Faenza: esiste ancora una maggioranza coesa, credibile e solida?

Lo spettacolo offerto da questa maggioranza, durante la recente elezione del Presidente del Consiglio comunale, è stato davvero pessimo e senza precedenti.

Le lacerazioni e le divisioni tra le correnti interne al Partito Democratico, culminate con la scissione nazionale, hanno avuto ripercussioni anche in questo consesso, con l’uscita dal Pd di tre consiglieri comunali ed un Assessore.
Se è vero che i fuoriusciti hanno manifestato l’intenzione di voler continuare a sostenere l’amministrazione, non sono comunque mancate pesanti accuse politiche reciproche, anche a mezzo stampa.

Un’altra forza politica di maggioranza facente parte della Giunta ha più volte, a mezzo stampa, messo in dubbio il proprio sostegno all’amministrazione.

Abbiamo presentato una interpellanza, che sarà letta Lunedì prossimo in Consiglio comunale, in cui abbiamo chiesto al Sindaco Malpezzi se Faenza può ancora contare su un’amministrazione coesa, unita, credibile e solida e se, nonostante i dissidi tra le correnti interne ai partiti che compongono la maggioranza, permangono i presupposti necessari per un governo della città all’altezza del proprio compito.

Mozione sull’interruzione di gravidanza: il de profundis della sinistra faentina

Nonostante siano trascorsi 38 anni dall’entrata in vigore della legge 194, evidentemente dobbiamo ancora vigilare perchè l’interruzione volontaria di gravidanza sia un diritto delle donne e non la concessione di uno “stato paternalista”, costantemente impegnato ad erodere le possibilità concrete di applicazione della legge stessa.

La mozione presentata Lunedì 3 Ottobre in Consiglio dal gruppo de “La Tua Faenza” è, secondo noi, indiscutibilmente figlia di questo pensiero “paternalistico”.
Purtroppo, anche la versione emendata dal Pd, leggermente migliorata, non cambia nulla nella sostanza, che è quella di considerare le donne incapaci di intendere e di volere.

Chiedere che l’Azienda Sanitaria Locale imponga ad una persona adulta, che ha compiuto una scelta libera se pur dolorosa, un colloquio con i servizi sociali, con l’intento di farle cambiare idea, equivale a non riconoscerne la piena capacità di autodeterminazione.
Visto che stiamo parlando di un diritto, sarà la donna , eventualmente, ad attivare i servizi sociali se ritiene di averne la necessità.

Ma non basta… se questa donna si dovesse ripresentare per una ulteriore interruzione di gravidanza la mozione prevede di richiedere ben due colloqui di sostegno psicologico…come dire: “questa donna è recidiva, dovrà pur avere delle turbe…”

Sembra di fare un tuffo nel passato, in quel mondo in cui si pensava che le donne da sole non fossero in grado di prendere decisioni perchè psicologicamente troppo deboli, preda di sbalzi umorali che ne inficiavano la capacità di giudizio.

Quell’assistente sociale che si vorrebbe imporre ai colloqui ricorda tanto quel tempo oscuro, ma purtroppo non così lontano.

Abbiamo assistito lunedì alla fine, al de profundis, della sinistra faentina che non può certo definirsi progressista, laica e a favore dei diritti e poi votare un documento come questo.

Per il M5S questa mozione era ed è inaccettabile e il nostro voto è stato convintamente contrario.