Incontro pubblico: L'azzardo non è un gioco

no slot

Situazione socio-economica del fenomeno del gioco d'azzardo raccontata attraverso le esperienze di alcuni operatori del Sert, gestori di bar "slot" e "no-slot" e la testimonianza diretta di un membro dell'Associazione Giocatori Anonimi.

Interverranno:
MATTEO MANTERO
Portavoce al Senato - Movimento 5 Stelle
ANDREA BERTANI
Consigliere regionale - Movimento 5 Stelle

VENERDÌ 5 OTTOBRE
ore 20:30

SALA BIGARI, MUNICIPIO
Piazza del popolo 31, Faenza

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Ingresso gratuito.

VI ASPETTIAMO!

Evento Facebook

Per info e contatti:
info@movimento5stellefaenza.it
333.7270486
338.6631118


Incuria e disagi nella nuova sede dei Servizi Sociali

Durante i mesi di Maggio e Giugno abbiamo assistito allo spostamento della sede dei Servizi Sociali e di tutti i suoi uffici in via San Giovanni Bosco, ex Salesiani.
Spostamento voluto da questa amministrazione, con una operazione economica per noi non condivisibile, che ha creato fin da subito diverse problematiche.
Lo testimonia lo slittamento improvviso del trasloco causato dalla presenza di piccioni dentro lo stabile, con tutto ciò che ne consegue.
Ad oggi il problema permane, per quanto riguarda la scala d’ingresso, rendendo indegna ed indecorosa la situazione, sia per chi si reca al lavoro, sia per chi deve usufruire dei servizi.

Va considerato che il servizio, che riceve generalmente persone in difficoltà, deve svolgere un importante e delicato ruolo di accoglienza, anche per ciò che riguarda la cura, la pulizia e la conformazione dello stabile.
Ruolo che viene messo in discussione, inoltre, con la presenza di uffici semibui con forti odori di legno, dati dal nuovo arredamento, e da un pavimento con fughe aperte che lascia emergere problemi dovuti alla presenza di polveri e insetti.
Il personale sta lavorando in condizioni certamente non stimolanti, che stanno facendo emergere forti malumori e preoccupazioni.

Detta sede è stata progettata specificatamente per questa destinazione d'uso e la situazione attuale è indubbiamente non adeguata, causa i disagi sopra richiamati.

Abbiamo presentato una interpellanza (qui il testo), che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale di Giovedì 27 Settembre, per chiedere all'amministrazione se è a conoscenza della situazione e quali interventi ha intenzione di mettere tempestivamente in atto per cercare di risolverla, restituendo alla sede dei Servizi Sociali il decoro che merita, ancor più oggi che la stessa deve rispondere ai bisogni di tutti i cittadini residenti nei comuni dell’Unione della Romagna faentina.

Stay tuned!


Presentata in Unione la Mozione che richiede l'introduzione di strumenti di Partecipazione e Democrazia Diretta

Il M5S ha presentato una Mozione che sarà discussa al primo Consiglio dell'Unione della Romagna faentina, previsto per Venerdì 28 Settembre.
Documento che richiede l'introduzione nello Statuto dell'Unione (considerato che in questi mesi si sta definendo un progetto di riordino Istituzionale dell'Unione che prevede già la prossima modifica dello Statuto stesso) di misure di partecipazione e Democrazia Diretta, come il Referendum Consultivo, Propositivo ed Abrogativo, l'Iniziativa Popolare a voto consiliare, l'Istruttoria Pubblica, il Bilancio Partecipativo e il Consiglio dell'Unione aperto ai cittadini.

Qui il testo completo.


INCENDIO CAVA ZANNONA: LE PERPLESSITA' DEL M5S

Gli interventi messi in campo hanno dimostrato che la situazione è stata sottovalutata, minimizzando i rischi e le misure adottate, complice forse la situazione agostana di ferie e la minor presenza di persone sul territorio.
Parlare di incendio circoscritto con riferimento ad una quantità di materiale incendiabile di notevole entità, anche se in un sito di per sé isolato, dà la misura del fatto che non si è pensato a misure tempestive e straordinarie che la situazione, in realtà grave, avrebbe richiesto.

La strategia attuata è stata quella di lasciare bruciare il materiale, incuranti dei disagi e dei rischi per i cittadini residenti nelle immediate vicinanze, sicuramente molto esposti, e di aver sottostimato come i fumi avrebbero potuto raggiungere e danneggiare anche zone molto distanti dal luogo dell'incendio.
L'amministrazione, molto sensibile ai danni subiti dalle aziende, non ha dimostrato altrettanta sensibilità per chi è risultato danneggiato dalla qualità dell'aria ammorbata dall'incendio.
Aria che, nonostante le rassicurazioni, si è rivelata inquinata, con i valori di diossina oltre i limiti.

Questa situazione avrebbe richiesto l'attivazione di misure straordinarie e, se la soluzione corretta è stata quella di soffocare l'incendio con materiale inerte, si sarebbe dovuti intervenire da subito massicciamente, senza lasciare soli in prima linea i Vigili del Fuoco appoggiandosi alle limitate risorse del sito/territorio.

Encomiabile il lavoro dei pompieri e di chi tardivamente è stato chiamato ad intervenire, non senza rischi, per la copertura delle masse incendiate, ma inadeguato quello di chi deve prendere decisioni sulle modalità di intervento.

Di certo, le domande (che altri hanno già posto e a cui ci auguriamo le inevitabili indagini sapranno rispondere) non mancano: cosa ha causato l'incendio?
Ci sono responsabilità?
Tutte le norme di sicurezza sono state rispettate?
Il materiale era adeguatamente stoccato ed accumulato?
Era presente in quantità eccedente?

Sulla questione non mancheremo di presentare una interpellanza in Consiglio comunale alla ripresa dei lavori.

Ad ogni modo, che l'Ambiente sia gestito in modo approssimativo e che la nostra salute sia aspetto non adeguatamente tutelato, trova, nel faentino, un'altra conferma.


ABBATTIMENTI DELLE ALBERATURE: UN'ALTRA PROVA DI PESSIMA GESTIONE

E' in corso in questi giorni un esteso intervento di abbattimento di alberature, parte di un piano complessivo di circa 500 abbattimenti, con reimpianto di un numero doppio di alberi.
Qui finiscono le certezze sull'intervento in atto; per questo abbiamo presentato una interpellanza all'amministrazione lo scorso 24 giugno.
Nonostante in queste ultime ora l'amministrazione abbia, attraverso i giornali, illustrato in parte i motivi degli interventi, gli interrogativi sono tanti.
Perchè non c'è stata una informativa adeguata, prima di tutto rivolta agli abitanti delle zone interessate?
L'amministrazione fa ampio ricorso alla comunicazione "preventiva", anche per progetti importanti (magari poi non realizzati): perchè non ricorrervi anche in questo caso?
Ancora: perchè un intervento così esteso?
Le piante sono malate o a fine vita; tutte? Com'è stato accertato? Sono a rischio per eventi eccezionali, per esempio in caso di neve, perchè non reggono i carichi?
Strano, i pini, che sono quelli che hanno registrato più cadute e che danneggiano maggiormente il fondo stradale ed i marciapiedi, non sono interessati dai tagli di questi giorni, unici rari superstiti tra file di tristi ceppi.
Ancora più desolante è il momento in cui è stato fatto il taglio degli alberi: inizio estate. Non era possibile intervenire 1/2 mesi più tardi? Non era possibile scaglionare gli abbattimenti, intervenendo, per esempio, su un solo lato delle strade e non su entrambi contemporaneamente?
E da ultimo: quando e come si prevede di mettere in sito i nuovi alberi?
Cosa ci salverà da ulteriori interventi così invasivi? La manutenzione ordinaria?
Aspettiamo la risposta alla nostra interpellanza.
Questo intervento avrà probabilmente finalità condivisibili, ma, come al solito, le modalità di attuazione sono deludenti.
Di certo anche questi episodi pongono l'accento sulla gravità di una mancanza cronica per il Comune di Faenza (ed ora anche per l'Unione dei comuni della Romagna faentina), già da noi segnalata in diverse occasioni: quella di un regolamento e di un piano del Verde Urbano.
Un regolamento, ormai presente nella maggioranza dei comuni italiani anche a noi limitrofi, che si ponga come obiettivo quello di costituire uno strumento atto alla disciplina e alla regolamentazione del verde, sia esso pubblico o privato, relativamente a tutto il territorio comunale.

Nonostante le segnalazioni arrivate da più parti anche in questi ultimi anni e nonostante ce ne sia già uno che giace nei cassetti del Comune da tempo (che ha ispirato quello dei comuni limitrofi e da cui si potrebbe partire), l'amministrazione non ha mai preso provvedimenti seri e reali per colmare questa importante lacuna, causa principale di tante problematiche che si ripresentano puntualmente.

Ne prendiamo nuovamente atto, consapevoli che ce ne occuperemo noi dopo il 2019.