GRANDE RISULTATO DEL M5S FAENZA: APPROVATO L'AVVIO DELLA SPERIMENTAZIONE DEL PROGETTO “BIKE TO WORK” SUL NOSTRO TERRITORIO

Il M5S Faenza ha presentato nella seduta di ieri un Ordine del Giorno (qui il testo del documento e qui i due allegati allo stesso: 1 - 2) per chiedere l'avvio della sperimentazione del progetto “Bike to Work” nel nostro territorio.

Si tratta di promuovere ed incentivare, tramite un preciso regolamento, l'utilizzo della bicicletta per gli spostamenti casa/lavoro. Progetto, già realtà in altri comuni italiani, tra cui quello di Massarosa (LU) segnalato nel documento come esempio da cui partire, con le opportune modifiche del caso stilate in base alle caratteristiche e alle peculiarità del nostro territorio.

Un'iniziativa valida, interessante e concreta, facilmente ed in breve tempo attuabile, con un costo molto basso per l'amministrazione, finanziabile, ai sensi di legge, con una piccola parte dei proventi delle violazioni al codice della strada. Una goccia nel mare, ma sicuramente una misura virtuosa ed intelligente per focalizzare l'attenzione sulla promozione della mobilità sostenibile, sull'uso della bicicletta con tutte le sue conseguenze positive e su tutte le criticità che le limitano. E, soprattutto, per lavorare su una rivoluzione culturale necessaria e non più rimandabile.

Siamo soddisfatti ed orgogliosi che il Consiglio comunale abbia approvato all'unanimità l'Ordine del Giorno ed abbia impegnato l'amministrazione ad avviare in Commissione il percorso di discussione, che porterà alla stesura del regolamento e all'avvio della sperimentazione.

Ci auguriamo, come da noi auspicato, che questo possa avvenire in tempi brevi, diversi rispetto quanto visto fin'ora, per esempio, con il baratto amministrativo e le misure sulla promo-commercializzazione turistica. Lavoreremo perchè ciò accada.


La raccolta differenziata paga!

E’ di questi giorni la notizia che il comune di Parma, in base alla nuova legge sui rifiuti dell’Emilia Romagna, incasserà 700.000 euro d’incentivo per il risultato in termini di qualità e quantità della sua raccolta differenziata.

Ora, a parte i complimenti all’amico Pizzarotti, facciamo notare che lui si è installato un anno dopo il nostro sindaco Malpezzi, in una città dove la raccolta differenziata di fatto non esisteva, ed ha fatto partire subito il porta a porta (PaP); da noi, quando Malpezzi è arrivato, era già in atto la sperimentazione in tre frazioni e nel programma di mandato aveva previsto l’estensione a tutta la città, entro il 2015.

Cosa è successo? E’ successo che il nostro gestore della raccolta non ama la PaP ed ha convinto (senza grande fatica) Malpezzi a dire che questa raccolta spinta non è conveniente e che quindi si procederà (con calma) in altro modo.
Due balle e due danni allo stesso tempo: 1) la Pap conviene per la maggior valorizzazione della differenziata e per i minori costi di invio in discarica, con cui si assorbono i costi iniziali per le attrezzature e quelli della manodopera (a proposito: si creano, concretamente, anche molti posti di lavoro!) 2) chi è partito dopo di noi prende gli incentivi e noi continuiamo a scaricare e bruciare rifiuti recuperabili.

Su quali specchi continuerà ad arrampicarsi il nostro inefficiente sindaco?
Il governo della città deve perseguire il bene comune e non gli interessi delle lobby!