LA STORIELLINA DEL SIGNOR BUONACOLLINA...
Ultimi giorni di Novembre del 2016, siamo in piena campagna referendaria. Su tutti i giornali locali appare una notizia in pompa magna. Il Senatore faentino Collina è riuscito, grazie ai suoi sforzi, al suo impegno e alle sue capacità politiche a far approvare in quei giorni, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il finanziamento di un milione di euro alla Fondazione del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza per la valorizzazione della ceramica artistica italiana a livello nazionale e internazionale.
“E' un riconoscimento che arriva dal Governo a coronamento di una costante azione di valorizzazione del nostro patrimonio culturale ceramico - spiega Collina - che negli anni precedenti non era mai stato fatto a livello governativo e che premia una istituzione culturale che simboleggia le nostre tradizioni e la nostra storia”. Isola e Malpezzi esultano, il finanziamento viene dato per certo e in arrivo a giorni. Poi tutto tace per mesi.
Finchè poco tempo fa il nuovo Presidente del MIC Emiliani viene invitato a relazionare sulle attività del Museo in Consiglio Comunale. E, come potete vedere in questo video, dichiara che il famoso milione di Collina (su cui si conta per le attività future) è stato assegnato e accantonato, ma risulta fermo e bloccato al Ministero. “Sono lì nel limbo, ma schiodarli non sarà facile...”, queste le sue parole.
Insomma, quella di Novembre non era altro che propaganda elettorale, per fortuna inutile. Invitiamo il Senatore da un milione di euro a darsi da fare per riuscire a sbloccare quei soldi indispensabili per la nostra comunità.
Ma sul serio però, non con inutili dichiarazioni o promesse, magari esternate il prossimo inverno durante la campagna elettorale delle imminenti elezioni politiche...
Parte qui la storiellina
del signor Buonacollina
Che annunciò con gran trombone
"Per il MIC c'è un bel milione"
Eravamo (ricordate?)
oltre i bordi dell'estate
Poco prima, a calendario
dell'agon referendario..
Come andò è storia sicura
si fermò la fregatura
Ma il milione da quel dì
strano caso poi sparì
Dice oggi il Presidente
che in cassa non ha niente
disperato per il MIC
tra un glub, un sob e un sigh!
"Minister lo destinò
ma nel limbo poi cascò
confidiamo quanto prima
nel signor Buonacollina"
L'anno prossimo elezioni
quei soldin torneran buoni?
Ci aspettiamo quanto prima
nuove da Buonacollina
...segue...
Cambiare? significa attuare la Costituzione. Paolo Maddalena a Faenza per la chiusura della campagna referendaria a sostegno del NO
CAMBIARE? SIGNIFICA ATTUARE LA COSTITUZIONE.
E NON STRAVOLGERLA
Il M5S invita tutta la cittadinanza a partecipare all'evento conclusivo della campagna referendaria organizzato da comitati, associazioni, movimenti e partiti faentini a sostegno del NO, che si terrà il 2 dicembre alla Sala ex-Salesiani, in Via S. Giovanni Bosco 1, alle ore 20.30.
Un incontro pubblico con la partecipazione di Paolo Maddalena, Giurista, Magistrato, già Giudice della Corte Costituzionale.
Ci sarà anche musica dal vivo, per passare insieme la serata di vigilia referendaria.
NON potete mancare, vi aspettiamo!
#IoDicoNO
Qui l'evento su Facebook.
Partecipate e condividete!

Il Partito Democratico usa ANCI per la campagna sulla Riforma Costituzionale
Il M5S Faenza condivide e diffonde sul proprio territorio il comunicato dei membri del M5S del coordinamento dei Consigli comunali costituito all'interno di ANCI Emilia- Romagna:
Il Partito Democratico usa ANCI per la campagna sulla Riforma Costituzionale
Il MoVimento 5 Stelle apprende con rammarico della presa di posizione di Daniele Manca, Sindaco di Imola ed attuale Presidente di ANCI E-R, di schierarsi in favore del SI al Referendum di Riforma Costituzionale con una lettera appello in cui invita i Sindaci della regione a firmare.
Sul sito del Partito Democratico che descrive l’iniziativa, viene richiamata l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, facendo erroneamente intendere di un suo probabile coinvolgimento. In realtà non è così. L’associazione è totalmente estranea alla vicenda.
Tra le sue funzioni l’associazione riconosce l’autonomia locale come principio fondante della organizzazione dei pubblici poteri e dell’agire collettivo. Finalità principale dell’ANCI è l’affermazione e la difesa del principio dell’autonomia comunale che rende l’azione della Pubblica Amministrazione più efficace e maggiormente aderente alle esigenze delle collettività locali.
Con la Riforma Costituzionale l’autonomia locale viene di fatto sottomessa ad un nuovo centralismo che attribuisce ai Sindaci un ruolo precipuo, in quanto eletti nel Senato delle autonomie, ai sensi della nuova formulazione dell’art. 57.
Gli stessi quindi si presume dovranno conciliare l’impegno di Sindaco con quello di Senatore: saranno pertanto obbligati ad abbandonare il Comune che rappresentano per svolgere incarichi istituzionali come Senatori ogni qualvolta ve ne sarà la necessità.
Con questa riforma il principio di sussidiarietà ed il decentramento saranno ulteriormente indeboliti.
Il MoVimento 5 Stelle ritiene che sia dovere del Presidente, in virtù dell’istituzione che rappresenta, essere imparziale e specificare la neutralità di ANCI Emilia-Romagna. A Marzo 2016 su 330 Comuni presenti in Emilia Romagna, sono 315 i Comuni soci di ANCI Emilia-Romagna, mentre sono solo 194 (meno dei 2/3) i Sindaci che hanno aderito alla lettera appello, dimenticandosi del loro ruolo istituzionale e di essere super partes.
Per dovere di chiarezza nei confronti dei cittadini il MoVimento 5 Stelle ritiene opportuno un comunicato stampa che confermi l’estraneità di ANCI E-R dalla lettera appello inviata ai Sindaci dal Presidente Manca.
MoVimento 5 Stelle – ANCI Emilia-Romagna
Mozione sulla riforma della Costituzione
Partendo dal presupposto che spetta unicamente al Parlamento, e non al Governo, qualsiasi iniziativa di revisione costituzionale, così come recita l'articolo 138 della nostra Carta Costituzionale che fissa tempi e procedure per modificarla, l’attuale Parlamento, eletto con un sistema elettorale (Porcellum) dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale (Sentenza n.1/2014), ha approvato una legge elettorale, l'Italicum, che non rispetta le indicazioni della stessa sentenza e, fatto ancor più grave, ha approvato una riforma costituzionale destinata, in combinazione con l'Italicum, a stravolgere l'assetto democratico del nostro paese.
Nel Referendum del 2006 il popolo italiano si era già espresso, bocciando analogo tentativo di riforma costituzionale presentata dal governo Berlusconi, per sostenere e confermare il modello di Stato e l'intero ordinamento democratico voluto e condiviso dai nostri Padri costituenti in rappresentanza di tutti i partiti che avevano lottato contro il fascismo.
La legge elettorale e la riforma del Senato andranno a ledere profondamente i diritti costituzionali dei cittadini in quanto il Senato della Repubblica non sarà più eletto direttamente dai cittadini (art.58 della Cost.) ma sarà ridotto ad un'assemblea di soli 100 senatori di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica e 95 (74 consiglieri regionali e 21 sindaci), scelti dai Consigli regionali (la classe politica più corrotta del Paese), con doppio incarico e immunità parlamentare. La legge elettorale (Italicum) ricalca, peggiorandolo, l'anticostituzionale Porcellum e disattende la sentenza della Consulta perché continua a negare il voto diretto dei cittadini ed il loro diritto ad esprimere senza vincoli le proprie preferenze (art. 1, 3, 48, 56, 58 della Cost.). Tale legge, dunque, ripristina un Parlamento di nominati dai partiti e ripropone un sistema fortemente maggioritario, senza prevedere una soglia minima e con un altissimo premio di maggioranza.
Il combinato disposto tra queste riforme, quella della legge elettorale e quella costituzionale consegnerà un potere praticamente assoluto al partito o alla lista che, con solo il 40 % dei voti, conquisterà il 55% dei seggi alla Camera dei Deputati (340 seggi) ed avrà una maggioranza tale da poter condizionare l'elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, organi di garanzia e di controllo fondamentali per la vita della democrazia costituzionale. Consegnerà, nel caso assai probabile in cui nessun partito o coalizione di partiti dovesse raggiungere il 40% dei voti, nel successivo turno di 'ballottaggio', la maggioranza assoluta dei seggi ad un solo partito, indipendentemente dai voti ottenuti al primo turno (che potrebbe anche rappresentare solo un 20% degli elettori) e dal numero dei votanti. Comprimerà ulteriormente la "sovranità popolare" modificando e mortificando gli strumenti costituzionali di democrazia diretta, tendendo ad innalzare il numero di firme necessario per richiederli.
Abbiamo presentato una mozione (qui il testo integrale), assieme al consigliere Necki de L'Altra Faenza, che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale di Lunedì 30 Maggio, in cui abbiamo chiesto all'amministrazione di esprimere un fortissimo allarme per la deriva autoritaria in atto, contro la quale si sono costituiti in tutta Italia, ed anche a Faenza, Comitati referendari per il NO al Referendum previsto dall'art.138 della Costituzione e contro l'Italicum, che stanno raccogliendo con successo le firme dei cittadini, perchè è a loro che spetta di richiedere il Referendum che non può consistere in un plebiscito richiesto dall'alto dal Governo. Di esprimere la più ferma condanna nei confronti delle modifiche costituzionali poste in essere da questo Governo. Di impegnarsi a sensibilizzare l’opinione pubblica alla salvaguardia della nostra Costituzione. Di ribadire che l'obiettivo della "stabilità del governo del paese e dell'efficienza dei processi decisionali nell'ambito parlamentare" non può "produrre un'alterazione profonda del principio di rappresentanza democratica, sul quale si fonda l'intera architettura dell'ordinamento costituzionale vigente", come ha scritto la Consulta nella sentenza n.1/2014 e, infine, di inoltrare l'atto consiliare al Presidente della Camera dei deputati, al Presidente del Senato, ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato e all'Anci nazionale.
Sappiamo benissimo che questa mozione, nel renzianissimo Consiglio comunale manfredo, non ha alcuna possibilità di essere approvata, ma crediamo sia comunque importante portare il dibattito sull'argomento anche all'interno del consesso faentino. Per tenere alta l'attenzione sul Referendum di Ottobre, sulla raccolta firme in atto anche nella nostra città e per puntare i riflettori sulle laceranti spaccature del Partito Democratico. A Faenza, la cosiddetta "sinistra" del Pd, come si comporterà? Staremo a vedere...
Confartigianato e il Referendum
"Mio padre è stato un ARTIGIANO.
Io ho da sempre un'ammirazione per gli artigiani, che come da desinenza sono tutti artisti, a mio parere, perché chi sa creare, plasmare, riparare, assemblare, rigenerare è qualcuno dotato di una sensibilità elevatissima che va oltre la semplice sensibilità delle sue mani.
Per questo, se penso al legame tra artigiani ed energia, mi immagino persone proiettate a prestare , ad esempio, la loro abilità alla realizzazione di soluzioni per costruire una casa a consumo zero, più che a lavorare in una piattaforma per trivellare il mare a decine di chilometri di profondità alla ricerca di combustibili fossili.
Credo che l'odierna presa di posizione di CONFARTIGIANATO, che invita i suoi iscritti a non votare al referendum di domenica, oltre che meschina come tutte le posizioni di chi invita al disimpegno (in qualsiasi contesto), sia una presa di posizione che non può rappresentare questa categoria, ma solo i suoi miseri e politicizzati burocrati. So che moltissimi artigiani si sono già fatti sentire e so che moltissimi porteranno le loro meravigliose mani a fare una croce sulla scheda anche domenica prossima.Lo stesso vale per la CISL di Poldo Sbaffini, che si vanta di rappresentare l'impegno invitando al disimpegno.
Vigliacchi."
Vincenzo Barnabè
M5S Faenza








