La cura delle parole, l’attenzione per il linguaggio adoperato sono importanti anche al fine di migliorare i legami di integrazione e di rafforzare la coesione sociale.
Le espressioni verbali aggressive devono essere considerate al pari di comportamenti violenti.
La facilità di comunicare consentita dalle tecnologie digitali e alcune dinamiche innescate dal sistema dell’informazione non devono indurre a dichiarazioni irriflesse o alla superficialità di pensiero.
Il dialogo profondo, il confronto rispettoso delle opinioni altrui contribuiscono ad arricchire la propria esperienza personale e l’esperienza culturale delle comunità di rispettiva appartenenza.
I bisogni dei cittadini possono essere efficacemente e legittimamente soddisfatti anche in virtù delle iniziative degli enti territoriali più prossimi (autonomia verticale) o delle iniziative degli stessi cittadini, con particolare riguardo alle attività del terzo settore (autonomia orizzontale).
L’attività di impresa contribuisce al progresso economico di una comunità, offrendo prospettive occupazionali e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini attraverso i beni prodotti o i servizi erogati.
La finalità lucrativa è caratteristica dell’impresa e la remunerazione dell’iniziativa economica è fondamentale perché aiuta a distinguere l’attività di impresa dalle iniziative filantropiche o di solidarietà.
Ma un’impresa è anche comunità di donne e di uomini che lavorano insieme, che interloquisce, a sua volta, con comunità più ampie: è assolutamente indispensabile che un’impresa si premuri delle conseguenze delle proprie attività sul piano dell’impatto ambientale, dei diritti e del benessere dei lavoratori.
Occorre dare attuazione ai principi della Costituzione italiana che riconoscono il diritto al lavoro e il diritto a una retribuzione giusta e adeguata.
Occorre garantire la qualità dell’occupazione e promuovere le condizioni affinché tutti possano vivere nella dignità del proprio lavoro, in un ambiente sicuro e stimolante, che favorisca lo sviluppo della propria personalità e una piena promozione professionale e sociale.
Il lavoro deve essere compatibile con il tempo libero e gli spazi di vita personale.
Tutti devono poter accedere ad adeguati percorsi pubblici di istruzione e di formazione
di qualità, in modo da promuovere la piena consapevolezza di sé e poter contribuire al processo di democratizzazione dell’intera società.
La cultura deve essere resa accessibile a tutti, in quanto patrimonio di conoscenze e strumento di dialogo e di riconoscimento delle diversità.
Tutti hanno diritto a una formazione culturale aperta, partecipata, pienamente fruibile, inclusiva, che valorizzi le inclinazioni e le professionalità di ognuno affinché tutto il nostro patrimonio culturale, materiale e immateriale, rappresenti, sia per il singolo e sia per l’intera comunità, un efficace strumento di lettura e di interpretazione del presente e anche una bussola nelle sfide future.
La salute è il bene primario della persona, riconosciuto dalla Costituzione come fondamentale, presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti.
La salute non è solo assenza di malattie, né può essere ascritta solo al benessere fisico, ma ricomprende il benessere psicologico e sociale.
Il ruolo del Servizio sanitario nazionale è un pilastro fondamentale nella cura e nella prevenzione delle malattie, così come lo è quello di una sanità pubblica di qualità, il cui accesso universale va garantito a ogni persona.
La politica non si pratica soltanto nelle sedi delle istituzioni e delle formazioni politiche, ma ovunque i cittadini si ritrovino per esercitare consapevolmente i propri diritti e si confrontino per elaborare proposte e assumere decisioni riguardanti la vita collettiva della comunità di appartenenza.
In questa prospettiva diventa essenziale sollecitare e sostenere le iniziative di cittadinanza attiva, vale a dire le pratiche di “attivismo civico” mirate a rendere effettivi i diritti esistenti o a promuovere il riconoscimento di nuovi diritti, favorendo l’inclusione sociale di tutti i cittadini.
La trasparenza è un principio fondamentale che migliora il funzionamento dei sistemi democratici.
La trasparenza impone a tutti coloro che assumono incarichi di rilievo pubblico il dovere di rendere conto del proprio operato ai cittadini, un principio che integra quello di legalità e alimenta la condivisione dell’ethos pubblico.
Il principio di semplificazione impone invece alla pubblica amministrazione di snellire e abbreviare i procedimenti, in modo da offrire un rapporto chiaro e paritario ai cittadini e alle imprese.
I principi di trasparenza e di semplificazione contribuiscono a migliorare la qualità dell’azione della pubblica amministrazione, a responsabilizzare i pubblici poteri nell’esercizio delle proprie prerogative, a elevare il grado di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni.
Il rispetto della legge e delle regole giuridiche è condizione indispensabile per assicurare una pacifica convivenza e un più ordinato svolgimento della vita sociale.
Lottare contro le organizzazioni criminali e contro la corruzione significa combattere le rendite parassitarie di chi indebitamente drena le risorse della intera collettività, significa difendere i diritti di tutti i cittadini onesti e contrastare lo svantaggio competitivo che subiscono le imprese e, più in generale, gli operatori economici che agiscono nella legalità rispetto a quelli che operano nel malaffare.
I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche, ai sensi dell’art. 54 della Costituzione italiana, sono chiamati a svolgerle con “disciplina e onore”.
La norma richiama l’impegno di tutti coloro ai quali sono affidati incarichi di rilievo pubblico a rispettare non solo le regole formali, ma ad alimentare anche l’ethos pubblico, coltivando le virtù della correttezza e del senso di responsabilità.
Questo impegno evoca lo spazio proprio della “responsabilità politica”, che va tenuta distinta dalla responsabilità giuridica, in particolare penale.