Facile non "togliersi dai piedi" se sei il figlio del Ministro del Lavoro...
Quello qui sopra era fino a poco fa, ora è stato cambiato, il titolo di un articolo che fa bella mostra sul sito web dell'Huffington Post (non certo il Blog di Grillo..).
Articolo poi ripreso da tantissime testate on line e cartacee nazionali, che ha portato Faenza alla ribalta nazionale...
Si fa riferimento alle vergognose e inaccettabili dichiarazioni del ministro del Lavoro Giuliano Poletti sui giovani emigrati all'estero (che in un paese normale avrebbero portato alle immediate dimissioni) e al figlio Manuel, anche lui proveniente dal mondo delle cooperative rosse, che da anni dirige il settimanale locale "Sette Sere Qui".
Settimanale di stretta area Pd che censura ogni nostro articolo da anni, che, come noi avevamo già denunciato in passato, ha usufruito in tre anni di 500 mila euro di fondi pubblici.
Il M5S Faenza chiede a gran voce le dimissioni del Ministro Poletti ed invita il figlio Manuel ad organizzarsi, perchè presto, quando i 5 Stelle governeranno questo paese, i finanziamenti pubblici all'editoria saranno cancellati e lui, se non dimostrerà di essere un bravo imprenditore, sarà costretto a “togliersi dai piedi”.
Conferimento di funzioni fondamentali del Comune di Faenza all'Unione dei Comuni; Malpezzi incassa il voto favorevole della maggioranza. Dall'1 gennaio 2017 pagheranno i cittadini!
Dall’inizio del nuovo anno rimarranno in capo al Comune di Faenza solamente la gestione di Cultura, Sport e Patrimonio, ma ci aspettiamo a breve novità anche su quest’ultimo comparto. Risorse finanziarie comunali al momento quantificate in 16,3 milioni di euro, saranno gestite dall'Unione. Tutto il personale viene trasferito.
La nuova organizzazione? Per ora non ancora del tutto definita. A treno lanciato a tutta velocità l’amministrazione si rende conto di dover ricorrere ad una pluriennale consulenza esterna, generando, quindi, costi aggiuntivi per gestire la messa a regime di nuove soluzioni organizzative. Non sono definiti i vantaggi economici e gli obiettivi qualitativi e quantitativi che si vogliono raggiungere. Si parla del 2020 per vedere qualche economia di spesa.
E per i cittadini cosa cambia? Il livello e la qualità dei servizi quale sarà?
Per ora si chiedono sacrifici ai dipendenti, che già nella fase di trasferimento subiscono il primo impatto economico negativo, vedendosi trattenere in un sol colpo tutta l’addizionale IRPEF (mediamente 450 euro), mentre nei precedenti trasferimenti questa misura era stata spalmata su un intero anno. Come denunciato da una nostra interpellanza e confermato dal Sindaco nella seduta di ieri (qui il testo del documento). Dovranno far fronte a cambiamenti di attività, in parte anche di sedi di lavoro, senza un quadro definito a priori e senza un adeguato accompagnamento al momento dell’avvio della nuova struttura. L’importante è partire, poi si vedrà.
Sicuramente cambia la possibilità di incidere sulle decisioni da parte delle comunità locali. Le scelte verranno fatte in un organismo, l'Unione, dove i consiglieri sono nominati dai consigli comunali e non eletti direttamente, in cui non sono rappresentate tutte le componenti politiche presenti nei consigli comunali; dove gli assessori sono i sindaci dei Comuni dell’Unione; dove non c’è un lavoro tecnico conoscitivo e di confronto come quello fatto nelle Commissioni Comunali. Molte decisioni politiche vengono scippate ai cittadini, semplicemente trasformandole in soluzioni organizzative; razionalizzare, uniformare, omogeneizzare gli acquisti, i procedimenti, i servizi.
Chi sarà a decidere quale sia il criterio su cui uniformarsi? Se Faenza privilegia i servizi per l’infanzia in convenzione con privati e altri Comuni no, chi dovrà abdicare? Se Faenza ha attribuito la riscossione dei tributi ad esattori che chiedono una percentuale sugli incassi, mentre altri Comuni riscuotono direttamente le tasse, quale sarà la soluzione a regime?
La maggioranza, che ha avallato questo progetto che a pieno titolo possiamo chiamare “del Sindaco”, senza un minimo di coinvolgimento dei cittadini, ha una enorme responsabilità e gliene chiederemo conto ogni giorno.
La Costituzione è salva!
La Costituzione più bella del mondo è salva! Gli italiani hanno espresso chiara la loro volontà di difendere la sovranità popolare. Che gioia rivedere quelle percentuali di affluenza, quella voglia di partecipazione! Che bello vedere l'80% di NO nella fascia 18-34 anni!
Nella nostra regione, e a #Faenza in particolare, il SI ha tenuto, ma ce l'aspettavamo. In questo fighetto "paesotto" piccolo borghese, democristiano fino all'osso, tra interessi e favori, tutto è sempre stato più difficile. Ma noi non molliamo, perchè questa città l'amiamo.
Continuate pure a definirci populisti, con quel termine che bolla tutto ciò che non capite e non comprendete, a chiamarci fascisti a sinistra e comunisti a destra, a definirci "grullini" schiavi del Sacro Blog e della Casaleggio Associati. Continuate pure. Noi intanto, con sempre più forza, saremo nelle piazze, nei mercati, tra la gente, faremo banchetti, assemblee, incontri. Continueremo ad impegnarci al massimo fuori e dentro il Consiglio comunale. Tutto senza nessun tipo di tornaconto, tanto meno economico. Solo per quella passione disinteressata, quella voglia di mettersi in gioco, di essere cittadinanza attiva, di partecipare. Quella che ci ha fatto nascere, quella che porterà i cittadini a governare questa città e questo Paese.
Un velo pietoso sul comportamento dei media italiani, anche quelli locali, che hanno censurato, snobbato e denigrato le ragioni e e le iniziative del fronte del NO. La vostra vergognosa faziosità è pari solo alla percezione totalmente errata che avete della gente comune, della realtà.
E' stata una campagna referendaria massacrante. Grazie di cuore ad Alessandro Messina ed a tutto il Comitato faentino, ai partiti, movimenti ed associazioni del fronte progressista del NO. E' stato bello, gratificante e stimolante condividere insieme questa lunga e difficile battaglia. Grazie a tutti gli attivisti del fantastico gruppo 5 Stelle faentino, una famiglia allargata di cui è un onore essere portavoce. Un abbraccio tutti!
Chiudiamo la tragica epopea del renzismo e ripartiamo dalla nostra Costituzione.
Andrea Palli
Massimo Bosi
Marilena Mengozzi
M5S Faenza
#CoccoStaiSereno
Rimaniamo basiti dall'attacco ridicolo e strumentale del capogruppo del Pd faentino Niccolò “Cocco” Bosi, apparso qualche giorno fa sul Resto del Carlino (che, guarda un pò, non ha trovato invece, in ottima e folta compagnia, due righe di spazio per pubblicizzare l'incontro sulle ragioni del NO al Referendum organizzato Sabato pomeriggio dal nostro gruppo, con la presenza di due parlamentari della Repubblica).
Informiamo Bosi che a Ravenna, purtroppo, attualmente non esiste NESSUNA Lista che rappresenta ufficialmente il MoVimento 5 Stelle, neanche la Lista Civica CambieRA', con i quali rappresentanti noi, ad oggi, non abbiamo mai avuto alcun tipo di rapporto.
Quindi il nostro gruppo non deve prendere le distanze proprio da nessuno, CambieRA' è responsabile delle proprie dichiarazioni e se ne prenderà la responsabilità davanti ai propri elettori e ai cittadini ravennati.
Chiaro è che, se le dichiarazioni citate da Bosi rispondono al vero, il M5S Faenza non può che non condividerle assolutamente.
La posizione del M5S Faenza a sostegno dell'Ospedale e del mantenimento dei reparti di Pediatria e Ostetricia, contro qualsiasi tipo di taglio e ridimensionamento, è sotto gli occhi di tutti da sempre.
In prima linea, senza se e senza ma.
I cittadini lo sanno, ed è quello che conta.
Non accettiamo nessuna lezione di coerenza da rappresentanti di un partito che ha fatto dell'incoerenza e dell'ipocrisia la propria bandiera.
Invitiamo Bosi, invece di prestarsi ad ordini di scuderia con esternazioni funzionali e strumentali, a prendere piuttosto le distanze dal partito che rappresenta, che di sinistra, di laico e di riformista (valori a cui dice di fare personalmente riferimento) non ha assolutamente più nulla.
Le prenda dal Pd regionale, il vero regista e responsabile politico di tutta la situazione, dalla creazione dell'Ausl Unica Romagna fino al riordino ospedaliero, fatto di ridimensionamenti e tagli sulle spalle dei cittadini (nonostante le finte e preparate interpellanze della concittadina consigliera regionale Rontini), le prenda dal Pd faentino che continua a votare porcate come, tra le tante, la mozione sull'interruzione di gravidanza (il de profundis della sinistra manfreda), le prenda dal governo Renzi che sta distruggendo, a colpi di maggioranza, il tessuto sociale, la Democrazia e la Costituzione.
Ad ogni modo, utilizzando uno slogan tanto caro al suo amico di Rignano, invitiamo Bosi a “stare sereno”, il 4 Dicembre sarà l'inizio della loro fine.
Politica, s'intende...
Mozione sull'interruzione di gravidanza: il de profundis della sinistra faentina
Nonostante siano trascorsi 38 anni dall’entrata in vigore della legge 194, evidentemente dobbiamo ancora vigilare perchè l'interruzione volontaria di gravidanza sia un diritto delle donne e non la concessione di uno "stato paternalista", costantemente impegnato ad erodere le possibilità concrete di applicazione della legge stessa.
La mozione presentata Lunedì 3 Ottobre in Consiglio dal gruppo de "La Tua Faenza" è, secondo noi, indiscutibilmente figlia di questo pensiero "paternalistico".
Purtroppo, anche la versione emendata dal Pd, leggermente migliorata, non cambia nulla nella sostanza, che è quella di considerare le donne incapaci di intendere e di volere.
Chiedere che l'Azienda Sanitaria Locale imponga ad una persona adulta, che ha compiuto una scelta libera se pur dolorosa, un colloquio con i servizi sociali, con l'intento di farle cambiare idea, equivale a non riconoscerne la piena capacità di autodeterminazione.
Visto che stiamo parlando di un diritto, sarà la donna , eventualmente, ad attivare i servizi sociali se ritiene di averne la necessità.
Ma non basta... se questa donna si dovesse ripresentare per una ulteriore interruzione di gravidanza la mozione prevede di richiedere ben due colloqui di sostegno psicologico...come dire: "questa donna è recidiva, dovrà pur avere delle turbe..."
Sembra di fare un tuffo nel passato, in quel mondo in cui si pensava che le donne da sole non fossero in grado di prendere decisioni perchè psicologicamente troppo deboli, preda di sbalzi umorali che ne inficiavano la capacità di giudizio.
Quell'assistente sociale che si vorrebbe imporre ai colloqui ricorda tanto quel tempo oscuro, ma purtroppo non così lontano.
Abbiamo assistito lunedì alla fine, al de profundis, della sinistra faentina che non può certo definirsi progressista, laica e a favore dei diritti e poi votare un documento come questo.
Per il M5S questa mozione era ed è inaccettabile e il nostro voto è stato convintamente contrario.






