NÈ MODERATI, NÈ LIBERALI

Abbiamo voluto aspettare qualche giorno, fino alla composizione finale di questo Governo con la nomina dei sottosegretari, per commentare a freddo quanto accaduto a livello nazionale.

Il Governo Conte Due, espressione delle due maggiori forze uscite dalle urne nel 2018, stava lavorando bene e si era rivelato, grazie soprattutto alle misure messe in campo dal M5S, uno dei più social democratici e progressisti della storia repubblicana.
Si è trovato ad affrontare una pandemia mondiale e tra mille difficoltà ed anche diversi errori, ha comunque affrontato la più difficile situazione dal dopoguerra ad oggi meglio di tanti altri.
Ha trovato un ottimo collante nella figura di un Premier che si è distinto come uno dei politici più amati del dopoguerra (ne approfittiamo per ringraziare ancora il Presidente Conte per il suo lavoro).

Un Governo fatto saltare in piena emergenza per mano di Renzi alla vigilia del voto sulla Riforma della Giustizia, con una manovra subdola di potere congegnata da tempo e con l’unico obiettivo di eliminare Conte e togliere gli odiati 5 Stelle dai luoghi di rilievo (per poi spaccarli).

Da quel momento in avanti, la stragrande maggioranza del nostro gruppo ritiene completamente errata la strategia messa in campo durante la crisi dai vertici del M5S e non condivide le scelte fatte: gli incoerenti cambi di posizione; il voto su Rosseau (che come Portavoce rispettiamo ma non condividiamo) basato su un quesito, palesemente indirizzato ed influenzato, che presupponeva questioni che poi si sono rivelate false; l’appoggio al nuovo Governo guidato dal simbolo stesso dell’elite neoliberista finanziaria (già trattato come un semi dio da tutti i media…) al fianco di Renzi, Salvini e Forza Italia, che rappresenta tutto ciò contro cui siamo nati; la squadra di Governo, ministri, viceministri e sottosegretari, che si è rivelata tutto tranne che quella “dei migliori”; le epurazioni di chi aveva legittimamente espresso un motivato dissenso dopo aver dato il sangue per il Movimento.
Detto questo, ci auguriamo che i fatti ci smentiranno e che questo nuovo Governo, nell’interesse del Paese ed ancor di più in questa tragica situazione, si rivelerà il migliore possibile… noi abbiamo qualche dubbio, staremo a vedere.

Di certo il nostro disagio e la nostra amarezza sono ai massimi storici.

In questo momento di difficoltà e di confronto è però necessario e doveroso fare qualche distinguo riguardo al nostro lavoro sul territorio.
Il nostro gruppo, attivo da oltre 15 anni e sempre in prima linea, ha sposato localmente un percorso difficile ed impegnativo che ci vede collaborare all’amministrazione di questa città con la presenza nella coalizione di maggioranza ed in Giunta.
Percorso che si sta rivelando positivo, che sta ottenendo buoni risultati e che sta proseguendo nella maniera auspicata.

Fino a quando si seguirà il programma condiviso prima delle elezioni, nel rispetto dei cittadini che hanno posto in noi la propria fiducia, nulla cambierà in merito al nostro coinvolgimento e sostegno a questa amministrazione.

Come M5S o meno, questo lo vedremo.

A riveder le stelle!

P.S.
Il M5S, almeno il nostro M5S, non è nè moderato nè liberale.

Movimento 5 Stelle Faenza

Sostanze odorigene: la nuova proposta di legge a tutela dei cittadini – Incontro pubblico

ilaria fontana

Quante “puzze” ammorbano l’aria delle nostre città? Impianti industriali, discariche, stabilimenti vari… A volte gli odori diventano insopportabili, ma non sempre c’è una normativa a cui appellarsi per comprendere il perché di un odore e, nei casi più gravi, far valere i diritti dei cittadini a non essere “molestati” dalle emissioni odorigene troppo forti. Spesso sul territorio sorgono gruppi spontanei di “sentinelle odorigene”, cittadini che monitorano l’aria e cercano di dare il loro contributo alla risoluzione del problema, segnalando e collaborando con gli enti preposti, in primo luogo ARPAE.
La portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle ILARIA FONTANA, membro della VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) ci parlerà di tutto questo e ci illustrerà la proposta di modifica alla legge 152/2006 (il “Testo Unico ambientale”) che la vede come prima firmataria e che per la prima volta cerca di dare forma a livello nazionale a questo problema tanto indefinibile quanto, spesso, persistente e fastidioso e, a volte, anche preoccupante.
Ne parleremo a Faenza e a Marina di Ravenna, purtroppo note per le “puzze” che spesso le accompagnano.
Insieme proveremo a capire cosa poter fare….
Vi aspettiamo!

L’incontro di Faenza si svolgerà nella sala Bigari, presso la Residenza Municipale
Piazza del Popolo n. 31
dalle ore 17.30 alle 20.00
Ingresso gratuito

 

Castel Bolognese: quale circonvallazione?

Come attivisti e Portavoce del Movimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto la necessità di una viabilità alternativa all’attraversamento del centro lungo la via Emilia a Castel Bolognese.
La soluzione di cui si parla da anni, approvata dalla Regione Emilia Romagna e sviluppata da Anas, è stata di recente cassata. Abbiamo quindi voluto verificare presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti quali possibilità c’erano ancora per dare una risposta che i cittadini aspettano da 70 anni.

Grazie alla disponibilità della Segreteria Particolare del Ministro Toninelli, del Capo di Segreteria Tecnica Dimitri Dello Buono e delle Direzioni Generali del MIT, del nostro Consigliere regionale Andrea Bertani, del Capogruppo M5S di Faenza Massimo Bosi e dell’Architetto Tabanelli, si è tenuto lo scorso 13 febbraio a Roma un produttivo confronto fra gli enti coinvolti, incontro che ha permesso di intravvedere uno spiraglio per la realizzazione dell’opera, dopo che il progetto originario era stato giudicato inadeguato ed impraticabile economicamente dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Ormai è stato detto tutto ed il contrario di tutto, a spese di chiarezza e trasparenza; di certo Castelbolognese in MoVimento può affermare, senza il timore di essere smentito, di essere sempre stato a favore di una viabilità alternativa che decongestioni dal traffico la via Emilia: lo abbiamo palesato più volte e ribadito, quando ci è stato chiesto, durante i lavori della Commissione Comunale, e tutte le volte che si è presentata l’occasione per dibatterne pubblicamente.
Abbiamo evidenziato le palesi criticità, figlie di un progetto preliminare copiato da un altro che aveva ben altre finalità.
Abbiamo, quindi, sostenuto il progetto preliminare presentatoci unitamente alle statistiche sul traffico e ai preoccupanti dati sanitari, perché riteniamo che la salute, il benessere dei cittadini, e soprattutto delle persone che abitano, lavorano e frequentano le zone limitrofe alla via Emilia, debbano essere tutelati prima di ogni altra cosa.
Il progetto, una volta approvato dalla Regione Emilia Romagna è stato quindi affidato all’ente preposto, ovvero ad ANAS, perché lo elaborasse fino allo stato di progetto definitivo.
L’Iter, ricordiamolo, prevede l’approvazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, della Direzione Generale Strade ed Autostrade, entrambi coordinate dalla segreteria del Ministero dei Trasporti.
Negli ultimi mesi del 2018 e nei primi del 2019, si sono però moltiplicate le voci che riportavano di un progetto dato già per bocciato dal Governo; si sono delineate nette prese di posizione dei Partiti castellani (i quali, a nostro parere, hanno cercato di distorcere la verità, tentando di aumentare il proprio consenso popolare), con il Partito Democratico che ha fatto della realizzazione della Variante il primo dei punti del programma con il quale si presenterà alle prossime amministrative, e la Lega, assolutamente contrapposta, che dichiara il progetto della Variante da rigettare, in difesa dei terreni che gli agricoltori si sarebbero visti “usurpare”.

Abbiamo, quindi, acceso l’attenzione dei nostri Portavoce ed abbiamo incontrato congiuntamente tutte le parti in causa al MIT a Roma: Consiglio Superiore Lavori Pubblici, Direzione Generale Strade ed Autostrade, Anas, oltre ai rappresentanti delle varie Segreterie Particolare e Tecnica del Ministro.

Le verità emerse durante l’incontro al Ministero sono state le seguenti:

    • diversamente da quanto riportato dagli organi di stampa locali per voce dell’Amministrazione, l’opera non è MAI stata finanziata (tranne la parte progettuale redatta da ANAS e dal Comune di Castel Bolognese, pagata dalla Regione Emilia Romagna per 175 mila euro e dal Comune di Castel Bolognese per 10 mila euro);
    • il primo Progetto presentava notevoli criticità e non è stato approvato, ricevendo parere negativo dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;
    • ANAS ha già revisionato il progetto basandosi sulle numerose osservazioni tecniche degli enti preposti, diminuendo anche di un 10% i costi, senza però risolvere le criticità tecniche;
    • la discussione che ne è scaturita ha stimolato il Ministero a rivalutare il Progetto richiedendo altre modifiche, che tenessero in debita considerazione il nuovo Casello autostradale e l’innesto della Casolana. ANAS deve presentare in 15 giorni un ulteriore progetto per poi ridiscutere concretamente dell’opera;
    • in ogni caso, fra tempi di progettazione, approvazione, finanziamento ed appalto, i tempi per l’avvio dei lavori non saranno certamente brevi.

Abbiamo recepito un deciso e positivo riscontro sulla disponibilità delle parti coinvolte nel proseguire il lavoro di revisione per arrivare finalmente a realizzare in tempi certi un’opera attesa da 70 anni, con i minori impatti possibili, ambientali e finanziari.

La circonvallazione di Castel Bolognese non sarà quella impraticabile, sbandierata dagli attuali amministratori. E non sarà accantonata, come qualcuno sperava. Questo grazie ad un Ministero che sa valutare nel merito le opere da realizzare ed all’interessamento diretto dei Portavoce M5S.

Movimento 5 Stelle Faenza – Unione della Romagna faentina
Castelbolognese in Movimento

Oltre trecento mila euro dal Governo per i piccoli comuni dell’Unione della Romagna faentina!

Oltre trecento mila euro dal Governo per i piccoli comuni dell’Unione della Romagna faentina!

È stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno il decreto che, come deciso nella Legge di Bilancio, stanzia i contributi per la realizzazione di investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio culturale per i piccoli Comuni (sotto i 20.000 abitanti).

➡️ Qui il link al testo del DECRETO.

Ecco i Comuni nella provincia di Ravenna ⤵️

ravenna fondi comuni

I 5 Comuni più piccoli dell’Unione della Romagna faentina riceveranno oltre trecento mila euro.
Nel dettaglio: 70.000 euro per Brisighella, Castel Bolognese e Riolo Terme, 50.000 euro per Casola Valsenio e Solarolo.

Un significativo cambio di rotta, un aiuto concreto per la nostra comunità, dopo anni di tagli indiscriminati operati dagli ultimi governi (come ammesso anche da maggioranze e amministrazioni del Pd in un recente e surreale Ordine del giorno presentato in Consiglio dell’Unione).

 

Faenza: esiste ancora una maggioranza coesa, credibile e solida?

Lo spettacolo offerto da questa maggioranza, durante la recente elezione del Presidente del Consiglio comunale, è stato davvero pessimo e senza precedenti.

Le lacerazioni e le divisioni tra le correnti interne al Partito Democratico, culminate con la scissione nazionale, hanno avuto ripercussioni anche in questo consesso, con l’uscita dal Pd di tre consiglieri comunali ed un Assessore.
Se è vero che i fuoriusciti hanno manifestato l’intenzione di voler continuare a sostenere l’amministrazione, non sono comunque mancate pesanti accuse politiche reciproche, anche a mezzo stampa.

Un’altra forza politica di maggioranza facente parte della Giunta ha più volte, a mezzo stampa, messo in dubbio il proprio sostegno all’amministrazione.

Abbiamo presentato una interpellanza, che sarà letta Lunedì prossimo in Consiglio comunale, in cui abbiamo chiesto al Sindaco Malpezzi se Faenza può ancora contare su un’amministrazione coesa, unita, credibile e solida e se, nonostante i dissidi tra le correnti interne ai partiti che compongono la maggioranza, permangono i presupposti necessari per un governo della città all’altezza del proprio compito.