CISA DI FAENZA: I PARLAMENTARI M5S EMILIA ROMAGNA DEPOSITANO UN’INTERROGAZIONE. BASTA DELOCALIZZARE!
CISA DI FAENZA: I PARLAMENTARI M5S EMILIA ROMAGNA DEPOSITANO UN’INTERROGAZIONE.
TUTELIAMO I LAVORATORI E LE IMPRESE, BASTA DELOCALIZZARE, SERVONO PROVVEDIMENTI URGENTI: COSA RISPONDE IL GOVERNO?
“Servono provvedimenti urgenti per far fronte al drammatico caso della delocalizzazione delle aziende italiane: sono troppe le imprese che, per essere concorrenziali, seguono strategie di trasferimento all’estero delle fasi del processo produttivo. Questo comporta inevitabilmente significative trasformazioni nel tessuto economico e sociale delle zone interessate” affermano i parlamentari M5S dell’ Emilia Romagna.
“Con nostro rammarico questa è la volta della CISA -Costruzioni Italiane Serrature e Affini fondata Firenze nel 1926- che si è confermata essere nel corso degli anni un marchio prestigioso e un grande esempio di manifattura italiana di qualità” continuano i parlamentari emiliano romagnoli che hanno predisposto in Parlamento un’interrogazione su questa vicenda.
Dal 2005 la CISA di Faenza è entrata a far parte del gruppo Allegion società operante nel settore delle tecnologie per la sicurezza e per il controllo degli accessi. Ora, a metà giugno 2015, i vertici della multinazionale Allegion, con sede legale a Dublino, hanno presentato il piano industriale annunciando la volontà di voler trasferire gran parte della produzione con laconseguente probabile perdita di 238 posti di lavoro negli stabilimenti faentini.
Questa preannunciata volontà di trasferire all’estero le lavorazioni meccaniche di quest’industria manifatturiera non sembra esser dettata da provate difficoltà produttive, di mercato e di bilancio ma sembra piuttosto rispondere a logiche di profitto; infatti secondo Fabrizio Sintoni, delegato Fiom, nonostante la crisi economica degli ultimi anni l’azienda non versa in particolari difficoltà economiche.
“Il M5S si schiera contro questa scelta che metterebbe a repentaglio il destino di centinaia di famiglie e che vanificherebbe decenni di impegno lavorativo e imprenditoriale che sono alla base di un marchio apprezzato nel mondo quale sinonimo di fiducia e di qualità” afferma la cittadina portavoce Maria Edera Spadoni prima firmataria dell’interrogazione depositata in Parlamento.
“Il prossimo 2 settembre è stato fissato un nuovo incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico: appoggiamo i sindacalisti e i delegati di fabbrica, che si sono detti disponibili a trattare su tutto tranne che sul livello occupazionale. Il M5S da sempre punta sul rafforzamento delle imprese italiane, fondamentale è lavorare su un piano industriale che rappresenti una crescita dell’industria di Faenza” concludono i parlamentari.
Movimento 5 Stelle Faenza
Maria Edera Spadoni, Cittadina alla Camera dei Deputati M5S
Paolo Bernini, Cittadina alla Camera dei Deputati M5S
Matteo Dall' Osso,Cittadina alla Camera dei Deputati M5S
Michele Dell' Orco, Cittadina alla Camera dei Deputati M5S
Vittorio Ferraresi, Cittadina alla Camera dei Deputati M5S
Giulia Sarti, Cittadina alla Camera dei Deputati M5S
#LaTrasparenzaConta? Interpellanza su Faventia Sales
Faventia Sales Spa, è una società per azioni a partecipazione pubblica, proprietaria dell’immobile “Ex Istituto Salesiani”. Oltre al Comune di Faenza ne fanno parte la Banca di Romagna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Faenza e la Diocesi di Faenza-Modigliana.
Andrea Luccaroni, candidato non eletto nella Lista “La Tua Faenza” a sostegno del Sindaco Malpezzi ed ora nominato, tra le altre cose, Assessore alla Trasparenza, ricopre tutt'ora la carica di Vice Presidente di Faventia Sales.
Faventia Sales ha indetto un concorso nazionale per curriculum, per uno stralcio della progettazione per il recupero del complesso dei Salesiani. Concorso vinto dall’ex socio dell’Ing. Luccaroni, l’architetto faentino Davide Cristofani (erano soci dal 2006 al 2009 nello studio Cristofani & Lelli).
Ad inizio anno l’Ordine degli Architetti di Ravenna ha chiesto di poter visionare i verbali del concorso in modo da conoscere i punteggi dati a ciascun curriculum.
In data 3 Giugno 2015 l'Ordine degli Architetti di Ravenna, tramite il proprio Presidente, ha divulgato a tutti gli iscritti una mail dall'oggetto: Aggiudicazione gara Faventia Sales S.p.a., in cui si comunicava che alla loro richiesta di rendere noti gli importi delle offerte pervenute e i criteri adottati per la valutazione delle garanzie richieste dal bando, la Società Faventia Sales aveva risposto: “…. non possiamo accedere alla Vostra richiesta di conoscere le singole offerte, richiesta che non potrebbe essere accolta neppure secondo procedure pubbliche da parte di Enti pubblici, in assenza di specifico concreto interesse giuridicamente tutelabile.” Non era stata data alcuna risposta, invece, al quesito posto sulla natura pubblica, privata o compartecipata dei finanziamenti che saranno utilizzati per l’espletamento dell’intera operazione. Si informava infine che il Consiglio dell’Ordine aveva accolto l’invito ad un incontro con i rappresentanti della Società.
Abbiamo presentato una interpellanza (qui il testo del documento), che sarà letta al primo Consiglio utile, in cui chiediamo al sindaco e, soprattutto, all'Assessore Luccaroni se ritengono corretta ed accettabile la risposta data dalla Società a partecipazione pubblica Faventia Sales alla richiesta dell'Ordine degli Architetti di rendere noti gli importi delle offerte pervenute e i criteri adottati per la valutazione delle garanzie richieste dal bando. Non tanto legalmente o giuridicamente, ma nel rispetto degli elementari criteri di trasparenza sempre tanto sbandierati; perchè non è stata data nessuna risposta al quesito posto dall'Ordine degli Architetti sulla natura pubblica, privata o compartecipata dei finanziamenti che saranno utilizzati per l’espletamento dell’intera operazione. E se si intende farlo ora; se l'Ing. Luccaroni, vista la sua fresca nomina ad Assessore alla Trasparenza e il suo diretto coinvolgimento nella vicenda come Vice Presidente della Società Faventia Sales (per di più ex socio del vincitore del concorso), per escludere ogni accusa di conflitto di interesse, non intenda interessarsi della vicenda e fornire personalmente tutte le risposte del caso, in maniera chiara, dettagliata e trasparente.
Stay tuned!
Inceneritore Enomondo/Caviro,
un pò di chiarezza, please...
Leggi l'interpellanza - Allegati 1 e 2
La questione legata al nuovo inceneritore Enomondo presso la Caviro è già caduta colpevolmente nel dimenticatoio. Dopo gli articoli sulla stampa, la nostra presa di posizione (anche in Consiglio comunale) e quella di alcune associazioni ambientaliste, tutto tace. Anche in vista della campagna elettorale, d'altronde l'argomento è delicato, spinoso e rischia di far calare il consenso...
Nella nostra interpellanza di qualche settimana fa constatammo, semplicemente leggendo la relazione tecnica di progetto depositata in Provincia, che non vi era nessun adeguamento ambientale proposto, ma un aggravamento della situazione di inquinamento dell’impianto già esistente. Attualmente Caviro, infatti, dispone di 4 caldaie all’interno del proprio stabilimento (una utilizzata e tre spente lasciate come “riserva fredda” e attivate solo in caso di emergenza); queste tre verrebbero sostituite da una sempre in funzione con un aggravio del materiale combusto di 95.000 ton/anno (come si può leggere nella relazione tecnica) oltre alle 114 ton/anno già autorizzate, di cui 35.000 ton./anno da Combustibile da Rifiuti (CDR), quantità che verrà quasi quadruplicata.
Dire quindi che l’impatto ambientale sarà ridotto e le emissioni caleranno è un’affermazione palesemente falsa, in quanto vengono sostituite 3 caldaie spente con una attiva.
L'Assessore Minzoni, nello stesso consiglio comunale, contestò i dati da noi riportati e negò il sostanziale raddoppio delle quantità incenerite nell’impianto di Caviro/Enomondo affermando che l’attuale progetto prevedeva un aumento delle quantità incenerite di 35.000 ton./anno, anziché di 95.000 ton/anno. Affermava inoltre che il comune aveva raggiunto un accordo con Enomondo per l’eliminazione del Combustibile Da Rifiuto dall’aumento di materiali bruciati e che questo sarebbe stato ratificato da lì a poco nella Conferenza di Servizi in provincia.
Poi non si è saputo più nulla.
Abbiamo presentato una ulteriore interpellanza (leggi) in cui chiediamo a Sindaco e Assessore di chiarire quanto riportato nella relazione tecnica di progetto e rendere pubblici i documenti in cui Enomondo si impegna e ridurre le quantità di materiale incenerito nel nuovo impianto ed a eliminare il CDR dai materiali bruciati, come affermato da questa amministrazione.
Sull'argomento della lotta agli inceneritori, della difesa dell'ambiente e della salvaguardia della salute, il M5S Faenza è in prima fila da dieci anni e non arretrerà di un millimetro, con iniziative fuori e dentro il Consiglio. Il nostro programma elettorale parla chiaro: stop ad adeguamenti e ampliamenti degli impianti esistenti e divieto di costruirne di nuovi, lotta alla combustione verde, tassazione della quantità di energia elettrica prodotta eccedente all'autoconsumo, ritorno alla gestione dei rifiuti “in house”, raccolta differenziata porta a porta e Strategia Rifiuti Zero.
Questa amministrazione, tra le tante promesse non mantenute, annovera anche quella di volere trasformare Faenza, sul tema rifiuti ed energia, in un Comune virtuoso.
In realtà, in linea con le politiche devastanti del Governo renziano (vedi lo Sblocca Italia, impugnato già da molti comuni), non c'è stato nessun cambio di rotta, tutt'altro.
I faentini sono stanchi, sappiamo che a breve nascerà un Comitato di cittadini apartitico che si batterà contro questi impianti, per la difesa dell'ambiente e la tutela della salute.
Noi siamo con loro.
Gestione dei servizi ai cittadini indigenti. convenzione "Farsi Prossimo"
La profonda crisi economica degli ultimi anni ha acuito il problema della povertà nel nostro paese, che colpiva il 12,6% delle famiglie nel 2013 e che si è ulteriormente aggravato nel 2014; la povertà non è un problema legato solo ai flussi migratori, ma anche ai cittadini italiani colpiti dalla crisi che, per come è strutturata la nostra società (che in alcuni casi favorisce anche fenomeni di “cannibalizzazione”) si trovano sempre più spesso privati, quando “le cose vanno male”, anche dei loro beni primari, ad esempio la casa su tutti. In un paese comunque ricco e che ama definirsi solidale come il nostro, non deve essere possibile che un cittadino non disponga di un tetto sotto cui dormire, del cibo necessario a nutrirsi, un riparo dal freddo e delle cure indispensabili in caso di malattia; ciò è il minimo sacrosanto per la sopravvivenza.
L’amministrazione faentina si è ripetutamente vantata, anche recentemente, del fatto che nonostante la continua diminuzione delle risorse economiche a sua disposizione non avrebbe assolutamente ridotto le risorse destinate al Sociale. Risulta attivata, con deliberazione della Giunta Comunale 26578 del 3.6.2014, una convenzione tra il Comune di Faenza e l’Associazione Farsi Prossimo, al costo di 42.000 euro/anno “per l’erogazione di servizi a persone di passaggio, a indigenti, a persone senza fissa dimora", che prevede servizi di mensa, doccia, consegna di vestiario e la messa a disposizione di n° 10 (dieci) posti letto, con l'impegno a potenziare i servizi di accoglienza nel periodo invernale, oltre all’impegno a reperire ulteriori soluzioni abitative per donne e nuclei in situazione di emergenza sociale. La convenzione aveva valore per il 2014, ma con possibilità di essere rinnovata a seguito verifica di soddisfazione delle parti contraenti.
Abbiamo presentato una interpellanza (leggi) per chiedere all'assessore competente all'Assessore competente: se la convenzione sia da ritenersi rinnovata per l'anno 2015; se sono a conoscenza del fatto oggettivo che nella nostra città ci sono persone che, anche in questo periodo invernale, hanno dormito e dormono per strada od in posti di fortuna, parrebbe essendosi anche viste respinte dalla struttura convenzionata e finanziata, in virtù di un regolamento dell’associazione, che non prevedrebbe la possibilità di fruire dell’alloggio per periodi superiori a pochi giorni, anche nel caso in cui i posti nella struttura convenzionata non fossero completamente occupati; se sono a conoscenza che tra queste persone ci sarebbero anche cittadini italiani, addirittura residenti a Faenza da generazioni, che avendo pagato per una vita tributi nella nostra città essi e prima i loro familiari, ed essendosi venuti a trovare in situazioni di grave difficoltà economica e senza abitazione né reddito, si vedano abbandonati a se stessi dai Servizi Sociali e respinti dal centro convenzionato per quanto riguarda l’alloggio, in virtù di una regola interna sul numero di notti che una persona può trascorrere al centro; se non si ritenga che, oltre che il buonsenso, anche l’interpretazione della convenzione non prevede un servizio contingentato, ma la ricerca congiunta di soluzioni tra i gestori del servizio con i SSA; se sono a conoscenza che, nella migliore delle ipotesi, gli utenti vengono estromessi dal centro alle 7 del mattino, senza possibilità di rientrare prima delle 22 di notte con qualunque condizione atmosferica e quindi devono di fatto restare tutto il giorno al freddo, quando basterebbe probabilmente qualche ora di disponibilità di un volontario per assisterli, riumanizzando queste situazioni assurde, come peraltro previsto nella convenzione; se si ritiene che sia ammissibile che ciò possa avvenire nella nostra città, dopo che il nostro Comune ha investito soldi pubblici proprio affinché ciò non si dovesse verificare (oltre ad altri finanziamenti che ci risultano provenienti all’Associazione per questa finalità dal 5x1000 nazionale ed altre fonti) e, infine, se quindi si pensi d’intervenire fattivamente, in collaborazione con Farsi Prossimo, per evitare che possano esistere cittadini completamente abbandonati a se stessi dalle istituzioni e costretti a dormire per strada, nella Faenza solidale del 2015.
AGGIORNAMENTO - ESITO DELL'INTERPELLANZA
Non siamo soddisfatti della risposta dell'Assessore ai Servizi Sociali Bandini. Sappiamo per certo che ci sono persone che dormono per strada, anche in inverno, e che sono state respinte dalle strutture convenzionate. Non vogliamo comunque fare polemiche strumentali inutili, ma solo segnalare questo problema e cercare di contribuire alla soluzione. Abbiamo infatti ribadito la nostra volontà di confrontarci sul tema con Assessore, Associazione e cittadini indigenti. NESSUNO deve rimanere indietro! Riteniamo infine scorretto e fuori luogo il fatto che un giornale locale (finanziato con soldi pubblici), che ci ha completamente snobbato e ignorato per cinque anni, abbia ritenuto opportuno rispondere alla nostra interpellanza prima dell'Assessore competente... Qui il video della discussione (potete saltare direttamente al minuto 18.02 cliccando sulle note sottostanti).
Scuola Reda: un tetto atteso, una promessa disattesa… e una buona notizia
Durante il consiglio comunale di ieri pomeriggio il Movimento 5 Stelle Faenza ha presentato un’interpellanza (leggi) volta ad ottenere informazioni chiare e precise su un problema irrisolto che riguarda la scuola Primaria di Reda. Da anni il tetto della scuola Primaria “Alberghi” (di proprietà del Comune) necessita di manutenzione e presenta infiltrazioni d’acqua; oltre a creare un ambiente insalubre per alunni e insegnanti, ciò impedisce la realizzazione di un progetto finanziato dai genitori consistente nell’insonorizzazione del locale della palestra, uno dei pochi spazi presenti nella scuola utilizzabile per attività didattiche polivalenti. Di questa grave situazione l’Amministrazione è al corrente già da tempo e a partire dalla scorsa estate erano state date rassicurazioni circa lo stanziamento dei fondi e l’avvio dei lavori entro la fine del 2014. Nonostante le numerose sollecitazioni da parte dei rappresentanti di classe, dell’avvio dei lavori non v’è ancora nessuna traccia.
Ad ogni anno scolastico le famiglie devono compensare con le proprie finanze personali le carenze della scuola: si versano quote di “contributo volontario” per permettere lo svolgimento di progetti, laboratori e altre attività utili all’arricchimento dell’offerta formativa; ci si autofinanzia per l’acquisto di materiale scolastico, lavagne interattive multimediali, libri, carta per fotocopie. Per di più, riguardo alla questione che abbiamo sottoposto, per rendere la palestra idonea ad altre attività (laboratori teatrali, letture animate, attività musicali), i genitori si erano resi disponibili ancora una volta ad affrontare la spesa dell’intervento migliorativo di insonorizzazione della palestra. Siamo consapevoli che la carenza dei fondi per l’ampliamento dell’offerta formativa e la dotazione di sussidi didattici alla scuola è una responsabilità dello Stato, con i suoi continui tagli alle risorse. Per quanto riguarda gli ambienti della scuola e la loro fruibilità, invece, è l’Amministrazione Comunale che deve intervenire! Chiediamo dunque che al più presto vengano fatti gli interventi di manutenzione del tetto e, perché no, venga dato un contributo per l’insonorizzazione della palestra.
AGGIORNAMENTO - ESITO DELL'INTERPELLANZA
Una buona notizia: sembra che i lavori di manutenzione del tetto partiranno già il prossimo Lunedì (dovrebbero durare circa 60 giorni) e che entro il 2015 verrà fatta richiesta per accedere ai fondi che la Regione dovrebbe stanziare per la bonifica dell'amianto nella scuola. Qui il video della discussione (potete saltare direttamente al minuto 02.28 cliccando sulle note sottostanti).






