Malpezzi, la comunicazione e la lunga mano delle holding
Malpezzi si è reso conto che fare, se non hai le capacità, è molto più difficile che comunicare, e pertanto come il suo amico Renzi ha deciso di puntare su quest’ultima arte affabulatoria. Ha indetto il “bandocchio” per portarsi due fidi scudieri della comunicazione in staff a spese della comunità, uno confermato e uno rimasto a piedi nell'ultima tornata elettorale. Come ha giustamente commentato il giornalista Claudio Visani (Globalist.it) se voleva due "fiduciari", perché non li ha nominati direttamente, assumendosene la responsabilità? Perché ha preso invece per i fondelli gli altri 77 che hanno partecipato a una selezione il cui esito era già deciso in partenza?
Ora corre voce addirittura che intenda affidarsi al Consorzio Comunica, la società specializzata che si trova nella pancia di CONAMI (ex azienda multi servizi del Comune di Imola partecipata dal comune di Faenza con il 6,8%). In questo modo sarà quindi di fatto CONAMI a raccontarci cosa fa l’Amministrazione faentina e ovviamente anche cosa fa CONAMI stessa a Faenza, o cosa fa Hera, di cui detiene un consistente pacchetto di azioni ed il cui controllo sul territorio, guarda caso, è in fase di delega ad uno staff tecnico di CONAMI (!). In questo contesto è chiaro anche l’annuncio dei giorni scorsi, relativo alla presa in carico da parte di CONAMI della palla al piede Terre di Faenza, che da quando è nata ha prodotto solo costi.
Io aiuto te, tu aiuti me, come quando Faenza si è dovuta fare carico della sua quota di un milione di euro dei sei che è costata l’operazione Formula Imola, per salvare dai debiti di questa società il comune maggior azionista di CONAMI. Non dimentichiamo che sull’altro lato della Romagna c’è anche Ravenna Holding, che recentemente ha salvato il Comune di Faenza dal buco di tre milioni del Centro Servizi Merci (tra le proteste degli altri comuni soci) e che continua a collocare nei consigli delle proprie società i nominati politici dell’amministrazione Malpezzi; anche qui c’è sicuramente un conto da pagare.
L’intreccio tra partecipate e Comune si fa quindi sempre più stretto e rischia di diventare un abbraccio mortale
Una situazione nella quale il comune di Faenza perderà sempre più autonomia ed i cui costi saranno ovviamente sempre a carico dei cittadini, munti attraverso i profitti sui servizi erogati, in barba alla missione delle società sedicenti pubbliche, il tutto al solo scopo di mascherare le sconcertanti inefficienze di un’amministrazione che non sa più da tempo che pesci pigliare.
Le nuove nomine nello Staff del Sindaco? Fedeltà "alla scuderia"
Davvero non ci illudevamo, con il nostro comunicato a bando aperto, di cambiare le sorti dello stesso. C'è un obbligo che abbiamo di dare visibilità a una condotta che lo stesso Sindaco ha meglio qualificato commentando le nomine appena fatte per due posizioni del suo staff. Sicuramente non una condotta di sobrietà; con circa 360 dipendenti, forse anche con qualcuno già iscritto all'albo dei giornalisti, davvero c'era necessità di questi 2 nuovi incarichi?
La foglia di fico del confronto con la spesa del mandato precedente per le stesse posizioni non ne giustifica né la necessità, né la congruità. A noi cittadini piacerebbe vedere questa stessa energia nel difendere la costanza della spesa rispetto ad anni precedenti quando si parla di scuola, di sanità, di trasporti mentre, invece, in questi settori, si può solo tagliare! Non una condotta rispettosa del senso di un bando pubblico; quando si piegano i criteri di selezione a scelte predeterminate, ci si fa sostanzialmente beffa della procedura pubblica e di quanti vi partecipano. Se la norma prevede di ricorrere ad un bando pubblico, non è per infastidire l'amministratore pubblico, ma per assicurare ai cittadini pubblicità, trasparenza e scelta fra le migliori opportunità.
È facile, invece, leggere in questa condotta una fedeltà "alla scuderia", di cui il Sindaco si fa parte integrante, provvedendo ad assicurare a persone del partito di appartenenza posizioni stipendiate. Quella fedeltà da cui lo stesso potrà, se il sistema non viene divelto dalle radici, trarre le sue prospettive, alla fine del secondo mandato come Sindaco, accedendo ad un qualche "gradino superiore" della carriera di chi fa politica per mestiere e non per servizio. Nulla di più distante da quanto praticato dal M5S e che ci auguriamo diventi la nuova regola, per il bene di tutti noi cittadini
Il M5S porta in Consiglio la Mozione contro il TTIP
UNA DISASTROSA DEREGOLAMENTAZIONE DEL MERCATO, IN FAVORE DI GROSSI GRUPPI INDUSTRIALI E FINANZIARI, A DISCAPITO DELLA DEMOCRAZIA
Leggi la Mozione / Firma contro TTIP e CETA
Nel giugno 2013, Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP). Tali negoziati sono tuttora in corso, nella più totale opacità e segretezza, con l'obiettivo di concluderne l'iter entro il 2015. L'obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell'eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d'investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell'Atlantico. Il Partenariato in corso di negoziazione prevede addirittura il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc (ISDS, Investor-State Dispute Settlement) i governi sovrani e le autorità locali, qualora le loro società subissero perdite, anche potenziali, di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle autorità medesime.
Le barriere “non tariffarie” sono norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell'ambiente e della dignità sociale.
Il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali. Insomma, un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione. L'assoluta segretezza con cui vengono condotti i negoziati, che non prevedono alcun coinvolgimento né delle popolazioni, né delle istituzioni che a tutti i livelli le rappresentano, costituisce un preciso attacco al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e di potersi pronunciare nel merito. Il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i governi e le autorità locali, in seguito all'approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicarne i profitti, costituisce un gravissimo 'vulnus' democratico.
Con la nostra Mozione, che sarà presentata e discussa nel prossimo Consiglio comunale di Lunedì 21 Settembre, chiediamo al Sindaco e al Consiglio: di intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro da parte del Governo Italiano, nell'ambito del Consiglio Europeo, dal TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo; di promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto viene leso il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali; di inviare la presente deliberazione all'Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea.
Ici/Imu e scuole paritarie
IL M5S FAENZA PRESENTA UN ORDINE DEL GIORNO PER ESAMINARE LE SITUAZIONI TRIBUTARIE PREGRESSE DEGLI ISTITUTI PARITARI SU ICI E IMU
La 5/a sezione civile della corte di Cassazione ha riconosciuto legittima la richiesta avanzata nel 2010 dal Comune di Livorno che inoltrava ad alcuni istituti scolastici paritari, notifica da parte dell'ufficio Tributi di avvisi di accertamento per omessa dichiarazione e omesso pagamento dell'Ici, per gli anni dal 2004 al 2009. A seguito delle sentenze, gli Uffici Tributari del comune di Livorno provvederanno a notificare anche gli importi dovuti per le annualità 2010 e 2011, imponibili a fine Ici e, siccome tali sentenze assumono rilievo ai fini dell'interpretazione delle disposizioni in materia di Imu, relativamente all'imposizione fiscale dall'anno 2012, anche quella annualità verosimilmente sarà presa in esame.
Con il nostro Ordine del giorno, che sarà letto e discusso nel prossimo Consiglio comunale di Lunedì 21 Settembre, invitiamo l'Amministrazione a fare altrettanto e, in caso di accertata omessa dichiarazione e/o pagamento, a intraprendere le procedure previste per il recupero dei crediti. Impegnamo inoltre il Presidente Consiglio Comunale a fare inviare dalla Segreteria Generale il presente OdG, se approvato, ai capigruppo del Consiglio Regionale e ai capigruppo dei consigli comunali della Provincia.
LA #LAICITÀCONTA, COME SBANDIERATO DAL PD IN CAMPAGNA ELETTORALE?
SARÀ LA PRIMA OCCASIONE, DA PARTE ALMENO DI ALCUNI ESPONENTI DEL PD, PER DIMOSTRARLO CON I FATTI. STAREMO A VEDERE...
Alt della Provincia all'inceneritore Enomondo. Si passa alla procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA)
Siamo lieti che la Giunta Provinciale abbia deliberato, ad unanimità di voti, di assoggettare il progetto di Enomondo srl per l’adeguamento della centrale termoelettrica esistente ad ulteriore procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA).
Ciò significa che la documentazione presentata da Enomondo non è sufficiente ad ottenere i permessi per la realizzazione del progetto di ampliamento della centrale termoelettrica di Via Convertite, Faenza.
In particolare, la Delibera della Giunta Provinciale dichiara testualmente che “il progetto potrebbe avere impatti negativi e significativi sull’ambiente” portando la seguente motivazione: “pur considerando che si avrà una riduzione dei punti di emissione da tre ad uno e che quest’ultimo deriverà da un impianto tecnologicamente più avanzato, non si può al momento escludere che il progetto, trattandosi comunque di un potenziamento sia in termini di energia prodotta sia in termini di rifiuti e biomasse trattate, possa avere impatti negativi e significativi sull’ambiente e che pertanto possa essere più compiutamente valutato tramite procedimento di VIA.” Si concretizza, quindi, quanto noi del Movimento 5 Stelle abbiamo sempre detto, cioè che l’impatto sull’ambiente sarà fortemente negativo. E proseguiamo nella nostra convinzione che sia assolutamente da respingere qualsiasi richiesta di aumento di combustibile, di qualsiasi entità essa si tratti.
Notiamo che questa decisione viene presa dopo l’ultimo Consiglio Comunale nel quale Malpezzi sollevava proprio la richiesta di ulteriori verifiche e ipotizzava la procedura di VIA. Crediamo quindi che il Sindaco, il quale ha sempre sostenuto si non poter in nessun modo impedire la realizzazione del progetto, debba ricredersi e convincersi che può ostacolare lo scellerato progetto, magari prendendo ad esempio Comuni più virtuosi: il Sindaco del Comune di Forlì ha incaricato uno studio terzo, il DICAM (Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica Ambientale e dei Materiali dell’università di Bologna), per analizzare il progetto dell’inceneritore Mengozzi di Forlì. Riteniamo quindi opportuno che, qualora Enomondo decidesse di proseguire con la procedura di VIA, il Comune faccia la propria parte per verificare la fattibilità.






