#CoccoStaiSereno

Rimaniamo basiti dall’attacco ridicolo e strumentale del capogruppo del Pd faentino Niccolò “Cocco” Bosi, apparso qualche giorno fa sul Resto del Carlino (che, guarda un pò, non ha trovato invece, in ottima e folta compagnia, due righe di spazio per pubblicizzare l’incontro sulle ragioni del NO al Referendum organizzato Sabato pomeriggio dal nostro gruppo, con la presenza di due parlamentari della Repubblica).

Informiamo Bosi che a Ravenna, purtroppo, attualmente non esiste NESSUNA Lista che rappresenta ufficialmente il MoVimento 5 Stelle, neanche la Lista Civica CambieRA’, con i quali rappresentanti noi, ad oggi, non abbiamo mai avuto alcun tipo di rapporto.

Quindi il nostro gruppo non deve prendere le distanze proprio da nessuno, CambieRA’ è responsabile delle proprie dichiarazioni e se ne prenderà la responsabilità davanti ai propri elettori e ai cittadini ravennati.
Chiaro è che, se le dichiarazioni citate da Bosi rispondono al vero, il M5S Faenza non può che non condividerle assolutamente.

La posizione del M5S Faenza a sostegno dell’Ospedale e del mantenimento dei reparti di Pediatria e Ostetricia, contro qualsiasi tipo di taglio e ridimensionamento, è sotto gli occhi di tutti da sempre.
In prima linea, senza se e senza ma.

I cittadini lo sanno, ed è quello che conta.

Non accettiamo nessuna lezione di coerenza da rappresentanti di un partito che ha fatto dell’incoerenza e dell’ipocrisia la propria bandiera.

Invitiamo Bosi, invece di prestarsi ad ordini di scuderia con esternazioni funzionali e strumentali, a prendere piuttosto le distanze dal partito che rappresenta, che di sinistra, di laico e di riformista (valori a cui dice di fare personalmente riferimento) non ha assolutamente più nulla.

Le prenda dal Pd regionale, il vero regista e responsabile politico di tutta la situazione, dalla creazione dell’Ausl Unica Romagna fino al riordino ospedaliero, fatto di ridimensionamenti e tagli sulle spalle dei cittadini (nonostante le finte e preparate interpellanze della concittadina consigliera regionale Rontini), le prenda dal Pd faentino che continua a votare porcate come, tra le tante, la mozione sull’interruzione di gravidanza (il de profundis della sinistra manfreda), le prenda dal governo Renzi che sta distruggendo, a colpi di maggioranza, il tessuto sociale, la Democrazia e la Costituzione.

Ad ogni modo, utilizzando uno slogan tanto caro al suo amico di Rignano, invitiamo Bosi a “stare sereno”, il 4 Dicembre sarà l’inizio della loro fine.
Politica, s’intende…

Ora basta con menzogne e mezze verità. A casa chi vuole demolire il nostro ospedale!

Nella Commissione consiliare del 27 Luglio scorso, particolarmente sentita dalla cittadinza che ha partecipato molto numerosa, i vertici dell’Ausl dovevano far chiarezza sulla situazione attuale e sul futuro del nostro Ospedale faentino, presentando la bozza del piano di riordino. Come sappiamo, il Direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, atteso, nemmeno si presenta e, senza spiegazioni e senza rispetto né dell’aula né dei cittadini, delega il Dott. Giorgio Guerra, Direttore sanitario, a fare le sue veci.

L’incontro si rivela davvero insoddisfacente, con tanti punti non chiari e con poche e confuse spiegazioni sulla nuova organizzazione dei reparti, a cominciare da quello di ostetricia. Viene detto che con una sinergia tra Lugo e Faenza si sarebbero fatti vivere tutti e due i reparti e che Faenza sarebbe diventata il polo della gravidanza fisiologica a basso rischio, ospitando anche le gravidanze fisiologiche dei presidi più vicini. Si dice, inoltre, che si sarebbe cercato di aumentare il numero di parti epidurali. Promesse, quindi, di rafforzare il reparto e non di certo di indebolirlo.

La realtà sotto gli occhi di tutti è, però, un’altra. E’ già attivo un piano (un protocollo esistente dal 2010, come dichiarato successivamente dalla direzione generale dell’Ausl) che vede il trasferimento da subito, con lo stop di questi giorni ai cesarei programmati, delle gravidanze a medio e alto rischio in altri presidi e in realtà non è previsto un invio a Faenza per le gravide delle altre città. Da qui si capisce che i parti caleranno in breve sotto i 500 e in seguito alla legge, che prevede la chiusura dei reparti che non raggiungono i 500 parti all’anno, il reparto si avvierà verso la chiusura. Il vero obiettivo finale.

Una “scelta organizzativa” che non compariva nella bozza di piano di riordino e che fino ad ora non era mai stata resa nota. Per non parlare della situazione della Pediatria, che perdura, nonostante le belle parole. Quali altri reparti verranno depotenziati in un futuro forse neanche troppo lontano, sempre “per la sicurezza dei pazienti”? Quante altre mezze verità dovremmo sorbirci?

Il M5S chiede con forza le DIMISSIONI IMMEDIATE di Tonini e Guerra, per aver mentito e sottaciuto importanti decisioni, probabilmente già prese, in un consesso importante come il Consiglio comunale, davanti alle istituzioni e, soprattutto, a tanti cittadini faentini.

Ci fanno davvero sorridere le reazioni contrariate del Sindaco Malpezzi e della Lista Civica Insieme per Cambiare. Il primo, sindaco, presidente dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina ed ora pure consigliere provinciale, cade spesso dalle nuvole a giochi fatti. Forse non ha ancora capito che il regista di tutta questa operazione POLITICA legata all’area vasta è il suo partito, il PD?

Insieme per Cambiare, che ha contribuito in maniera fondamentale alle due elezioni di Malpezzi (prima di prendere la tessera del partito, il primo cittadino era espressione diretta della Lista Civica), se vuole davvero fare sentire la propria voce abbia almeno il coraggio di intervenire politicamente in maniera forte e concreta, facendo dimettere i propri consiglieri e il proprio assessore Piroddi.
Oppure, abbia la decenza di restare in silenzio.

Nell’attesa di organizzare nel prossimo futuro sit-in o azioni eclatanti di protesta e di richiesta di chiarezza, invitiamo Insieme per Cambiare e tutte le altre forze politiche di maggioranza e opposizione, se davvero hanno a cuore la salvaguardia del nostro Ospedale, ad affiancarci nella richiesta di dimissioni di Guerra e Tonini.
Ora basta.

Continua la “demolizione” dell’Ospedale di Faenza

Ci risiamo! L’estate appare sempre un ottimo momento per apportare delle modifiche in ospedale. Non essendoci riusciti con la Pediatria l’anno scorso, ci riprovano quest’anno con il depotenziamento di altri reparti con modi che passano più inosservati, mentre la cittadinanza è in vacanza.

Intanto c’era stato un incontro pubblico in Comune a fine luglio dove venivano date poche (e confuse) spiegazioni sulla nuova organizzazione del reparto ostetricia di Faenza. Si era capito che con una sinergia tra Lugo e Faenza si facevano vivere tutti e due i reparti e che Faenza diventava il polo della gravidanza fisiologica a basso rischio, ospitando anche le gravidanze fisiologiche dei presidi più vicini. Ma subito dopo questo viene già smentito: è già attivo un piano che vede il trasferimento da subito delle gravidanze a medio e alto rischio in altri presidi e in realtà non è previsto un invio a Faenza per le gravide delle altre città. Da qui si capisce che i parti caleranno in breve sotto i 500 e in seguito alla legge, che prevede la chiusura dei reparti che non raggiungono i 500 parti all’anno, il reparto si avvierà verso la chiusura.

Vorremmo anche un pò di chiarezza, dopo le notizie allarmanti uscite sui giornali nei mesi invernali, riguardo una morte fetale in merito alla quale vennero sospesi degli operatori per i quali non sono state poi riscontrate responsabilità collegabili alla morte della neonata. Per lo meno non ne è stata data notizia. Queste misure sono veramente finalizzate a salvaguardare la salute dei cittadini o sono volte ad altro? Ci risulta che in altri ospedali della Romagna ci siano state morti fetali, anche in numero superiore purtroppo, senza che per questo venissero depotenziati gli stessi reparti. Se veramente il motivo è la sicurezza dei pazienti non sarebbe meglio potenziarli, i reparti, o per lo meno capire dove sta realmente il problema, anziché trasferire le pazienti in altre strutture? Rispondendo così, finalmente, anche alla richiesta del pediatra in guardia attiva fatta l’anno scorso.

Come cittadini ci chiediamo quali altri reparti verranno depotenziati in un futuro forse neanche troppo lontano, sempre “per la sicurezza dei pazienti”? La Rianimazione, la Chirurgia? Cosa dire poi, in termini di sicurezza, della decisione di trasferire i servizi nei locali della Filanda, non ancora organizzati?