Plastic Free: approvata all'unanimità la nostra Mozione!

Il documento segue l'indicazione del Ministro Costa, che ai primi di ottobre ha deciso di dare l'esempio in prima persona vietando l'uso di plastiche monouso all'interno del proprio Ministero; misura già adottata in diversi comuni, anche di grandi dimensioni.
Ora ci attendiamo che a breve il nostro Comune metta in atto l'impegno preso e lo estenda all'Unione dei Comuni della Romagna Faentina, in tutte le sedi di competenza comunale, nelle società partecipate, nelle scuole e nelle aziende/cooperative in relazione ad appalti di servizi socio-sanitari stipulati con l'amministrazione comunale legati all'assistenza alle persone, ove avvenga somministrazione di cibi e bevande diretta o indiretta.
Il nostro simbolo è formato da Cinque Stelle ed ognuna indica un tema per noi fondamentale, uno di questi è la tutela e la salvaguardia dell'ambiente.
Noi portavoce ed attivisti ogni giorno cerchiamo di stimolare la cittadinanza a pratiche e pensieri che vadano nella direzione di proteggere e migliorare l'ambiente e non a caso il nostro programma di Governo nazionale è stato considerato uno dei più coraggiosi e avveniristici in tal senso.
Confidiamo nel ministro Costa per la sua attuazione totale!

Qui il testo della nostra Mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale faentino!

 


BANDO RIFIUTI: L'ANTITRUST NE DENUNCIA L'EVIDENTE CONTRASTO CON LA NORMATIVA, A VANTAGGIO DI HERA!

Nel silenzio generale, in un bollettino divulgato pochi giorni fa, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (nota anche come Antitrust o AGCM) denuncia senza mezzi termini quello che noi sosteniamo da tempo, cioè che alcune delle previsioni dei bandi per l'affidamento della gestione rifiuti del bacino a cui aderisce il Comune di Faenza, risultano in evidente contrasto con la normativa a tutela della concorrenza e con l'orientamento espresso precedentemente dall'Antitrust!

Nello specifico, ci si riferisce alla durata degli affidamenti di 15 anni, definita “palesemente sproporzionata” rispetto ai tempi di recupero degli investimenti e non in linea con l'orientamento delle precedenti indagini che definiscono che la durata ottimale degli affidamenti non debba superare il quinquennio, e all'eccessiva ampiezza dei territori oggetto dell'unico affidamento.

Elementi considerati dall'Antitrust “idonei a limitare significativamente la partecipazione alle gare da parte di medie e piccole imprese a vantaggio degli storici operatori di mercato”!

Questa è la realtà: le amministrazioni dei nostri territori, la Regione, i comuni e l'Agenzia territoriale Atersir, che hanno consentito ad Hera una gestione in proroga per 7 anni, hanno poi confezionato un bel bando a beneficio dello stesso soggetto.

Hera ha ampiamente dimostrato di gestire i rifiuti come un business su cui fare utili, che lucra sulla mancata attuazione di politiche di riduzione dei rifiuti, di differenziazione. Sanzionata in passato dalla stessa Antitrust per 1,9 milioni di euro per abuso di posizione dominante nei mercati ed incurante dei danni che discariche ed inceneritori producono sul territorio.

E' il partner giusto per la gestione dei rifiuti? Qualcuno dice NO.

Ed ora l'Antitrust dopo queste precise e gravi denunce attende di conoscere le iniziative che le amministrazioni e l'Agenzia vorranno intraprendere per assicurare le corrette dinamiche concorrenziali alla luce delle criticità segnalate.

Il Comune di Faenza e l'Assessore all'Ambiente Bandini, che posizione intendono prendere?
Non hanno voluto ascoltare noi, ascolteranno l'Antitrust?


Aggiornamento

Visto che, per l'ennesima svolta, siamo stati snobbati dalla stampa locale e vogliamo conoscere la posizione dell'amministrazione, abbiamo presentato, al riguardo, una interpellanza che sarà discussa nel Consiglio comunale di Giovedì 25 Ottobre. Stay tuned!


Incuria e disagi nella nuova sede dei Servizi Sociali

Durante i mesi di Maggio e Giugno abbiamo assistito allo spostamento della sede dei Servizi Sociali e di tutti i suoi uffici in via San Giovanni Bosco, ex Salesiani.
Spostamento voluto da questa amministrazione, con una operazione economica per noi non condivisibile, che ha creato fin da subito diverse problematiche.
Lo testimonia lo slittamento improvviso del trasloco causato dalla presenza di piccioni dentro lo stabile, con tutto ciò che ne consegue.
Ad oggi il problema permane, per quanto riguarda la scala d’ingresso, rendendo indegna ed indecorosa la situazione, sia per chi si reca al lavoro, sia per chi deve usufruire dei servizi.

Va considerato che il servizio, che riceve generalmente persone in difficoltà, deve svolgere un importante e delicato ruolo di accoglienza, anche per ciò che riguarda la cura, la pulizia e la conformazione dello stabile.
Ruolo che viene messo in discussione, inoltre, con la presenza di uffici semibui con forti odori di legno, dati dal nuovo arredamento, e da un pavimento con fughe aperte che lascia emergere problemi dovuti alla presenza di polveri e insetti.
Il personale sta lavorando in condizioni certamente non stimolanti, che stanno facendo emergere forti malumori e preoccupazioni.

Detta sede è stata progettata specificatamente per questa destinazione d'uso e la situazione attuale è indubbiamente non adeguata, causa i disagi sopra richiamati.

Abbiamo presentato una interpellanza (qui il testo), che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale di Giovedì 27 Settembre, per chiedere all'amministrazione se è a conoscenza della situazione e quali interventi ha intenzione di mettere tempestivamente in atto per cercare di risolverla, restituendo alla sede dei Servizi Sociali il decoro che merita, ancor più oggi che la stessa deve rispondere ai bisogni di tutti i cittadini residenti nei comuni dell’Unione della Romagna faentina.

Stay tuned!


Presentata in Unione la Mozione che richiede l'introduzione di strumenti di Partecipazione e Democrazia Diretta

Il M5S ha presentato una Mozione che sarà discussa al primo Consiglio dell'Unione della Romagna faentina, previsto per Venerdì 28 Settembre.
Documento che richiede l'introduzione nello Statuto dell'Unione (considerato che in questi mesi si sta definendo un progetto di riordino Istituzionale dell'Unione che prevede già la prossima modifica dello Statuto stesso) di misure di partecipazione e Democrazia Diretta, come il Referendum Consultivo, Propositivo ed Abrogativo, l'Iniziativa Popolare a voto consiliare, l'Istruttoria Pubblica, il Bilancio Partecipativo e il Consiglio dell'Unione aperto ai cittadini.

Qui il testo completo.


INCENDIO CAVA ZANNONA: LE PERPLESSITA' DEL M5S

Gli interventi messi in campo hanno dimostrato che la situazione è stata sottovalutata, minimizzando i rischi e le misure adottate, complice forse la situazione agostana di ferie e la minor presenza di persone sul territorio.
Parlare di incendio circoscritto con riferimento ad una quantità di materiale incendiabile di notevole entità, anche se in un sito di per sé isolato, dà la misura del fatto che non si è pensato a misure tempestive e straordinarie che la situazione, in realtà grave, avrebbe richiesto.

La strategia attuata è stata quella di lasciare bruciare il materiale, incuranti dei disagi e dei rischi per i cittadini residenti nelle immediate vicinanze, sicuramente molto esposti, e di aver sottostimato come i fumi avrebbero potuto raggiungere e danneggiare anche zone molto distanti dal luogo dell'incendio.
L'amministrazione, molto sensibile ai danni subiti dalle aziende, non ha dimostrato altrettanta sensibilità per chi è risultato danneggiato dalla qualità dell'aria ammorbata dall'incendio.
Aria che, nonostante le rassicurazioni, si è rivelata inquinata, con i valori di diossina oltre i limiti.

Questa situazione avrebbe richiesto l'attivazione di misure straordinarie e, se la soluzione corretta è stata quella di soffocare l'incendio con materiale inerte, si sarebbe dovuti intervenire da subito massicciamente, senza lasciare soli in prima linea i Vigili del Fuoco appoggiandosi alle limitate risorse del sito/territorio.

Encomiabile il lavoro dei pompieri e di chi tardivamente è stato chiamato ad intervenire, non senza rischi, per la copertura delle masse incendiate, ma inadeguato quello di chi deve prendere decisioni sulle modalità di intervento.

Di certo, le domande (che altri hanno già posto e a cui ci auguriamo le inevitabili indagini sapranno rispondere) non mancano: cosa ha causato l'incendio?
Ci sono responsabilità?
Tutte le norme di sicurezza sono state rispettate?
Il materiale era adeguatamente stoccato ed accumulato?
Era presente in quantità eccedente?

Sulla questione non mancheremo di presentare una interpellanza in Consiglio comunale alla ripresa dei lavori.

Ad ogni modo, che l'Ambiente sia gestito in modo approssimativo e che la nostra salute sia aspetto non adeguatamente tutelato, trova, nel faentino, un'altra conferma.