Interpellanza sui cattivi odori emessi dalle distillerie faentine

Faenza “gode” della presenza di uno dei poli distillatori più grandi d'Europa che dà il benvenuto a chiunque transiti nella nostra città in arrivo dal casello autostradale e ci rende famosi, nostro malgrado, in tutto il Paese. La lavorazione nelle distillerie causa cattivi odori frequenti e persistenti. All'interno di ognuna di esse, inoltre, si trovano impianti di combustione (inceneritori a biomasse e, in un caso, con una percentuale a CDR) che immettono in atmosfera diossine, metalli pesanti e nanoparticolato, sostanze pericolose per la salute umana.

Il 31 ottobre e il 2 novembre, come già noto e ampiamente riscontrato sulla stampa, si sono verificati episodi diffusi di cattivo odore a Forlì. Il 31 ottobre la situazione aveva coinvolto un’area molto estesa della Romagna fino al mare. Le segnalazioni sono state numerosissime e gli operatori di Arpae sono intervenuti, effettuando misure, prelevando campioni e cercando le possibili cause in base alla provenienza del vento. Già il 2 novembre Arpae aveva segnalato che l’odore era risultato simile a quello che si sente vicino alle distillerie, come confermato anche dalla maggior parte dei segnalanti.

Il principale polo delle distillerie è collocato nel territorio faentino e si trova proprio nella direzione di provenienza del vento. Anche gli operatori di Arpae giunti in zona il 2 novembre hanno confermato la stessa tipologia di odore, verificandone la presenza sottovento alle distillerie e l’assenza, invece, sopra vento. Nella risposta al Consigliere regionale del M5S Bertani (che potete leggere qui) Arpae spiega poi il fenomeno atmosferico che ha causato l'avvertimento del cattivo odore, provocato dalle distillerie faentine, fino a zone così lontane.

Nel documento si legge che: “Ulteriori indagini più puntuali sugli stabilimenti, o lo stabilimento, che hanno generato questa diffusione di puzza proseguiranno inoltre per accertare eventuali responsabilità e per cercare di arginare in futuro simili situazioni”.

Abbiamo presentato una interpellanza (qui il testo integrale), che riceverà a breve risposta scritta, chiedendo al Sindaco e all'Assessore competente se ritengono accettabile che una buona fetta della cittadinanza faentina debba convivere quotidianamente con questi fastidiosissimi miasmi che compromettono pesantemente la qualità della loro vita; se ritengono che le tanto annunciate e sbandierate misure anti-odore adottate dalle distillerie, una in particolare, abbiano davvero migliorato la situazione; se non ritengono necessario invitare le distillerie all'adozione di ulteriori ed efficaci misure anti-odore ed anti-emissioni; se sono a conoscenza dei risultati delle ulteriori indagini più puntuali sugli stabilimenti, annunciate da Arpae nel documento allegato, per accertare eventuali responsabilità e per cercare di arginare in futuro simili situazioni.

Pochi giorni fa per episodi analoghi ripetuti di emanazione nell'ambiente di gas odoriferi e sgradevoli, denunciati da 700 cittadini riuniti in un comunicato, lo stabilimento della Bunge di Porto Corsini è stato messo sotto sequestro preventivo dai Carabinieri del NOE su mandato della Procura della Repubblica di Ravenna. Sequestro poi diventato, dopo qualche giorno, un dissequestro parziale a fronte di impegni precisi dell'azienda di porre in essere tutti i rimedi tecnologicamente possibili per ridurre il grado di intollerabilità dei miasmi puzzolenti.
Vogliamo arrivare a questo punto anche a Faenza e sperare in un sequestro analogo a quello ravennate per vedere interventi seri prendere corpo?


Società partecipate, abbattimento alberi, bandi per la Partecipazione e sponsorizzazione del latte artificiale. Quattro interpellanze del M5S

Il M5S presenterà quattro interpellanze durante il prossimo Consiglio comunale di Martedì 26 Luglio.

SOCIETA' PARTECIPATE

Il Comune di Faenza, ai sensi di legge, è tenuto alla predisposizione del piano di razionalizzazione delle società partecipate. La gestione delle Partecipazioni deve essere condotta con la massima trasparenza e con il chiaro obiettivo di realizzare finalità istituzionali. La Corte dei Conti ha disposto la pubblicazione di un referto, rivelando significative carenze sui contenuti oggetto di esame. Il nostro gruppo ha rilevato una serie di osservazioni che presenteremo all'amministrazione.

ABBATTIMENTO ALBERI

Chiederemo conto dell'ennesimo importante taglio di alberi avvenuto nel nostro territorio, all'interno di uno dei parcheggi dell'Ospedale. Domanderemo inoltre, anche per gli altri recenti casi di Via Silvio Pellico e Via Lapi, quando e dove intendono provvedere alle necessarie ripiantumazioni e se l'amministrazione ritiene normale che un Comune come quello di Faenza non sia dotato di un Piano del Verde (come ammesso in risposta ad una nostra esplicita richiesta), uno strumento programmatico e di pianificazione essenziale.

BANDI PARTECIPAZIONE

Chiederemo se e con che progetti l'amministrazione intende partecipare al bando della Regione, aperto fino al 29 luglio, per l’erogazione dei contributi regionali agli enti locali a sostegno dei processi di partecipazione (per esempio: bilancio partecipato, consiglio comunale aperto, miglioramento strutturale delle associazioni di quartiere, realizzazione di un’area tematica sul sito istituzionale dedicata alla partecipazione attiva dei cittadini, ecc..). Un'occasione importante che non va assolutamente sprecata.

SPONSORIZZAZIONE LATTE ARTIFICIALE

E' una abitudine assai diffusa, anche nella nostra Regione, l'inserimento nelle cartelle di dimissioni di un documento riportante i dati del neonato, generalmente stampato su carta intestata non firmato,  in cui viene consigliato uno specifico marchio di latte artificiale. Tale abitudine, non conforme alle regole in essere, è stata documentata dalla trasmissione televisiva REC, che ha fatto emergere in modo chiaro che e presso l'Ospedale di Faenza tale pratica è attiva. Dopo averlo già fatto in Regione, chiederemo anche all'amministrazione faentina se è a conoscenza di tale pratica, se non ritiene opportuno intervenire perchè venga immediatamente a cessare e se intende promuovere l'allattamento al seno con un campagna informativa promossa dalle strutture sanitarie territoriali.


Interpellanze M5S in Unione: Fusione dei Comuni e pozzo per idrocarburi in arrivo a Solarolo

Il Consigliere del M5S in Unione dei Comuni della Romagna Faentina Andrea Palli ha presentato due interpellanze nella scorsa seduta del relativo Consiglio di Mercoledì 29 Giugno a Castel  Bolognese.

Una per chiedere chiarimenti, in principal modo al Sindaco Anconelli, sul nuovo pozzo per idrocarburi in arrivo a Solarolo, per noi altamente pericoloso per la cittadinanza e viziato da un iter procedurale al limite della legalità sotto molteplici aspetti.

L'altra per chiedere approfondimenti e spiegazioni sul fantomatico progetto di passaggio dall'Unione alla Fusione dei Comuni, cioè un unico ente con presenze decentrate, definito di realizzabilità immediata.


Aggiornamento

Purtroppo non esiste un servizio di streaming in Unione e quindi non possiamo linkare qui un video con le risposte ricevute dagli interessati...

Questa è la versione in forma scritta della risposta ricevuta da Anconelli sulla questione del pozzo per idrocarburi in arrivo a Solarolo.

Queste le nostre considerazioni sulle risposte ricevute:

dopo la risposta del Sindaco Anconelli, il Consigliere Palli si è rivolto allo stesso ricordandogli che, come Sindaco del territorio in cui è previsto l'arrivo di questo obbrobrio e in qualità di primo responsabile della salvaguardia dell'ambiente e della tutela della salute dei suoi cittadini, ha il dovere prima di tutto di informare adeguatamente la propria cittadinanza di questa pericolosa iniziativa, che ha probabili pesanti ricadute ambientali sul territorio e zero vantaggi economici per la comunità, ed ha il dovere di approfondire la questione e non, in nome del fabbisogno energetico, piegarsi a decisioni altrui, prendendo per buone e inconfutabili le rassicurazioni del Minestero dell'Ambiente, che abbiamo visto come lavora, e della proprietà, che fa solo i suoi interessi.
Soprattutto davanti ad un procedimento di autorizzazione come questo che, come abbiamo visto, è pieno di incongruenze e non pienamente corretto.
Ha il dovere di farsi carico di queste richieste di chiarimenti e precisazioni presso le autorità competenti e di prendere una posizione chiara e netta sulla questione, che per noi non può essere che negativa, nell'interesse della comunità che rappresenta.
Siamo consapevoli che il Comune non può bloccare il progetto dall'oggi al domani, ma può di certo fare sentire la propria voce forte e chiara e la propria contrarietà al progetto in Regione e al Ministero.
E può, come già fatto in tanti altri comuni anche con risultati positivi, ricorrere al TAR.
Cosa che, oltre a continuare a vigilare sulla vicenda, stiamo valutando di fare anche noi, visto che le osservazioni, giunte in tempo, fatte dal gruppo 5 Stelle di Castel Bolognese sono state ignorate e non prese in considerazione, scavalcando gli obblighi di legge.
Questo per noi dovrebbe fare un Sindaco responsabile, questo farebbe un Sindaco 5 Stelle.

Per quanto riguarda la seconda interpellanza abbiamo potuto constatare che il Sindaco del Comune di Faenza ha disconosciuto l'obiettivo della Fusione dei Comuni come proprio e ridotto l'immediata realizzabilità della stessa, illustrata nella Conferenza sul lavoro del 22 giugno presso i Salesiani, al rango di stimolo fornito alle amministrazioni dai partecipanti al tavolo di lavoro. Intanto Castel Bolognese e Solarolo portano nei rispettivi consigli comunali il tema della Fusione dei loro due comuni. L'esperienza dell' Unione è al momento un percorso avviato da anni, senza un vero piano e senza il dovuto coinvolgimento dei cittadini. Sta sottraendo sempre più risorse economiche e decisioni agli organi elettivi, i consigli comunali, per affidarle alla gestione del consiglio dell'Unione. Un ente che opera senza sedi di confronto conoscitivo, come sono le commissioni comunali, e con una giunta politica (i sindaci dei comuni dell'Unione sono gli assessori dell'Unione dei Comuni) e non di tecnici, come dovrebbe essere nelle strutture dei comuni. Un processo intrapreso senza una chiara indicazione dell'obiettivo ultimo, del modo e dei tempi in cui raggiungerlo. Che forse troverà ulteriore impulso per effetto dei lauti fondi che Regione e Stato mettono a disposizione dei comuni che si aggregano, ma che trascura un aspetto essenziale: il coinvolgimento dei cittadini dei territori interessati. Mentre per i Comuni al di sotto dei 5000 abitanti il M5S si è da sempre dichiarato favorevole alle Fusioni e, per coerenza, non si candida neppure alle elezioni, per gli altri enti locali l'eventuale processo di Fusione non può che essere una decisione trasparente, democratica e condivisa dal basso. Al momento, parlare di fusione per i tutti i sei Comuni dell'Unione somiglia molto ad una mostruosità.

Stay tuned!


Commento sul Consiglio comunale del 30 Maggio

Il M5S oltre a presentare quattro interpellanze (disservizi raccolta dei rifiuti, circo con animali, Parco Bucci e pulizia alveo fiume Lamone) ha presentato una mozione sulle riforme costituzionali, insieme a L'Altra Faenza, che come ci aspettavamo è stata bocciata dalla maggioranza, ed è intervenuto su altri importanti punti all'ordine del giorno, come l'Odg sulla riduzione dei rifiuti, approvato all'unanimità, presentato da tutti i gruppi consiliari e proposto dalle associazioni ambientaliste. Speriamo di passare presto ai fatti...

Odg riduzione rifiuti

Guarda il relativo video della seduta, dal minuto 2.36.08

Dopo aver ricordato che il nostro gruppo è in prima linea da dieci anni su queste tematiche relative alla riduzione dei rifiuti, abbiamo ribadito come nella scorsa consiliatura molte di queste pratiche in ottica di Rifiuti Zero presenti nel documento in discussione ieri sera siano state singolarmente, sotto forma di mozioni e ordini del giorno, portate dal nostro gruppo in aula consiliare negli scorsi anni e il 90% delle stesse siano state bocciate oppure, in pochissimi casi, votate favorevolmente e poi non tramutate in fatti concreti, nonostante le belle parole spese nelle linee programmatiche e in sede di votazione. Abbiamo fatto un piccolo e parziale elenco per gli smemorati o i disinformati: mozione su sensibilizzazione e incentivo all'uso dei pannolini lavabili (approvata nel novembre 2011 ), mozione sulle eco-sagre (bocciata nell'aprile del 2011), documenti sull'estensione della raccolta differenziata porta a porta in tutta la città, bocciati più volte in aula fin dal 2011, l'ormai famosa mozione dell'ottobre 2012, approvata all'unanimità, sull'adozione del Last minute Market, l'ordine del giorno del giugno 2013, approvato a maggioranza, che chiedeva al Comune di aderire alla strategia rifiuti zero (le stesse pratiche presenti nel documento di ieri, quindi abbiamo approvato cose che il comune si era impegnato ad attuare tre anni fa...), la mozione sulla “cultura del rifiuto” approvata a maggioranza nell'aprile 2014. Sempre parole al vento, carta straccia, zero fatti concreti. Brutto vizio che sta continuando anche nell'ultimo anno (vedi, per fare solo un esempio, l'approvazione all'unanimità della mozione sul baratto amministrativo, la cui stesura del conseguente regolamento è volontariamente ferma in commissione da ottobre 2015..). In tutti questi anni si è perso tempo e dimostrato mancanza di coraggio e di volontà politica, mentre in tanti comuni, governati dal M5S ma anche amministrati dallo stesso partito che governa Faenza, queste cose si sono fatte e con ottimi risultati. Non abbiamo però solo parlato del triste passato e fatto polemica fine a sé stessa, ammettendo che se questo documento è arrivato in consiglio anche grazie all'amministrazione che è parzialmente cambiata, probabilmente, c'è un interesse diverso, almeno di facciata, su queste fondamentali tematiche da parte della nuova giunta e dell'assessore Bandini. Avevamo già in cantiere un documento molto simile a questo, ma molto meglio che lo stesso sia arrivato, chiaro e ben redatto, dalle associazioni, perchè diciamocelo, il vero motivo dell'insuccesso dei documenti presentati in precedenza è stato uno solo: arrivavano dal M5S. Di certo, questo documento dimostra che gli argomenti di cui noi ci siamo fatti più volte portavoce in questi anni, non sono di secondo piano e sono di stretto interesse per la cittadinanza e la società civile faentina. Noi naturalmente lo abbiamo appoggiato in pieno, soprattutto perchè arrivava da cittadini che hanno davvero a cuore la risoluzione di queste problematiche e l'applicazione di queste strategie; siamo contenti che, come avevano richiesto i promotori, sia stato presentato da tutti i gruppi consiliari dopo un confronto in capigruppo, senza bandierine di partito, e siamo soddisfatti dell'approvazione all'unanimità, un segnale forte e importante del presunto cambio di rotta che questa amministrazione vuole mettere in campo in tema ambientale. Infine, dopo aver espresso un plauso e un ringraziamento alla Linda Maggiori, alle associazioni e ai cittadini attivi che hanno contribuito a questo buon risultato, ci siamo augurati (anche se, dopo dieci anni, ci siamo concessi il beneficio del dubbio, per usare un eufemismo) che l'amministrazione trasformi nel breve tempo le belle parole e gli impegni in fatti concreti. Abbiamo, con fatica, voluto dargli fiducia ancora una volta, nonostante tutto. Noi saremo qui a vigilare con il fiato sul collo, a proporre e, come sempre, anche a dare una mano.

Mozione riforme costituzionali

Guarda il relativo video della seduta, dal minuto 2.59.32

Eravamo ben consapevoli che questa mozione, presentata insieme al gruppo de L'Altra Faenza, non sarebbe mai stata approvata dal renzianissimo Consiglio comunale faentino, ma volevamo portare all'attenzione di quel consesso e di conseguenza della stampa e dell'opinione pubblica faentina il dibattito politico sia sull'importantissimo Referendum che si terrà ad Ottobre riguardo la modifica costituzionale Renzi/Boschi, sia sulla legge elettorale ad essa connessa definita Italicum, il cui combinato, andrà, secondo noi (e non solo secondo noi), a stravolgere l'assetto democratico del nostro Paese. Volevamo inoltre focalizzare l'attenzione sull'importantissima raccolta firme, che si avvia alla conclusione (invitiamo tutti i cittadini a recarsi a firmare ai banchetti) che i tanti comitati nati dal basso sparsi per il paese stanno portando avanti da tempo, anche a Faenza. Perchè si vuole far vivere nella futura campagna referendaria non solo la presenza di chi in Parlamento si è espresso contro questa deformazione della Costituzione (come il M5S) ma soprattutto si punta a far sentire con forza la volontà dei cittadini che avranno sottoscritto questa richiesta. Politicamente, naturalmente, ci interessava soprattutto la posizione della cosiddetta “sinistra” del Pd rappresentata, da quello che ci risulta, anche all'interno dell'aula faentina. La stessa i cui rappresentanti in Consiglio hanno anche dato la disponibilità (e questo gli fa onore) al comitato locale per autenticare le firme raccolte. “Sinistra” del Pd che ancora una volta ha votato come ordine di partito ed è rimasta in assoluto silenzio. Ci auguravamo un dibattito rispettoso, franco e focalizzato sui contenuti, pur su punti di vista differenti, evitando frasi come “non siamo per un si cosmico”, per citare Bersani, o “meglio questa pessima riforma che l'immobilismo”, come ama sostenere l'intellighenzia di sinistra, la stessa che nel 2006 gridava alla dittatura nelle piazze, quando Berlusconi proponeva le stesse riforme. Ci auguravamo di non sentire il concetto che è inutile e una perdita di tempo portare queste questioni all'interno delle aule consiliari comunali, perchè trattano argomenti che non riguardano la nostra comunità. Abbiamo ricordato che si tratta di un importantissimo cambio di ben 47 articoli della Carta Costituzionale, che, fino a prova contraria, riguarda direttamente la vita di ogni cittadino italiano. Poi siamo d'accordo che i veri problemi degli italiani e dei faentini sono altri, anche noi preferiremmo parlare di altre manovre più utili e necessarie al Paese, come per esempio il Reddito di Cittadinanza. Ma non siamo noi ad avere voluto con tutte le forze questa riforma che ora esiste e che quindi non può essere ignorata. I cittadini hanno il diritto/dovere di informarsi e di sapere anche come la pensano i politici locali, che loro stessi hanno contribuito ad eleggere in questo Consiglio. Tutti auspici caduti subito nel vuoto. La Lega, dopo aver definito il documento inutile e propagandistico, ha saputo solo insultarci e rinfacciarci ancora la loro non rielezione in Unione dei Comuni del Dicembre scorso...proprio non riescono a digerirla...non capiscono che non devono prendersela con noi, ma con il loro ex collega Monti: se avesse fatto il suo dovere nulla sarebbe accaduto. Siamo talmente poco ipocriti, come ci definisce Padovani, che basti pensare che siamo il Movimento politico che probabilmente avrà più vantaggi elettorali dall'Italicum e, nonostante questo, siamo quelli che lo combattono più convintamente. Il giovane capogruppo Bosi del Pd (che tristezza sentirlo difendere le riforme renziane...) ha poi criticato la facoltà del Consiglio comunale di esprimersi su questa questione ed ha difeso le riforme con le solite balle di regime (dal superamento del bicameralismo alla maggiore stabilità di governo, dalla riduzione dei costi alla maggiore partecipazione dei cittadini...), alle quali abbiamo adeguatamente risposto. Un dibattito davvero deludente, ci aspettavamo qualcosa in più... Rimane da segnalare l'astensione del gruppo di maggioranza "Insieme per cambiare". Ad ogni modo, la nostra battaglia per il NO alle riforme e per la difesa della Democrazia è appena cominciata.

 


Interpellanza sul caos rifiuti

Da giorni il nostro territorio provinciale, causa continui e gravi disservizi nella raccolta, è in piena emergenza con bidoni straripanti, campane della differenziata tracimanti e centri raccolta al collasso;
il caos è scattato con il passaggio di consegne, dal 16 aprile, alla nuova ditta che si è aggiudicata l'appalto di Hera per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti nella nostra provincia. Sub-appalto, con validità di 2 anni per un importo di 41,2 milioni di euro, vinto in gennaio dalla società consortile Ambiente 2.0 di Assago, composto da Aimeri Ambiente e Pianeta Ambiente, con un ribasso d'asta di oltre il 14%.
l'emergenza è arrivata sul tavolo della Procura. Il Procuratore capo Alessandro Mancini ha aperto infatti un fascicolo, al momento contro ignoti. L'ipotesi di reato è interruzione di pubblico servizio.

Hera, come titolare del contratto di servizio, è responsabile del grave disservizio subìto anche dalla comunità faentina, causa la mala gestione dei rapporti con il sub-appaltatore che non si è rivelato all'altezza, e ne deve rendere conto in tutte le sedi. Sub-appaltatore, Ambiente 2.0, di cui fa parte l'azienda dal torbido passato Aimeri Ambiente, anche al centro di inchieste della Procura.

I cittadini che pagano puntualmente e sempre più profumatamente la tassa sui rifiuti TARI (in aumento anche per il 2016) sono profondamente e giustamente adirati per il disservizio subito e stanno anche valutando, in alcune zone, la possibilità di organizzarsi in una azione collettiva (class action) per chiedere il risarcimento ad Hera.
Oltre agli intollerabili danni alle famiglie e alle imprese, è innegabile il danno di immagine alla nostra città, con relative ricadute anche sul turismo.
Hera, società costituita da enti pubblici per fornire un servizio pubblico, è una multiutility quotata in borsa, ancora formalmente a maggioranza pubblica, in cui i soci pubblici sono in minoranza, ma valgono, ai fini delle principali decisioni di governo della società come se fossero maggioranza, per effetto del "voto maggiorato". L'amministrazione comunale, in quanto azionista diretto e indiretto (attraverso Ravenna Holding e Conami) di Hera, non può essere scevra da responsabilità dirette, perlomeno in termini di controllo, vigilanza e scelte politiche di gestione. Il territorio vanta anche un proprio rappresentante, dal curriculum discutibile, all'interno del Consiglio di amministrazione di Hera, Danilo Manfredi, supportato allora anche dal Sindaco Malpezzi.
Il Sindaco di Ravenna Matteucci ha, perlomeno, preso ufficialmente, anche a mezzo stampa, duramente posizione contro la gestione dell'emergenza da parte di Hera, sollecitando e diffidando l'azienda, esigendo soluzioni a brevissimo termine, criticando le deboli e inacettabili giustificazioni della multiutility, precisando che non intende corrispondere compensi a servizi non erogati e che questi dovranno necessariamente essere stralciati dalla Tariffa Rifiuti.
Non ci risultano prese di posizione ufficiali altrettanto dure del Sindaco Malpezzi e dell'assessore Bandini, se non nella pagina Facebook del primo cittadino. Da giorni tutto tace in un inspiegabile silenzio.

Siamo tornati sull'argomento con una interpellanza che sarà discussa al primo Consiglio comunale utile (qui il testo integrale del documento), con cui abbiamo rivolto alcune domande all'amministrazione, convinti che la stessa debba venire a riferire in aula sulla vicenda.

Abbiamo chiesto: se hanno adottato provvedimenti formali per la messa in mora di Hera per il mancato rispetto di adempimenti contrattuali relativi al servizio di gestione rifiuti e/o in quali severi termini sono stati rappresentati i danni alla collettività e le conseguenti richieste di indennizzo;
se i contratti, sia dell'ente pubblico con Hera, che di Hera con i sub-appaltatori, prevedono già clausole di indennizzo rispetto ai mancati adempimenti contrattuali, e in quali temini e misure;
se si ritengono scevri da ogni responsabilità;
perchè non hanno preso, in maniera trasparente, una chiara, dura e ferma posizione pubblica contro l'operato dell'azienda, anche nei confronti del fumuso e surreale comunicato di giustificazione divulgato dalla stessa in cui si parla di “fisiologiche e momentanee criticità” e di “possibili ritardi o limitati disservizi durante la fase del passaggio delle consegne”;
se intende o meno corrispondere compensi a servizi non erogati e se questi saranno opportunatamente stralciati dalla Tariffa Rifiuti;
se Manfredi, rappresentante del territorio nel Consiglio d'amministrazione di Hera, ha avvallato la scelta di sub-appaltare il servizio di raccolta ad Ambiente 2.0 e se non si ritenga necessario chiederne le dimissioni;
se non si ritiene necessario chiedere le dimissioni di tutto il Cda di Hera;
se il Comune, quale azionista di Hera, si è preoccupato ed ha adeguatamente vigilato sulle conseguenze di questo avvicendamento e passaggio di consegne;
come mai non ci si è preventivamente chiesti come la società Ambiente 2.0, aggiudicataria dell'asta con un ribasso di oltre il 14%, potesse, con quei presupposti, garantire la stessa occupazione, gli stessi trattamenti per i lavoratori e la stessa qualità del servizio;
se erano a conoscenza del discutibile passato dell'azienda Aimeri, facente parte di Ambiente 2.0 e se la ritengono seria, limpida e in grado di svolgere adeguatamente il servizio;
se sono a conoscenza che risponda al vero la voce secondo cui i cumuli di rifiuti ammassati di fianco alle campane per vetro/plastica/lattine, non sempre sarebbero stati differenziati nella gestione dell'emergenza, ma gettati nell'indifferenziato;
se non intendono necessario cambiare definitivamente e coraggiosamente rotta togliendo ad Hera il monopolio dell'intero ciclo dei rifiuti e separando la fase di raccolta da quella di smaltimento. Valutando, anche per la provincia di Ravenna, la gestione in house della raccolta dei rifiuti con una propria società pubblica, prendendo esempio dall'esperienza dei comuni del comprensorio forlivese e puntando, come previsto dalla nuova legge regionale, su raccolta differenziata porta a porta e tariffa puntuale, abbracciando le politiche atte al raggiungimento dell'obiettivo Rifiuti Zero (Riduzione, Riuso, Riciclo);
se gli amministratori dei Comuni della nostra provincia hanno compreso la lezione di questo “caos rifiuti” o se intendono continuare a delegare ad Hera, come nel caso della prossima gara europea per l'affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti. A partire dalla durata ipotizzata dalla Regione, fino all'indicazione dei termini nei quali il servizio deve essere svolto, con le necessarie penalizzazioni nei casi di inadempienza;
se non ritengono che la preparazione del suddetto bando non debba essere lasciato semplicemente ad Atersir, ma definito con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori coinvolti, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni sindacali; chiamando anche i Consigli comunali a discutere e deliberare.

Stay tuned.