Un grande supermercato nell'ex area Cisa. Una operazione che non ci convince per niente...
Giovedì scorso è arrivata in aula nel Consiglio dell'Unione la delibera per concedere alla società immobiliare acquirente il permesso di costruire una nuova grande area commerciale nell'area ex-Cisa. In Agosto, nel silenzio generale, senza alcun confronto con la cittadinanza (nemmeno con il Quartiere interessato) e, soprattutto, senza un passaggio conoscitivo ed informativo nel consiglio comunale faentino (spetta, legittimamente, all'Unione la facoltà di deliberare). Cosa che tutte le minoranze hanno ritenuto inaccettabile e che ha provocato malumori e disagio anche in larga parte della maggioranza.
Un tema delicato come questo, che tocca il vissuto e la sensibilità di tanti faentini legati alla storica fabbrica locale, andava affrontato in maniera e in tempi diversi.
Veniamo alle criticità da me esposte in aula.
Nell'area ovest della nostra città sono in atto da tempo due importanti interventi di bonifica. Una, in capo a Cisa Allegion, riguarda l'inquinamento delle falde sottostanti all'ex stabilimento di Via Oberdan. Il sindaco Malpezzi a Luglio, in risposta ad una nostra interpellanza, si era espresso sugli aspetti della questione ed aveva dichiarato, testualmente, che il nuovo acquirente (poi rivelatosi l'immobiliare EOLO SVILUPPO Srl), sarebbe stato tenuto a portare avanti e completare la bonifica in atto da anni.
Bene, non avendo trovato nessun impegno simile nei documenti esaminati prima del voto di Giovedì, ho chiesto conto nuovamente della situazione pretendendo chiarezza e rassicurazioni.
L'unica indicazione presente era quella che Cisa conserverà l'onere del completamento della bonifica relativamente alle aree che saranno destinate a viabilità, parcheggi e verde pubblico. Frase non chiara che non fa riferimento a tutta l'area ed inserita, come ammesso dal Sindaco, solo per evitare mie rimostranze in aula....
Mi è stato risposto che, secondo la legge, sarà Cisa a dover portare a termine la bonifica in atto, indipendentemente dalla vendita dell'area. Quindi non più l'acquirente come detto in precedenza, ma chi ha causato l'inquinamento. Mi sembra ci sia un pochino di confusione...
Vogliamo sapere qual è la situazione attuale della bonifica in atto, cosa è stato fatto, cosa si sta facendo, cosa si farà, quali sono i rischi. In maniera chiara e trasparente. Chiederemo tutti i documenti necessari, i verbali delle riunioni della Conferenza dei Servizi, il piano di caratterizzazione, ecc.., perchè le parole sentite e i documenti ricevuti finora non ci hanno detto assolutamente niente... Guarda caso, dopo la discussione in aula, sono arrivati subito alcuni atti richiesti (con tempi molto minori rispetto alle attese standard) ed è stata convocata una commissione Ambiente in cui l'assessore Bandini relazionerà sulla situazione delle bonifiche...
E' vero che la trasformazione in chiave commerciale di quel sito produttivo è prevista dal piano regolatore fin dal 1996 (fino a strutture di 1500 mq, con gli standard urbanistici richiesti), ma nell'ambito della famosa vertenza ministeriale sulla Cisa del 2015, è stato consentito, con la variante al Rue, ad una multinazionale che ha deciso, non dimentichiamocelo, di delocalizzare cancellando 130 posti di lavoro, di portare a termine una operazione immobiliare senza dubbio più che vantaggiosa. Con la speranza di limitare i danni con l'eventuale reinserimento di qualche ex operaio Cisa nella nuova attività commerciale, cosa che sappiamo tutti, viste le innegabili differenze di specializzazione richiesta, sarà praticamente impossibile...
Per non parlare dell'arrivo dell'ennesima struttura della grande distribuzione, di cui nessuno sentiva la mancanza, che andrà a colpire nuovamente e duramente il tessuto distributivo locale.
Vanno aggiunte le forti perplessità sull'aumento del traffico nelle vie circostanti, in special modo nella piccola Via Zara, che creerà non pochi problemi di viabilità e sicurezza.
Insomma tutta questa operazione, a cominciare dalle modalità con cui è stata portata avanti, passando per i lavori di bonifica la cui situazione non è affatto chiara e trasparente, fino al modello stesso di gestione degli accordi, non ci convince per niente. Per questo il mio voto in aula è stato convintamente contrario.
Andrea Palli
Consigliere M5S Unione della Romagna faentina
Aggressione omofoba a Faenza: ferma condanna del M5S
Omofobia: parlano i ragazzi aggrediti a Faenza (da FaenzaWebTv)
Il M5S Faenza esprime tutta la propria solidarietà ai giovani ragazzi coinvolti nell'aggressione e condanna duramente ed aspramente il vergognoso episodio accaduto nella nostra città.
Non è accettabile che nel 2017 sia ancora possibile essere discriminati, tantomeno insultati ed aggrediti, solo per il proprio orientamento sessuale.
L'omofobia è un cancro sociale e come tale va prevenuto e combattuto, senza se e senza ma!
Se, come sembra e come ci auguriamo, la vicenda avrà un seguito penale, invitiamo l'amministrazione a costituirsi parte civile, dando un forte segnale politico e sociale.
LA STORIELLINA DEL SIGNOR BUONACOLLINA...
Ultimi giorni di Novembre del 2016, siamo in piena campagna referendaria. Su tutti i giornali locali appare una notizia in pompa magna. Il Senatore faentino Collina è riuscito, grazie ai suoi sforzi, al suo impegno e alle sue capacità politiche a far approvare in quei giorni, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il finanziamento di un milione di euro alla Fondazione del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza per la valorizzazione della ceramica artistica italiana a livello nazionale e internazionale.
“E' un riconoscimento che arriva dal Governo a coronamento di una costante azione di valorizzazione del nostro patrimonio culturale ceramico - spiega Collina - che negli anni precedenti non era mai stato fatto a livello governativo e che premia una istituzione culturale che simboleggia le nostre tradizioni e la nostra storia”. Isola e Malpezzi esultano, il finanziamento viene dato per certo e in arrivo a giorni. Poi tutto tace per mesi.
Finchè poco tempo fa il nuovo Presidente del MIC Emiliani viene invitato a relazionare sulle attività del Museo in Consiglio Comunale. E, come potete vedere in questo video, dichiara che il famoso milione di Collina (su cui si conta per le attività future) è stato assegnato e accantonato, ma risulta fermo e bloccato al Ministero. “Sono lì nel limbo, ma schiodarli non sarà facile...”, queste le sue parole.
Insomma, quella di Novembre non era altro che propaganda elettorale, per fortuna inutile. Invitiamo il Senatore da un milione di euro a darsi da fare per riuscire a sbloccare quei soldi indispensabili per la nostra comunità.
Ma sul serio però, non con inutili dichiarazioni o promesse, magari esternate il prossimo inverno durante la campagna elettorale delle imminenti elezioni politiche...
Parte qui la storiellina
del signor Buonacollina
Che annunciò con gran trombone
"Per il MIC c'è un bel milione"
Eravamo (ricordate?)
oltre i bordi dell'estate
Poco prima, a calendario
dell'agon referendario..
Come andò è storia sicura
si fermò la fregatura
Ma il milione da quel dì
strano caso poi sparì
Dice oggi il Presidente
che in cassa non ha niente
disperato per il MIC
tra un glub, un sob e un sigh!
"Minister lo destinò
ma nel limbo poi cascò
confidiamo quanto prima
nel signor Buonacollina"
L'anno prossimo elezioni
quei soldin torneran buoni?
Ci aspettiamo quanto prima
nuove da Buonacollina
...segue...
Niente bacheche per il M5S...vogliono metterci il bavaglio...
Vogliamo raccontarvi l’odissea che stiamo affrontando per aver espresso la richiesta di poter installare una bacheca informativa in due frazioni del Comune di Faenza: Reda e Granarolo.
Richiesta inoltrata dal nostro movimento politico, viste la difficoltà a far arrivare il nostro lavoro in periferia, nel Luglio 2015, concluse le elezioni amministrative.
Non accade nulla fino al febbraio successivo, nonostante le reiterate richieste e i solleciti presentati anche in conferenza dei Capigruppo.
Decidiamo, tramite il suo staff, di interpellare direttamente il Sindaco ed in breve tempo viene organizzato, con l’architetto che si occupa anche di queste tematiche, un sopralluogo nelle frazioni. Lo stesso produce una relazione sulla situazione di fatto delle bacheche, poi inviata al primo cittadino. Situazione che si rivela, anche sotto i nostri occhi, davvero deprimente: bacheche in forte stato di degrado, nella quasi totalità inutilizzate e abbandonate.
Sembra si vada verso una soluzione ma, causa inadempienze passate del Comune, inizia un altro calvario: il mancato censimento delle bacheche presenti sul territorio e, soprattutto, il mancato pagamento per anni della dovuta tassa sulle affissioni, mai richiesto ai beneficiari dall’ente, creano l’ennesimo intoppo.
Nella Capigruppo di Marzo 2017, pretendendo per l’ennesima volta le dovute delucidazioni, ci viene detto che passata la data di scadenza della tassa per le affissioni 2017, sarebbero state ritirate le concessioni a chi non risultava in regola e poi consegnate le bacheche esistenti e non utilizzate ai nuovi richiedenti.
Tale impegno viene fissato per fine Giugno.
Ebbene, siamo arrivati a metà Luglio 2017 e ancora nulla, tutto tace.
Qui le cosa sono due.
O siamo di fronte ad una vicenda sintomatica del modo di operare di questa amministrazione (e delle passate), all'insegna del pressapochismo e dell'inadeguatezza, che dimostra ancora una volta le difficoltà enormi di gestione delle proprie attività, anche le più ordinarie, e la scarsissima efficacia e tempestività nel risolvere i problemi che si presentano.
Oppure, e dopo due anni è lecito pensarlo, si agisce in malafede e ci si comporta così solo per danneggiare il M5S e impedirgli di poter, legittimamente, portare le proprie idee, le proprie proposte e il proprio lavoro in Consiglio, a conoscenza della cittadinanza residente nelle frazioni, difficilmente raggiungibile e bacino di voti importante per il partito di maggioranza.
Adesso basta!
Pretendiamo una gestione adeguata e una risoluzione immediata della vicenda!
Qui il video della conferenza stampa di Sabato 22 Luglio, direttamente in piazza al nostro banchetto, in cui abbiamo affrontato la questione.
La Corte dei Conti boccia gli "esperti"
Da anni i momenti di esame del bilancio comunale, previsionale o rendiconto che sia, sono occasione di forte critica e puntuali osservazioni nei confronti di questa amministrazione. Basta rivedere i nostri commenti nelle registrazioni dei consigli comunali a partire dai più recenti del 27/04/17 e 27/03/17, a ritroso fino alla precedente consiliatura.
La deliberazione 106/2017 del 20/06/17 della sezione regionale Emilia-Romagna della Corte dei Conti, relativa al rendiconto 2014 e previsionale 2015, ma con ampi effetti anche sul bilancio corrente e sui futuri, ripercorre gran parte delle nostre censure.
Censure a cui abbiamo, ancora più motivatamente alla luce di questa sentenza, fatto seguire voto contrario o la non partecipazione al voto, in sede di Consiglio Comunale. Sono stati mantenuti in bilancio crediti troppo vecchi, che insieme ad altre imprudenze gestionali, si sono trasformati in un risultato negativo di amministrazione di 5,5 milioni di euro, ammontare che questi amministratori hanno spalmato sui prossimi 30 anni, aggravando i conti di ogni prossimo esercizio di 175.450 euro; si è fatto un abnorme ricorso al finanziamento bancario per i regolamenti ordinari, che ha generato ulteriori costi per interessi. L’elenco delle carenze rilevate prosegue con: incapacità di incassare correttamente i propri crediti; minori accantonamenti al fondo rischi relativo ai crediti di dubbia esigibilità inferiori a quanto previsto dai principi contabili; ritardi nei pagamenti che risultano utilizzati per non palesare le difficoltà finanziarie.
A queste irregolarità, la Corte aggiunge ulteriori criticità relative alla asseverazione dei debiti e crediti nei confronti degli organismi partecipati ed irregolarità nella attribuzione contabile di importi alle voci corrette (imu di competenza statale, debiti di finanziamento).
In una quadro che la Corte definisce “di precario equilibrio del bilancio del Comune di Faenza”, non possono bastare interventi amministrativi, per di più affidati agli stessi soggetti che hanno gestito così malamente la situazione già dal 2010.
Per questo presenteremo una mozione di sfiducia all’Assessore deputato, Claudia Zivieri, invitando il Sindaco ad una seria riflessione, poiché è lui, in prima istanza, a rispondere degli errori nella gestione delle risorse comunali, degli insostenibili alibi che ha presentato ogni qualvolta sono stati presentate le critiche e delle artificiose strategie che sono state attuate per tenere nascoste le reali difficoltà in cui hanno trascinato questa comunità.
Tanto più di fronte a questo riscontro fornito da un atto formale della Corte dei Conti.





