Interpellanza sul caos rifiuti

Da giorni il nostro territorio provinciale, causa continui e gravi disservizi nella raccolta, è in piena emergenza con bidoni straripanti, campane della differenziata tracimanti e centri raccolta al collasso;
il caos è scattato con il passaggio di consegne, dal 16 aprile, alla nuova ditta che si è aggiudicata l’appalto di Hera per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti nella nostra provincia. Sub-appalto, con validità di 2 anni per un importo di 41,2 milioni di euro, vinto in gennaio dalla società consortile Ambiente 2.0 di Assago, composto da Aimeri Ambiente e Pianeta Ambiente, con un ribasso d’asta di oltre il 14%.
l’emergenza è arrivata sul tavolo della Procura. Il Procuratore capo Alessandro Mancini ha aperto infatti un fascicolo, al momento contro ignoti. L’ipotesi di reato è interruzione di pubblico servizio.

Hera, come titolare del contratto di servizio, è responsabile del grave disservizio subìto anche dalla comunità faentina, causa la mala gestione dei rapporti con il sub-appaltatore che non si è rivelato all’altezza, e ne deve rendere conto in tutte le sedi. Sub-appaltatore, Ambiente 2.0, di cui fa parte l’azienda dal torbido passato Aimeri Ambiente, anche al centro di inchieste della Procura.

I cittadini che pagano puntualmente e sempre più profumatamente la tassa sui rifiuti TARI (in aumento anche per il 2016) sono profondamente e giustamente adirati per il disservizio subito e stanno anche valutando, in alcune zone, la possibilità di organizzarsi in una azione collettiva (class action) per chiedere il risarcimento ad Hera.
Oltre agli intollerabili danni alle famiglie e alle imprese, è innegabile il danno di immagine alla nostra città, con relative ricadute anche sul turismo.
Hera, società costituita da enti pubblici per fornire un servizio pubblico, è una multiutility quotata in borsa, ancora formalmente a maggioranza pubblica, in cui i soci pubblici sono in minoranza, ma valgono, ai fini delle principali decisioni di governo della società come se fossero maggioranza, per effetto del “voto maggiorato”. L’amministrazione comunale, in quanto azionista diretto e indiretto (attraverso Ravenna Holding e Conami) di Hera, non può essere scevra da responsabilità dirette, perlomeno in termini di controllo, vigilanza e scelte politiche di gestione. Il territorio vanta anche un proprio rappresentante, dal curriculum discutibile, all’interno del Consiglio di amministrazione di Hera, Danilo Manfredi, supportato allora anche dal Sindaco Malpezzi.
Il Sindaco di Ravenna Matteucci ha, perlomeno, preso ufficialmente, anche a mezzo stampa, duramente posizione contro la gestione dell’emergenza da parte di Hera, sollecitando e diffidando l’azienda, esigendo soluzioni a brevissimo termine, criticando le deboli e inacettabili giustificazioni della multiutility, precisando che non intende corrispondere compensi a servizi non erogati e che questi dovranno necessariamente essere stralciati dalla Tariffa Rifiuti.
Non ci risultano prese di posizione ufficiali altrettanto dure del Sindaco Malpezzi e dell’assessore Bandini, se non nella pagina Facebook del primo cittadino. Da giorni tutto tace in un inspiegabile silenzio.

Siamo tornati sull’argomento con una interpellanza che sarà discussa al primo Consiglio comunale utile (qui il testo integrale del documento), con cui abbiamo rivolto alcune domande all’amministrazione, convinti che la stessa debba venire a riferire in aula sulla vicenda.

Abbiamo chiesto: se hanno adottato provvedimenti formali per la messa in mora di Hera per il mancato rispetto di adempimenti contrattuali relativi al servizio di gestione rifiuti e/o in quali severi termini sono stati rappresentati i danni alla collettività e le conseguenti richieste di indennizzo;
se i contratti, sia dell’ente pubblico con Hera, che di Hera con i sub-appaltatori, prevedono già clausole di indennizzo rispetto ai mancati adempimenti contrattuali, e in quali temini e misure;
se si ritengono scevri da ogni responsabilità;
perchè non hanno preso, in maniera trasparente, una chiara, dura e ferma posizione pubblica contro l’operato dell’azienda, anche nei confronti del fumuso e surreale comunicato di giustificazione divulgato dalla stessa in cui si parla di “fisiologiche e momentanee criticità” e di “possibili ritardi o limitati disservizi durante la fase del passaggio delle consegne”;
se intende o meno corrispondere compensi a servizi non erogati e se questi saranno opportunatamente stralciati dalla Tariffa Rifiuti;
se Manfredi, rappresentante del territorio nel Consiglio d’amministrazione di Hera, ha avvallato la scelta di sub-appaltare il servizio di raccolta ad Ambiente 2.0 e se non si ritenga necessario chiederne le dimissioni;
se non si ritiene necessario chiedere le dimissioni di tutto il Cda di Hera;
se il Comune, quale azionista di Hera, si è preoccupato ed ha adeguatamente vigilato sulle conseguenze di questo avvicendamento e passaggio di consegne;
come mai non ci si è preventivamente chiesti come la società Ambiente 2.0, aggiudicataria dell’asta con un ribasso di oltre il 14%, potesse, con quei presupposti, garantire la stessa occupazione, gli stessi trattamenti per i lavoratori e la stessa qualità del servizio;
se erano a conoscenza del discutibile passato dell’azienda Aimeri, facente parte di Ambiente 2.0 e se la ritengono seria, limpida e in grado di svolgere adeguatamente il servizio;
se sono a conoscenza che risponda al vero la voce secondo cui i cumuli di rifiuti ammassati di fianco alle campane per vetro/plastica/lattine, non sempre sarebbero stati differenziati nella gestione dell’emergenza, ma gettati nell’indifferenziato;
se non intendono necessario cambiare definitivamente e coraggiosamente rotta togliendo ad Hera il monopolio dell’intero ciclo dei rifiuti e separando la fase di raccolta da quella di smaltimento. Valutando, anche per la provincia di Ravenna, la gestione in house della raccolta dei rifiuti con una propria società pubblica, prendendo esempio dall’esperienza dei comuni del comprensorio forlivese e puntando, come previsto dalla nuova legge regionale, su raccolta differenziata porta a porta e tariffa puntuale, abbracciando le politiche atte al raggiungimento dell’obiettivo Rifiuti Zero (Riduzione, Riuso, Riciclo);
se gli amministratori dei Comuni della nostra provincia hanno compreso la lezione di questo “caos rifiuti” o se intendono continuare a delegare ad Hera, come nel caso della prossima gara europea per l’affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti. A partire dalla durata ipotizzata dalla Regione, fino all’indicazione dei termini nei quali il servizio deve essere svolto, con le necessarie penalizzazioni nei casi di inadempienza;
se non ritengono che la preparazione del suddetto bando non debba essere lasciato semplicemente ad Atersir, ma definito con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori coinvolti, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni sindacali; chiamando anche i Consigli comunali a discutere e deliberare.

Stay tuned.

Bilancio di previsione 2015. Tra scarsa incisività, perdite, rischi ed entrate mancate

Prima di tutto vogliamo ringraziare di cuore per il loro straordinario lavoro i nostri due consiglieri uscenti Maurizio Montanari e Vincenzo Barnabè. Cittadini prestati alla politica per qualche anno, vigili e propositivi, che hanno dimostrato che con impegno, voglia di fare e tenacia si possono ottenere ottimi risultati. Una politica diversa è possibile, anche a Faenza. GRAZIE DI TUTTO!!!!

Il Movimento 5 Stelle chiude il primo mandato nel Consiglio Comunale di Faenza, nella seduta del 18 maggio, con il voto contrario al bilancio di previsione 2015, un bilancio che, come il consuntivo 2014, rispecchia la scarsa incisività dell’attuale amministrazione di fare scelte a beneficio di tutti i cittadini e per il futuro.
Le imposte e tasse, già elevate, risultano ancora in aumento. Nessun intervento per incidere sulla riduzione dei costi correlati all’imposizione. La TARI per esempio: se il Comune non intraprende il percorso della raccolta porta a porta per arrivare alla tariffazione puntuale (si paga in base alla reale produzione di rifiuti) i cittadini sono destinati a pagare quanto globalmente previsto dall’attuale contratto con Hera, che prevede di farci pagare un costo complessivo del servizio, che incorpora inefficienze, privilegi ed i rischio di mancati incassi.

I tanto sbandierati dividendi incassati dalle partecipate (principalmente Ravenna Holding) di circa 1,5 milioni (1,4 nel 2016 e 2017) rappresentano la contropartita di diversi milioni di perdite di valore patrimoniale delle azioni di cui il Comune si è privato nel 2011 per diventare socio di Ravenna Holding, e di minori dividendi incassati rispetto al mantenimento del possesso diretto delle azioni conferite. Per non parlare dell’operazione finanziaria in previsione, di riduzione del capitale sociale per 20 milioni, con una operazione a debito (e relativi interessi), dellle strategie sul patto di sindacato, del trading sulle azioni Hera; etica e sana finanza non abitano qui! Ascom e Confesercenti di Cervia, l’altro Comune “convinto“ ad aderire al conferimento in Ravenna Holding analogo a quello di Faenza, hanno pubblicamente suggerito alla amministrazione di ridurre la quota di partecipazione in Ravenna Holding; suggerimento non certo “grillino”, ma che la dice lunga sulla non condivisibilità di questa gestione. Ma è doveroso richiamare anche i rischi connessi alla gestione dell’autodromo di Imola, dove per rendere sostenibili le perdite si è ricorsi ad un ammortamento di oltre 60 anni! Oppure le mancate entrate derivanti dalla gestione del complesso ex-salesiani, dove le scelte dell’amministrazione hanno vanificato il risultato della gara per l’affitto ad un nuovo esercizio di bar/caffetteria. Aspetti, questi ed altri analoghi, oggetto di puntuali atti da parte dei Consiglieri del M5S nel corso del mandato.

Totalmente assenti previsioni di entrate dall’Unione europea; come mai, a prescindere dalla disponibilità di capacità interne per l’accesso a questi interventi, non si è in grado di accedere a questa forma di contributo? Questa amministrazione può utilizzare la “contiguità” con le amministrazioni pubbliche di livello superiore e/o partecipate regionali che possono fornire supporto in materia o, più facilmente, può ricorrere a specialisti esterni che diventano un costo per l’amministrazione solo nel caso si ottengano contributi. Ci sono Comuni che finanziano gli stage, anche all’estero, di diplomati e laureati, ristrutturano immobili storici, alimentano gli edifici pubblici con energie rinnovabili grazie a questi contributi.

Sul passivo dobbiamo segnalare come le gestioni passate ancora riverberino gli effetti sul nostro bilancio, con crediti iscritti che non saranno mai incassati e che ora, per legge, avranno graduale copertura con appositi fondi, ma che in passato, sono state considerate poste attive pur non avendo consistenza. I debiti sono, è vero, in riduzione, anche qui con un virtuosismo fortemente indotto dalla legge, ma anche l’attuale amministrazione non si esime dal creare danni alle amministrazioni future. Perché le rinegoziazioni dei mutui a cui il Comune ha già aderito ed aderirà probabilmente (entro il 22/05, per 63 mutui), danno un beneficio economico trascurabile (circa 900 euro), danno respiro finanziario alla gestione corrente impegnando, però, i conti pubblici per molti più anni di quelli previsti dal debito originario per il rimborso del capitale. Un modo assolutamente non condivisibile di trasferire su gestioni e generazioni future gli oneri contratti dalle amministrazioni passate! Ma questo è il buon esempio che ci viene dalla politica nazionale, perché sottrarsi a livello locale! Questa è la mancanza di coraggio di chi gestisce la cosa pubblica e dice di tenere i conti in ordine, ma non affronta nodi importanti perchè non creano consenso. La stessa mancanza di coraggio che c’e’ stata nel mantenere in piedi un derivato che ci è costato complessivamente 2,2 milioni di interessi contro il beneficio di 25.000 eu prodotto nell’anno della sua stipula.

Le maggiori criticità sono, comunque, sul fronte della spesa. Rimane, per esempio, indefinito tutto il tema della Unione dei Comuni. Vengono trasferite spese così come determinate negli anni precedenti, dal bilancio del Comune al bilancio della Unione dei Comuni, senza nessuna padronanza dei costi effettivi e senza concretizzare alcun beneficio dalla realizzazione che l’unione stessa deve consentire, che anziche’ essere state valutate al momento della progettazione dell’Unione e del trasferimento delle funzioni, verrà “studiato” solo a trasferimento avvenuto.

La gestione “inerziale” si applica a molti degli accordi in atto, con trasferimenti a enti, associazioni, iniziative, nell’ “utilizzo beni di terzi”, persino nei servizi a domanda individuale, in cui non cogliamo cenni di revisione critica. Vorremmo vedere in campo criteri sociali più nobili della gestione del consenso (specie in fase elettorale) e criteri contabili più attendibili per verificare la correlazione costi/benefici. Abbiamo verificato la reattività dell’amministrazione quando è l’opposizione a segnalare le diseconomie (vedi noleggio auto), ma vorremmo che l’amministrazione fosse piu’ attiva su questo fronte.
Sacrifichiamo per brevità le osservazioni sul fronte degli investimenti. Siamo soddisfatti del fatto che non sia previsto l’acquisto della scuola Europa e questo sia stato esplicitamente confermato in Commissione. E vogliamo rimarcarlo; anche se sappiamo la facilità con cui questa amministrazione può disattendere agli impegni, con interventi, per carità, del tutto legittimi, quanto incoerenti. Come è stato possibile, quando sono venuti meno 700.000 euro di contributi per la nuova piscina, trovare tra le “pieghe” di un bilancio “lacrime e sangue” questi fondi?

Il M5S ritiene di poter inaugurare una nuova gestione del bilancio comunale che, grazie a trasparenza, competenza e difesa dell’interesse collettivo dei cittadini dia una risposta costruttiva alle criticità rilevate, senza creare pregiudizio per le gestioni a venire.