Vi raccontiamo quattro anni di Consiglio comunale....verso il 2020

Sabato 28 Settembre, dalle ore 15
presso il Circolo dopo lavoro ferroviario
Via S. Maria dell'Angelo, 24 - Faenza

Il Movimento 5 Stelle di Faenza vi racconterà quattro anni di Consiglio comunale.
Sarà un momento di confronto, di dibattito e di informazione, insieme ai nostri ospiti.
Saranno presenti, ovviamente, i nostri Portavoce COMUNALI, Massimo Bosi, Andrea Palli e Marilena Mengozzi ma anche i nostri Portavoce in REGIONE e tantissimi Portavoce alla CAMERA, al SENATO e al PARLAMENTO EUROPEO.
Ripercorreremo insieme, documenti e dati alla mano, gli anni di opposizione all'interno del Consiglio comunale di Faenza, dal 2015 ad oggi: dalle nostre battaglie storiche, alle tappe più importanti, fino ai sogni chiusi ancora in un cassetto.
Senza dimenticare di socializzare, mangiando e bevendo qualcosa tutti insieme con un aperitivo a buffet!

Qui l'evento su Facebook con tutti gli aggiornamenti e i nomi degli ospiti presenti.

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Nomina dei consiglieri comunali in Unione: un insulto al buon senso che conferma quanto da noi sempre sostenuto...

Ieri sera durante il Consiglio comunale di Faenza si è svolta la nomina dei rappresentanti dello stesso in seno al Consiglio dell'Unione della Romagna Faentina, dopo il cambio dello Statuto e le recenti elezioni in diversi comuni del nostro territorio. Quattro erano i consiglieri di opposizione da nominare, quattro i gruppi attualmente rappresentati. Il buon senso diceva, quindi, di eleggere un esponente per ogni gruppo. A nove mesi dal voto faentino, speravamo che la ragionevolezza avrebbe avuto la meglio sulle antipatie politiche, sulle ripicche, sui calcoli e le manovre da campagna elettorale (già abbondantemente in corso...) e invece, no, purtroppo non è andata così. Venendo meno agli accordi presi precedentemente (e non è la prima volta...), la Lega ha deciso, comunicandocelo solo poche ore prima del Consiglio, di votare per due esponenti del proprio gruppo consiliare, lasciando fuori Edward Necki de l'Altra Faenza. E così è andata, con l'appoggio di Cericola. Scelta legittima, ma per noi sbagliata e non condivisibile, come dimostrato dal nostro voto, corretto e coerente. I consiglieri eletti, quindi, sono stati Cericola di Rinnovare Faenza (centro destra), Padovani e Fantinelli della Lega e il nostro Portavoce Palli. Ora vedremo se i nuovi consiglieri parteciperanno attivamente ai lavori dell'Unione dando il loro contributo o se preferiranno passare il tempo in campagna elettorale permanente ( i precedenti non sono dei migliori...). Qualcuno potrebbe accusarci di aver avuto un comportamento simile quando qualche anno fa avallammo con il nostro voto l'esclusione della Lega dal Consiglio dell'Unione. Niente di più falso. Le due cose non sono paragonabili. Allora, semplicemente, non ce la sentimmo di votare un altro esponente leghista dopo che due di loro erano decaduti dal Consiglio comunale per cumulo di assenze non giustificate e lo stesso aveva fatto il loro esponente in Unione poco dopo. E, per di più, non nominammo al loro posto un nostro rappresentante, ma un consigliere di un altro gruppo.

Di certo questa votazione conferma palesemente quello che noi diciamo da mesi. E cioè che il cambio dello Statuto dell'URF fatto in questo modo non funziona e non raggiunge assolutamente uno dei più importanti obiettivi che si era prefissato: quello di porre rimedio al deficit di rappresentanza. Bastava garantire la presenza di un componente per ogni gruppo dei vari consigli comunali dell'Unione (come noi avevamo più volte inutilmente proposto...) e invece si è deciso, in base a logiche di spartizione, di alzare spropositamente il numero dei consiglieri, senza risolvere nessuna criticità. Così, infatti, i gruppi più numerosi, in base a calcoli e dinamiche politiche locali, possono fare il bello e il cattivo tempo e decidere a proprio piacimento di lasciar fuori consiglieri che rappresentano interi gruppi e conseguenti bacini di voti popolari, anche importanti. E così (tra lo stupore del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza?!?!) è accaduto alla prima occasione...e chissà quante altre volte accadrà... Siamo al paradosso: i consiglieri dell'URF saranno quasi quaranta, ma nulla è cambiato e il deficit di rappresentanza permane e permarrà.

Un organo di secondo livello continua a stravolgere la rappresentanza delle elezioni di quattro anni fa.
Ma non con il nostro avvallo, non con il nostro voto.


“LIBERI E UGUALI”...MA CON IL PIEDE IN DUE STAFFE...

Con la nascita di “Liberi e Uguali”, il “nuovo” ennesimo partito con cui la sinistra tenta di riciclarsi, guidato da Pietro Grasso e formato dall'unione di MDP, SI e Possibile, anche nel Consiglio comunale di Faenza ci troviamo di fronte all'ennesimo paradosso politico all'italiana...

Liberi e Uguali può infatti contare su un esponente in opposizione, Necki de L'Altra Faenza (SI) e su tre in maggioranza, Ortolani, Visani e Degli Esposti di MDP.

Dando per scontato (?) che Necki non entrerà in maggioranza con il Pd, ci chiediamo che cosa aspetta, a questo punto, la compagine di MDP ad uscire dalla maggioranza stessa, in linea con le dichiarazioni e le azioni messe in campo a livello nazionale (una maggioranza, tra l'altro, sempre più instabile dopo i dissidi interni a La Tua Faenza).

Chi si definisce forza di sinistra, non può avere nulla a che fare con questo Pd, tanto meno a Faenza, roccaforte renziana.

Si tratterebbe di un gesto di coerenza e dignità, che dovrebbe andare oltre agli accordicchi locali e, soprattutto, alla poltrona di un assessorato...

Attendiamo fiduciosi.


VERGOGNA A FAENZA: IL CAOS ALL'INTERNO DELLA MAGGIORANZA TIENE IN OSTAGGIO IL CONSIGLIO COMUNALE PER QUATTRO ORE!!

Ieri sera in Consiglio comunale si è consumata una delle pagine più nere e vergognose della storia del centro-sinistra faentino, da sempre al governo questa città. Episodio che ha dimostrato la vera essenza di questa amministrazione. Durante l'elezione del Presidente del Consiglio comunale, la maggioranza si è resa protagonista di uno spettacolo indegno, di una sceneggiata ridicola, inaccettabile e irrispettosa nei confronti dell'aula e dei cittadini faentini, che ha palesato tutte le spaccature e i dissidi tra le loro correnti interne. Rispecchiando in pieno la situazione nazionale.

Uno psicodramma durato quattro ore (togliendo spazio a ben più interessanti discussioni), con sette votazioni successive che non hanno raggiunto il quorum necessario, tra sospensioni continue e prolungate, riunioni improvvisate di maggioranza in cui sono volati gli stracci, tensioni, preoccupazioni, caos, facce scure, urla, parole grosse, minacce, telefonate, arrivi inaspettati di consiglieri assenti richiamati urgentemente e inutilmente all'ordine, presenza in pompa magna di tutti gli stati generali del partito: segretario, consigliera regionale, staff e fedelissimi del Sindaco, accorsi prima per controllare che il diktat venisse osservato e poi per cercare di risolvere la questione...Uno spettacolo davvero incredibile, a cui ogni cittadino faentino avrebbe dovuto assistere. Causato, certamente, anche dalle nuove modalità di votazione pretese dalla minoranza che garantivano per davvero la segretezza del voto e la non influenza dello stesso. Cosa che dimostra quanto possono essere state falsate le tante votazioni passate...

Ma la cosa più grave è che hanno fatto tutto da soli, avendo fin dall'inizio il tempo e i numeri necessari per eleggersi tranquillamente il loro Presidente. L'opposizione, d'altro canto, non poteva essere più collaborativa di così. Abbiamo proposto nei giorni precedenti alcuni nomi del Pd che avremmo sostenuto in alternativa a quello presentato, e poi, visto il leggittimo rifiuto degli stessi, quello di Cavina, esponente anch'esso della coalizione di maggioranza, che abbiamo continuato a votare coerentemente fino alla fine. Viste le difficoltà che si sono palesate, bastava convergere su quel nome e sarebbe sato eletto un Presidente a larga maggioranza, dando un segnale importante di condivisione da parte di tutto il Consiglio. Ma, niente da fare, si sono intestarditi sul nome della Campodoni, imposto dalla corrente renziana del Pd faentino, con in testa un arrogante Sindaco Malpezzi. Candidatura divisiva non benvoluta non solo dall'opposizione, ma anche da Insieme per Cambiare, forza politica in seno alla maggioranza (che forse ha sfruttato questa occasione per provare ad affermarsi, vendicandosi del poco coinvolgimento politico di questi mesi), e da altri franchi tiratori facenti parti dello stesso PD. Tornati tutti in carreggiata e piegati agli ordini di scuderia solo dopo l'ennesima riunione di maggioranza a porte chiuse, questa volta con la presenza della potente consigliera regionale Rontini, di ritorno dalla direzione romana del Pd.

Che si sono detti? Cosa è stato promesso ai due consiglieri di Insieme per Cambiare (e, di conseguenza, all'altro franco tiratore interno al Pd), che si erano dimostrati duri e irremovibili per sette votazioni? Capiamo che c'era in ballo un buon stipendio, e forse questo è stato la causa di tutti i dissidi, ma la stessa Campodoni, invece di aspettare paziente il suo “premio”, poteva e doveva avere la decenza e il buon gusto di farsi spontaneamente da parte dopo qualche votazione andata a vuoto.

Ora la domanda è una: esiste ancora una maggioranza credibile, che abbia i numeri necessari per governare? Secondo noi non ci sono più i presupposti. Se non sono in grado di eleggersi un Presidente del Consiglio come possono pensare di portare avanti in maniera condivisa le scelte politiche necessarie per il bene della cittadinanza faentina? Insieme per Cambiare e l'Assessore Piroddi fanno ancora parte della maggioranza? Ci sarà un rimpasto di governo della città?

Ci auguriamo che la maggioranza si renda conto della situazione in cui si trova e che in questi giorni nella direzione del Pd locale qualcuno abbia la decenza di fare un passo indietro. Siamo di fronte ad un partito che nulla ha di democratico, dove non c'è il coraggio dell'espressione del dissenso e il voto di contestazione si esprime solo quando non conta nulla. La regola determinante è sempre la stessa: stare nei ranghi e mettersi in fila. Il sistema assicura che arriverà il momento per ritirare la propria ricompensa.

Faenza non può essere governata in questo modo, non è questo lo spettacolo che può e deve dare il Consiglio comunale. Abbiamo bisogno di una maggioranza coesa, unita e desiderosa di far bene, non di guerre intestine e di rese dei conti interne, di occupazione, spartizione e personalizzazione. Non certo qualità che chi amministra nell'interesse della cittadinanza e della comunità faentina deve mettere in campo.

Se questi sono quelli competenti e preparati, allora siamo messi male.
Ora basta, ieri sera abbiamo toccato il fondo. E' ora di risalire.