IL CAMBIO DI PASSO IN TEMA DI CONSUMO DI SUOLO SIA IL TRAINO PER IL NUOVO INIZIO TANTO DECLAMATO!

Il M5S Faenza, fin dalla sua nascita ed ancora prima come Meetup amici di Beppe Grillo, ha sempre ritenuto la salvaguardia ambientale e la tutela del territorio uno dei suoi valori cardine e fondanti.
E’ anche e soprattutto merito del Movimento se queste tematiche sono finalmente salite al centro del dibattito politico e sociale del nostro Paese.

In questi anni non si contano le prese di posizione in questo senso, fuori e dentro le aule consiliari le nostre azioni, spesso solitarie, ed i nostri programmi hanno sempre parlato chiaro.
Come la battaglia contro la cementificazione ed a favore del consumo di suolo zero, che ci ha visto tante volte in prima linea a fianco delle associazioni ambientaliste; l’ultima non più di un anno fa, contro le “manifestazioni d’interesse” per nuove urbanizzazioni sul territorio faentino (poi purtroppo approvate a maggioranza dallo scorso consiglio comunale).
Ora, come si temeva, alcune di quelle concessioni urbanistiche, come quella dell’area di Villa Ghilana, sono tornate d’attualità perchè portate avanti dai proponenti.

Ci teniamo a ribadire che il M5S rimane coerentemente, convintamente e profondamente contrario a queste urbanizzazioni; preferiremmo di gran lunga che l’orto di Villa Ghilana rimanesse così com’è, senza essere sostituito da qualche villetta di lusso…
Siamo però anche noi ben consapevoli che si tratta di errori passati e che tornare indietro su questa autorizzazione sarebbe praticamente impossibile, anche per questioni legali.
Dobbiamo, quindi, spingere il più possibile perchè l’amministrazione garantisca non solo la corresponsione degli oneri di urbanizzazione più alti possibili, ma anche che le opere da realizzare a fronte delle concessioni, le cosiddette compensazioni, non siano solo quelle indicate nelle delibere, ma le più incisive, importanti e congrue possibili, con una progettualità chiara che possa garantire davvero l’interesse pubblico.

Pretendiamo, soprattutto, che questa debba essere l’occasione per dimostrare con i fatti e con dichiarazioni indubbie il cambio di marcia che questa nuova amministrazione intende mettere in atto su questi temi, come enunciato nei programmi elettorali.
Il famoso “nuovo inizio” che ci ha convinto ad imbarcarci in questa difficile ma stimolante avventura all’interno della coalizione di maggioranza.

La nostra forza politica, come già hanno fatto le associazioni ambientaliste e Faenza Coraggiosa (siamo certi che il loro Assessore di riferimento Ortolani, direttamente interessato, si spenderà in tal senso) chiede a gran voce che questo approccio obsoleto ed antistorico debba essere relegato al passato.
L’impegno deve essere chiaro: basta concepire la residenzialità faentina in termini di consumo di nuovo territorio e di allargamento del perimetro della città, dobbiamo focalizzare tutti gli sforzi sulla riqualificazione territoriale e sulla rigenerazione urbana dell’esistente e del costruito (anche a proprietà pubblica ed anche in tema di efficientamento energetico, ancor di più ora con i benefici dell’ecobonus del 110%).

Basta valutare nuove urbanizzazioni che non servono, acceleriamo piuttosto i tempi per l’avvio del percorso partecipativo sul Piano Urbanistico Generale (PUG) e del Piano di Azioni per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), predisponiamo l’Albo degli immobili resi disponibili per la rigenerazione urbana e mappiamo gli alloggi e gli appartamenti vuoti e sfitti che nel nostro territorio non mancano di certo (circa 3800 a Faenza)!

Il cambio di passo in tema di consumo di suolo e nuove urbanizzazioni, di salvaguardia ambientale e tutela del territorio, deve essere uno dei maggiori traini di questo “nuovo inizio”!

Noi ci siamo, ci auguriamo di essere in tanti a pensarla così.

M5S Faenza

La nuova legge urbanistica regionale va fermata, riaperta al confronto e modificata!

La Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approvato in data 7 febbraio 2017 il testo del progetto della nuova legge urbanistica denominata “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”; testo, attualmente in discussione all’assemblea legislativa regionale, che è stato presentato come fondamentale per introdurre il principio del consumo di suolo a saldo zero, promuovere la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli edifici, semplificare il sistema di disciplina del territorio, garantire la legalità.

Tante sono, in realtà, le criticità della legge. Con l’obiettivo dichiarato della semplificazione procedurale, il testo di legge introduce lo strumento degli accordi operativi pubblico-privati che vanno a sostituire completamente i precedenti strumenti di pianificazione urbanistica, lasciando agli Enti Locali l’onere di valutare in tempi rapidi gli oneri e gli impatti ambientali e sociali di ogni singola proposta. Le misure previste all’interno del testo di legge non prevedono misure cogenti per ridurre le espansioni ammesse dai piani vigenti non ancora attuate. Si lascia ai Comuni ampia libertà di attuare le previsioni del PSC e POC non ancora stipulate, per i prossimi 3 anni; l’incremento massimo del 3 per cento, proclamato come drastica riduzione del territorio edificabile avrà il suo effetto, in alcuni casi, solo fra 5 anni ed è quindi aggiuntivo e non limitativo delle espansioni urbanistiche attuali; sono escluse dal 3 per cento diverse casistiche, come nuove edificazioni legate ad attività economiche esistenti, le opere pubbliche o di interesse pubblico, i grandi interventi ritenuti “strategici” dal punto di visto economico. Non sono considerate consumo di suolo le “aree di completamento” a ridosso delle città previste attualmente dai piani; nel testo di legge vi è una completa assenza di indirizzo a ridurre gli ingentissimi aumenti previsti dagli strumenti urbanistici in vigore calcolati in circa 250 km/q. Vi sono, inoltre, osservazioni e critiche da parte di associazioni legate al territorio le quali auspicano un miglioramento del testo di legge, tramite modifiche ed emendamenti durante l’iter in assemblea legislativa regionale.

Stante, infine, le difficoltà in termini di personale e di carico di lavoro di molti uffici comunali, specialmente per i Comuni più piccoli, i nuovi accordi operativi introdotti rischiano di indebolire la capacità delle amministrazioni locali di tutelare l’interesse pubblico davanti alle richieste private, mentre la mancanza di uno strumento sovraordinante espone al rischio di una eccessiva discrezionalità e ad una disorganicità negli interventi di urbanizzazione sul territorio.

Abbiamo presentato, insieme al gruppo consiliare de L’Altra Faenza, un Ordine del Giorno (qui il documento completo), che verrà discusso nel Consiglio comunale di Lunedì 12 Giugno 2017, per dare mandato alla Giunta faentina, tra l’altro, di farsi portatrice nei confronti della Giunta e dell’Assemblea Regionale della richiesta di fermare l’iter di approvazione della Legge Regionale “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”, per consentire ulteriori approfondimenti e momenti di confronto con gli Enti Locali e le Associazioni rappresentanti i cittadini. E, conseguentemente, di promuovere le azioni necessarie per modificare e orientare maggiormente la Legge Regionale “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio” verso una più immediata e cogente riduzione del consumo di suolo.