MALPEZZI DENUNCIA GLI UFFICI?

Così potevano titolare i giornali, dopo la seduta del Consiglio comunale di venerdì 27 Aprile in cui tutte le forze di opposizione hanno presentato una delibera di richiesta di revoca del Presidente del Consiglio Comunale.

Come detto in aula, va specificato che quella presa non era una misura nei confronti della persona, che rispettiamo e contro la quale non abbiamo assolutamente nulla, ma nei confronti del ruolo che la stessa ricopre in aula consiliare. Ruolo che secondo tutte le forze di opposizione, che hanno legittimamente redatto e firmato una richiesta di revoca prevista dal regolamento, non è stato e non è palesemente ricoperto nella maniera adeguata. Non possedendo la necessaria autorità, risolutezza e capacità per poter gestire al meglio l'aula, per le motivazioni descritte nel documento. Una misura, quindi, dagli aspetti tecnici e politici, volta principalmente a migliorare le modalità e la qualità del lavoro del consesso consiliare. Tenendo anche conto, come aggravante, non bisogna mai dimenticarlo, della modalità di elezione dell'attuale presidente, profondamente divisiva e unica nella storia del nostro Comune, avvenuta dopo una anomala e surreale seduta di oltre quattro ore, con sette votazioni nulle e diverse sospensioni. Modalità che avrebbero dovuto spingere la Presidente a lavorare ancor più in maniera impeccabile.

Auspicavamo che anche all'interno della maggioranza ci fossero persone che, aldilà delle appartenenze e degli interessi di partito, condividessero con noi l'opinione che l'attuale presidente non fosse in grado di svolgere al meglio il compito per il quale è stata così testardamente scelta e voluta, anche davanti all'impietoso confronto con il suo predecessore.
Ma le minoranza interne, che tanto si agitano sui giornali, quando hanno la possibilità di far sentire davvero politicamente la loro voce ed esternare i propri eventuali malesseri nei consessi deputati a questo, dimostrano tutta loro inconsistenza ed incoerenza.

Si può discutere politicamente sull'opportunità della presentazione della delibera e sulla gravità delle criticità segnalate nella stessa riguardo al lavoro del Presidente, ma non possiamo accettare le affermazioni dei consiglieri di maggioranza che definendosi esterrefatti, delusi e a disagio, ci hanno accusato di aver presentato una richiesta di revoca basata sul nulla.

Tantomeno possiamo accettare le dichiarazioni del Sindaco, che rimandiamo al mittente, che ha parlato di illeggittimita' del provvedimento e dell'esistenza dei presupposti per una denuncia per diffamazione. Affermazioni non veritiere e al limite del ridicolo. Tanto più che, se proprio volesse denunciare qualcuno, non dovrebbe agire nei nostri confronti o in quelli delle altre opposizioni, ma contro la segreteria generale che ha ritenuto ammissibile la richiesta di revoca e contro gli uffici, che hanno dato parere positivo con il visto di regolarità dei dirigenti responsabili dei settori legale, affari costituzionali e contabile, come si può leggere sull'albo pretorio.

Riportiamo infine che il M5S, nell'occasione, si è mosso nel rispetto assoluto di tutte le procedure previste, chiedendo anche un colloquio preventivo direttamente con la segreteria generale. Capiamo che è la prima volta dal dopoguerra che si parla di revoca del Presidente del Consiglio comunale, ma sarebbe opportuno e corretto avere ben chiaro come si svolgono anche questo tipo di inusuali procedure, per evitare spiacevoli errori. Le modalità stesse di votazione della revoca non sono descritte nel regolamento. Un vuoto normativo che ha portato ad una interpretazione degli uffici e che ci auguriamo sarà presto sanato.


Comunicato congiunto delle opposizioni in Unione - Ecco la partecipazione ai consigli di Giunta e maggioranza...

Con i tanti conferimenti di funzioni e servizi già avvenuti dai Comuni all'Unione della Romagna faentina, il Consiglio di quest'ultima, come organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, dovrebbe ricoprire un ruolo sempre più importante e di rilievo.

Parliamo di un ente di secondo grado, formato da nominati, al quale si stanno trasferendo tutte le competenze comunali, con un grosso deficit di democrazia.

Con questi presupposti sarebbe perlomeno auspicabile che il Consiglio dell'Unione lavorasse con il massimo dell'impegno, della serietà e dell'efficienza.
Ed invece, la deriva fatta di mancanza di interesse e partecipazione della Giunta e della maggioranza, ieri, Venerdi 18 Novembre, ha avuto il suo apice.

Nella sala consiliare faentina, alle 18.00, orario della convocazione della seduta del Consiglio dell'Unione, il numero legale, cioè la metà dei consiglieri più uno, pari a 13 unità, è stato raggiunto di misura all'ultimo minuto e il Presidente Malpezzi era l'unico componente della Giunta presente.
Ben tre delibere in discussione all'ordine del giorno sono state dichiarate non immediatamente eseguibili causa il numero di voti favorevoli troppo basso...

I lavori sono potuti cominciare e terminare SOLO grazie alla presenza dei componenti dell'opposizione, che sono rimasti in aula per un senso di rispetto nei confronti delle Istituzioni e della cittadinanza.
Altrimenti la seduta sarebbe stata sospesa!

Noi non ci stiamo, tutto questo è inaccettabile, i cittadini devono sapere cosa succede all'interno dei palazzi.
VERGOGNA!

I cinque Consiglieri di opposizione presenti in aula,

Necki Edward Jan, Capogruppo L'Altra Faenza
Palli Andrea, Capogruppo Movimento 5 Stelle
Cericola Tiziano, Capogruppo Rinnovare Faenza
Laghi Dario, Capogruppo Gruppo Misto
Casadio Oriano, Gruppo Misto