l'immediata realizzabilità della stessa, illustrata nella Conferenza sul lavoro del 22 giugno presso i Salesiani, al rango di stimolo fornito alle amministrazioni dai partecipanti al tavolo di lavoro. Intanto Castel Bolognese e Solarolo portano nei rispettivi consigli comunali il tema della Fusione dei loro due comuni. L'esperienza dell' Unione è al momento un percorso avviato da anni, senza un vero piano e senza il dovuto coinvolgimento dei cittadini. Sta sottraendo sempre più risorse economiche e decisioni agli organi elettivi, i consigli comunali, per affidarle alla gestione del consiglio dell'Unione. Un ente che opera senza sedi di confronto conoscitivo, come sono le commissioni comunali, e con una giunta politica (i sindaci dei comuni dell'Unione sono gli assessori dell'Unione dei Comuni) e non di tecnici, come dovrebbe essere nelle strutture dei comuni. Un processo intrapreso senza una chiara indicazione dell'obiettivo ultimo, del modo e dei tempi in cui raggiungerlo. Che forse troverà ulteriore impulso per effetto dei lauti fondi che Regione e Stato mettono a disposizione dei comuni che si aggregano, ma che trascura un aspetto essenziale: il coinvolgimento dei cittadini dei territori interessati. Mentre per i Comuni al di sotto dei 5000 abitanti il M5S si è da sempre dichiarato favorevole alle Fusioni e, per coerenza, non si candida neppure alle elezioni, per gli altri enti locali l'eventuale processo di Fusione non può che essere una decisione trasparente, democratica e condivisa dal basso. Al momento, parlare di fusione per i tutti i sei Comuni dell'Unione somiglia molto ad una mostruosità.
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#NoTrivelle - Al Referendum del 17 Aprile il M5S vota SI
Al Referendum del 17 Aprile il M5S vota SI!
Il prossimo 17 Aprile si svolgerà il cosiddetto Referendum sulle trivellazioni. Una battaglia necessaria ma monca che, purtroppo, non risolverà il problema. Il referendum sulle trivellazioni a cui come cittadini siamo chiamati a rispondere è il frutto della politica ambigua delle regioni (molti governatori promotori della consultazione si sono infatti già sfilati per paura di ripercussioni future...) e di quella furba del governo. È un referendum contro le trivellazioni? No. O, cioè, non del tutto. È un referendum che mira a vietare il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio da piattaforme offshore per i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana. Una piccola parte di quelli esistenti che ammorbano il nostro mare.
Ma è comunque un referendum che chiama i cittadini a dare una prima risposta su un tema che dovrebbe essere caro a tutti noi: lo sfruttamento del nostro territorio e soprattutto la scelta di quale futuro volere e immaginare per l'Italia. Per tutto questo dobbiamo andare a votare, nonostante il tentativo del governo di boicottarlo: perché è evidente che questo è lo scopo nel fissare la data del voto al 17 aprile.
Avevamo chiesto tutti (comprese le associazioni ambientaliste) di votare nello stesso giorno delle amministrative, risparmiando oltre 300 milioni di euro di soldi pubblici. Era indispensabile un Election-Day per portare i cittadini in massa al voto ma il governo non ha mai avallato questa ipotesi.
Siamo consapevoli che il quorum potrebbe non essere raggiunto. Ma questo è un referendum importante e siamo tutti chiamati a partecipare. Consapevoli che non è LA risposta, ma una prima risposta per fermare lo scempio delle nostre coste e del nostro Paese. Perché noi diciamo No alle trivellazioni, ma a TUTTE le trivellazioni. Offshore e terrestri. Perché l'energia fossile è il passato mentre il futuro è e deve essere rinnovabile. Vogliamo mettere a rischio il nostro equilibrio ambientale, la sostenibilità, vogliamo correre il rischio di incidenti rilevanti, a mare e a terra, vogliamo inquinare e rendere aridi i nostri territori? No.
Per non parlare delle balle sui posti di lavoro che tanti, Bonaccini in testa, stanno portando avanti. Ad esempio, sapete quanti posti di lavoro porta un miliardo di euro investito in petrolio e gas? Appena 500.
Lo stesso miliardo, investito in energie rinnovabili ed efficientamento energetico, porta invece ben 17mila posti di lavoro (dati di un indagine conoscitiva in materia di Green Economy della commissione ambiente alla Camera dei deputati).
Nel primo caso è elemosina, nel secondo è sviluppo: sia per i lavoratori, che per l'ambiente, che per il Paese. Perché dovremmo preferire le trivelle allora?
Lo scandalo legato al petrolio della Basilicata con l'inchiesta Tempa Rossa, le condanne agli ex vertici della Total, gli emendamenti ad personam e le dimissioni del Ministro Guidi (con altri esponenti del Governo coinvolti) e il disastro ambientale accorso in Francia nella Loira con la rottura di una condotta della Total e la fuoriuscita di centinaia di litri di petrolio nelle acque, non fanno altro che aumentare la necessità di recarsi al voto e dare un segnale importante.
Per questo e per molto altro andremo a votare in questo referendum, pur riconoscendone i limiti.
E VOTEREMO, CONVINTAMENTE, SI' per dire NO alle trivelle.
Nel Consiglio comunale di Faenza del 29 Marzo abbiamo portato, con una interpellanza (qui il testo del documento), l'argomento in aula, soprattutto per ricordare ai cittadini l'appuntamento referendario del 17 Aprile, visto il totale e vergognoso silenzio in cui è avvolto da media e politica. Ma anche per chiedere all'amministrazione, per una volta, una presa di posizione al riguardo.
O, perlomeno, se non dell'amministrazione, vista l'assurda legge richiamata da una circolare del Ministero degli Interni, che, come pensavamo è stata citata nella risposta e dietro la quale ci si è trincerati, che ha addirittura impedito alle pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione sul Referendum ed ha di fatto eliminato questo tema dal dibattito politico anche nei consigli comunali, come singoli e come privati cittadini.
In questa regione ormai totalmente prona alla dittatura renziana, sentire un Sindaco o un Assessore all'Ambiente del PD della nostra città, esprimersi fuori dal coro invitando i cittadini ad andare a votare e non ad astenersi e magari a farlo contro le trivellazioni, era il nostro augurio.
Tanti l'hanno coraggiosamente fatto.
Abbiamo quindi accolto con favore ed apprezzamento la posizione del Sindaco Malpezzi (potete vedere la sua risposta nel video della seduta dal minuto 1.34.56) che ha dichiarato di non condividere la linea del partito nazionale pro astensione, di recarsi personalmente al voto esprimendo un NO, scelta che non condividiamo ma rispettiamo, e di invitare i propri contatti a fare lo stesso. Un piccolo segnale positivo. Poi sulla stampa sono seguiti alcuni articoli, come quello all'inizio di questo post, che hanno posto l'accento sulle spaccature interne al Pd anche in tema di Referendum.
Qual è la concezione di "democrazia" del Partito che si definisce Democratico fin dal proprio nome?
Pochi giorni fa ha azzerato la volontà di 27 milioni di cittadini cancellando l'obbligatorietà all'acqua pubblica dalla legge in discussione alla Camera, quella volontà espressa con un referendum ad enorme partecipazione.
Poi, eccolo dichiarare con la massima sfacciataggine che occuperà gli spazi informativi del referendum contro le trivelle in mare, per promuovere l'astensione.
Ce l'avete per caso con i referendum? Tutta questa democrazia in un sol colpo vi mette in agitazione?
Dopo aver negato l'Election-Day, ora siamo arrivati addirittura alla propaganda a favore dell'astensione, ossia invitare i cittadini a NON esercitare un legittimo diritto sancito dalla Costituzione.
Scelte che fanno pensare, soprattutto dopo le belle parole sentite prima nella stessa aula sull'importanza democratica del voto, in occasione della celebrazione del 70° anniversario del primo Consiglio comunale di Faenza e del diritto al voto delle donne a livello nazionale, Per non parlare della nostra splendida Costituzione regalata durante la celebrazione ai ragazzi delle scuole presenti in aula, ma presto smembrata....davvero triste e surreale.
Vette inarrivabili, neanche il Cavaliere era mai arrivato a tanto. Solo Craxi toccò questi picchi nel '91 quando invitò tutti ad andare al mare. Quel referendum determinò il crollo del potere craxiano, speriamo che la storia si ripeta.
Noi continueremo, come facciamo già da tempo, la nostra campagna a favore del SI al Referendum, diffondendo materiale informativo ogni Sabato mattina in piazza.
Nello stesso Consiglio abbiamo inoltre presentato un'altra interrogazione (qui il testo del documento) per sapere i risultati di uno studio conoscitivo che il Comune ha avviato nel 2014 a proposito dei terreni agricoli trasformati in edificabili, per poi dare la possibilità, a chi non ha provveduto a costruire, di ritornare a terreno agricolo per non essere gravati della tassa di riferimento IMU (potete visionare la risposta tecnica fornita dal Sindaco nel video della seduta, dal minuto 1.47.05).
Un breve riassunto ci fa notare come le richieste pervenute di trasformazione dei terreni nuovamente in agricoli siano a macchia di leopardo, quindi si è deciso di non accettarle, permettendo ai proprietari di contrattare direttamente con l'ufficio tributi la tassazione Imu ridotta.








