Le nuove nomine nello Staff del Sindaco? Fedeltà “alla scuderia”

Davvero non ci illudevamo, con il nostro comunicato a bando aperto, di cambiare le sorti dello stesso. C’è un obbligo che abbiamo di dare visibilità a una condotta che lo stesso Sindaco ha meglio qualificato commentando le nomine appena fatte per due posizioni del suo staff. Sicuramente non una condotta di sobrietà; con circa 360 dipendenti, forse anche con qualcuno già iscritto all’albo dei giornalisti, davvero c’era necessità di questi 2 nuovi incarichi?

La foglia di fico del confronto con la spesa del mandato precedente per le stesse posizioni non ne giustifica né la necessità, né la congruità. A noi cittadini piacerebbe vedere questa stessa energia nel difendere la costanza della spesa rispetto ad anni precedenti quando si parla di scuola, di sanità, di trasporti mentre, invece, in questi settori, si può solo tagliare! Non una condotta rispettosa del senso di un bando pubblico; quando si piegano i criteri di selezione a scelte predeterminate, ci si fa sostanzialmente beffa della procedura pubblica e di quanti vi partecipano. Se la norma prevede di ricorrere ad un bando pubblico, non è per infastidire l’amministratore pubblico, ma per assicurare ai cittadini pubblicità, trasparenza e scelta fra le migliori opportunità.

È facile, invece, leggere in questa condotta una fedeltà “alla scuderia”, di cui il Sindaco si fa parte integrante, provvedendo ad assicurare a persone del partito di appartenenza posizioni stipendiate. Quella fedeltà da cui lo stesso potrà, se il sistema non viene divelto dalle radici, trarre le sue prospettive, alla fine del secondo mandato come Sindaco, accedendo ad un qualche “gradino superiore” della carriera di chi fa politica per mestiere e non per servizio. Nulla di più distante da quanto praticato dal M5S e che ci auguriamo diventi la nuova regola, per il bene di tutti noi cittadini

I soldi del Comune ci sono solo per lo staff di Malpezzi

Se pensate che durante il periodo di ferie agostane l’amministrazione trascuri le sue priorità, vi sbagliate. Infatti è all’opera per l’assunzione di figure nello staff del Sindaco. D’altronde l’aveva promesso che avrebbe rafforzato quest’ufficio… Non capiamo però come si possano giustificare queste assunzioni, quando si sostiene ormai da tempo che non si possono, per esempio, fare le assunzioni per le scoperture della polizia urbana… ma sappiamo che per Malpezzi #icontitornano.
Proviamo allora noi a dirvi che, nonostante queste affermazioni, abbiamo potuto verificare che rispetto ai vincoli che discendono dal patto di stabilità interno, spazi per le assunzioni ci sono (ad esempio nel 2014, con una spesa reale per stipendi di 11.929.124,86, il margine di spesa rispetto al tetto del patto di stabilità è stato di 580.846,87) e che il fatto di non utilizzare queste disponibilità è penalizzante per il futuro, poiché gli obiettivi di riduzione del personale sono fissati in relazione ai dipendenti effettivi dell’anno precedente e non a quelli che si potrebbero avere.
La decisione del Sindaco già nel precedente mandato è stata di non utilizzare gli spazi consentiti, di non sfruttare i margini offerti. Ora, dopo aver già nominato anche un assessore in più rispetto alla scorsa consiliatura, la scelta è quella di rafforzare il proprio staff? Non possiamo certo condividerla.
Nel merito, perché rafforzare significa dotarsi di risorse più qualificate di quelle che già si possiedono ed i requisiti indicati nella selezione pubblica non sono più elevati rispetto al profilo di persone già in ufficio nel mandato precedente.
Nei tempi, perché una selezione che lascia 17 giorni nel mese di agosto per presentare i curricula non vuole certo aprirsi ad ampie opportunità.
Nell’orientamento, perché ignorare completamente le risorse interne le dequalifica automaticamente.
Negli obiettivi perseguiti, poiché riteniamo che siano altre le funzioni da rafforzare con nuove assunzioni, non certo lo staff del Sindaco.
Vigilare sull’evoluzione di questa vicenda ci permetterà di capire ancora meglio i tratti salienti di questa nuova, ma vecchia, amministrazione.