Vogliamo trasparenza anche in agricoltura!
Le associazioni Cia, Copagri e Confagricoltura propongono al Consiglio Comunale del 3 ottobre 2016 un documento a sostegno della produzione del grano italiano e ci danno l'occasione per parlare di un settore della nostra economia per noi importantissimo. Un settore che, nonostante la crisi sistemica del sistema economico, negli ultimi anni ha contribuito con circa il 2%/anno sul Pil nazionale, con una erosione limitata della propria quota (dal 2,8 al 2,1%) e rimanendo uno dei pochi settori in attivo.
Un settore, però, in cui si riducono progressivamente i terreni dedicati e il numero delle varietà coltivate. In cui si pretende che gli agricoltori producano quantità sempre crescenti, a prezzi sempre più bassi. I redditi degli agricoltori sono estremamente bassi, prova ne è il fatto che sono attive molte forme di sussidio, alcune fornite dalla stessa Europa dove i politici italiani hanno votato e continuano a votare misure di gestione della produzione agricola italiana; dalla bieticoltura alle quote latte del passato, alle misure europee che colpiscono la produzione di olio o di limoni italiani grazie ad accordi di libero scambio che non assicurano requisiti di etichettatura e tracciabilità.
Misure che sono state e continuano ad essere a danno dei nostri agricoltori, ma anche di tutti noi, i cosiddetti consumatori, non più tutelati neppure sulla qualità e sicuramente sfruttati a favore di chi in questo settore riesce ad arricchirsi, anche in modo speculativo e spropositato.
Il documento presentato chiede al Comune di intervenire su politiche nazionali, quelle portate avanti dalla stessa parte politica che è in maggioranza nell’amministrazione di Faenza, definite in tavoli dove questi stessi soggetti siedono. È quella la sede dove fare sentire la propria voce, ma bisogna avere idee chiare e soprattutto essere coerenti, diversamente non si ha nessuna credibilità...
Politici ed associazioni che chiedono barriere all’importazione non sono credibili se contemporaneamente sostengono il trattato TTIP tra USA-UE, senza, peraltro, conoscere il contenuto degli accordi, visto che alcune associazioni di categoria ed anche i consiglieri di maggioranza hanno pomposamente esaltato l’accordo nel Consiglio comunale faentino.
Alla presentazione di un nostro documento contro il TTIP, hanno parlato di abbattimento di barriere tariffarie, mentre il trattato, si occupa solo per il 20% di dazi, tariffe, dogane, ecc.. e colpisce, invece, in profondità gli standard produttivi in quello che per dimensioni diventerà un enorme mercato, a tutto beneficio delle agricorporazioni americane ed europee, con forti dubbi sui risvolti ambientali e sanitari. Un’anticipazione di questo quadro ce lo fornisce il trattato gemello con il Canada, il Ceta. Dei prodotti Dop e Igp, solo una decina di tipicità, su oltre 240 riconosciute attualmente in Europa, vengono mantenute.
Il Movimento 5 Stelle si batte nelle sedi deputate per una difesa reale dell’agricoltura e degli agricoltori. In merito al grano duro, è appena stata approvata all’unanimità in Commissione Agricoltura della Camera la risoluzione del M5S che punta sulla valorizzazione all’origine del prodotto italiano, sulla definizione di prezzi congrui slegati dalle speculazioni delle Borse Merci. In Europa sono i nostri deputati quelli che difendono le produzioni italiane, mentre, invece, i mestieranti della politica appoggiano una radicale deregolamentazione senza quartiere.
Anche l’Amministrazione comunale deve fare la sua parte, ma si sfila da queste responsabilità: l’IMU agricola è al livello massimo; nelle scuole non si promuove il consumo di prodotti locali stagionali; non c’è promozione per chi sta realizzando una filiera corta, anzi cortissima, come si diceva una volta dal produttore al consumatore; non si rinuncia al consumo di terreno per continuare ad edificare; non c’è attenzione per le piccole/medie aziende, mentre si da grande rilevanza agli interessi delle imprese dei grandi numeri.
Nel Consiglio del 3 Ottobre presenteremo anche tre interpellanze, su argomenti già affrontati in passato: la convenzione con Farsi Prossimo per i servizi alle persone senza fissa dimora, il Last Minute Market e le partecipate.
Stay tuned.
TTIP. Nelle mani dei mercati. Il video della serata!
martedì 06 ottobre / 20.30 / faenza / sala associazioni / via laderchi, 3a
Perché il partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti tra USA e Commissione Europea va fermato prima della sua approvazione?
Ne parliamo con Marco Bersani, socio fondatore di ATTAC italia e promotore della campagna stop-ttip-italia. Per capire e reagire ad un trattato discusso in totale segretezza e opacità, che dietro al falso ricatto dei benefici economici, nasconde un attacco senza precedenti alla sovranità nazionale e ai diritti dei cittadini, in favore degli interessi economici dei grossi gruppi industriali e finanziari.
Sarà presente un banchetto per la raccolta firme. Disponibile anche on line sul sito stop-ttip.org.
Inoltre abbiamo presentato al Consiglio Comunale del 21 settembre scorso la mozione contro il TTIP che potete leggere qui. Pur presentando il documento con circa un mese di anticipo dalla discussione, molti consiglieri di maggioranza e minoranza non sapevano palesemente nemmeno di cosa si stesse parlando. Nonostante le ricadute sociali ed economiche che il TTIP avrebbe sulla realtà locale. Alcuni almeno hanno avuto il coraggio di astenersi, ammettendo di non conoscere l’argomento, mentre il PD, su ordine di partito, ha votato contro a priori. Non limitandosi a quello, ma, per bocca di Bosi, addirittura difendendo a spada tratta un trattato criminale che nemmeno conosce. Davvero disarmante...
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare e intervenire. Ingresso gratuito.
Qui la pagina dell'evento su Facebook.
Scarica e diffondi il volantino!
Il M5S porta in Consiglio la Mozione contro il TTIP
UNA DISASTROSA DEREGOLAMENTAZIONE DEL MERCATO, IN FAVORE DI GROSSI GRUPPI INDUSTRIALI E FINANZIARI, A DISCAPITO DELLA DEMOCRAZIA
Leggi la Mozione / Firma contro TTIP e CETA
Nel giugno 2013, Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP). Tali negoziati sono tuttora in corso, nella più totale opacità e segretezza, con l'obiettivo di concluderne l'iter entro il 2015. L'obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell'eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d'investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell'Atlantico. Il Partenariato in corso di negoziazione prevede addirittura il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc (ISDS, Investor-State Dispute Settlement) i governi sovrani e le autorità locali, qualora le loro società subissero perdite, anche potenziali, di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle autorità medesime.
Le barriere “non tariffarie” sono norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell'ambiente e della dignità sociale.
Il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali. Insomma, un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione. L'assoluta segretezza con cui vengono condotti i negoziati, che non prevedono alcun coinvolgimento né delle popolazioni, né delle istituzioni che a tutti i livelli le rappresentano, costituisce un preciso attacco al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e di potersi pronunciare nel merito. Il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i governi e le autorità locali, in seguito all'approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicarne i profitti, costituisce un gravissimo 'vulnus' democratico.
Con la nostra Mozione, che sarà presentata e discussa nel prossimo Consiglio comunale di Lunedì 21 Settembre, chiediamo al Sindaco e al Consiglio: di intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro da parte del Governo Italiano, nell'ambito del Consiglio Europeo, dal TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo; di promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto viene leso il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali; di inviare la presente deliberazione all'Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea.





