Progetto “Bike to Work”: che fine ha fatto?

Nel Consiglio comunale faentino di Lunedì 26 Marzo alle 20.30 (al quale vi invitiamo a partecipare), presenteremo, tra le altre cose, una interpellanza per sapere che fine ha fatto l’impegno preso oltre un anno fa dall’amministrazione con l’approvazione all’unanimita’ del nostro ordine del giorno per l’avvio della sperimentazione del progetto “Bike to Work” nel nostro territorio.
Un progetto di buon senso, ormai realtà in tantissimi comuni, che promuove ed incentiva l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti casa/lavoro.
Nulla è stato fatto, siamo davanti ad uno dei tanti, troppi impegni non mantenuti.
E perchè Faenza, al contrario di Forlì che si è aggiudicata un milione di euro, non ha presentato un progetto in grado di accedere ai fondi ministeriali, pari a 35 milioni di euro, previsti dal programma sperimentale nazionale di mobilità casa-scuola e casa-lavoro introdotta dal Parlamento nell’esame del Collegato Ambientale?
Ne chiederemo conto.

Paes, di “Virtuoso” c’è ben poco…

Il PAES, ossia il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, una serie di impegni degli Amministratori che hanno firmato un accordo volontario europeo, il “Patto dei Sindaci”, per raggiungere e superare gli obiettivi fissati dalla UE al 2020, è stato approvato anche dai Comuni della Romagna Faentina.

Il M5S Faenza non è soddisfatto del documento

il Piano (qui potete leggere i documenti completi), pieno di belle parole, poteva e doveva essere ben più efficace e concreto.

La versione iniziale era ancora peggiore, piena di lacune, criticità e azioni inadeguate (basta dire che una delle principali, poi passata a riserva, era la promozione per l’acquisto di “energia elettrica verde per operatori privati”, come la combustione di biomasse, per esempio…).

Non dimentichiamoci che le modifiche migliorative in sede di discussione sono dovute anche alle proposte e alle osservazioni arrivate dai cittadini e dalle associazioni faentine; ciò denota, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia importante il rafforzamento di un vero percorso partecipativo in tutte le scelte dell’amministrazione.

Tutto rimane comunque molto, troppo debole.

L’amministrazione si riempie la bocca della parola “Virtuoso”, mettendo in campo impegni insoddisfacenti come piccole azioni sulla mobilità (vedi l’installazione di punti di ricarica per auto, moto e bici elettriche), sull’efficienza energetica, sull’illuminazione pubblica e sull’incremento della raccolta differenziata (ma il porta a porta?), tralasciando questioni importantissime e fondamentali.

Tutto è permeato da un pressapochismo e da una incompetenza di base che ci lascia molto perplessi.
Un esempio su tutti: la nuova modalità di raccolta prevista per incrementare la percentuale di raccolta differenziata nel centro storico urbano, non descritta nel Piano, sarebbe, come uscito dalla discussione in aula, la creazione di isole ecologiche interrate…

Senza parole…roba da Medioevo…

Se l’amministrazione si fosse comportata realmente da Comune “Virtuoso”, come sbandierato cinque anni fa, il Paes sarebbe venuto da sé, ed ora saremo qui a fare altre considerazioni.

Invitiamo Malpezzi, che in questi anni in Consiglio ha bocciato tutte le nostre proposte volte ad applicare la Strategia Rifiuti Zero, da lui sbandierate nelle linee programmatiche di inizio mandato (a cominciare dall’estensione della raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale), a farsi un giro nei tanti comuni italiani realmente “Virtuosi”.

Non è mai troppo tardi, c’è tanto da imparare.
Altrimenti, se non ha tempo, basta dare uno sguardo al nostro programma.