INCENDIO CAVA ZANNONA: LE PERPLESSITA' DEL M5S
Gli interventi messi in campo hanno dimostrato che la situazione è stata sottovalutata, minimizzando i rischi e le misure adottate, complice forse la situazione agostana di ferie e la minor presenza di persone sul territorio.
Parlare di incendio circoscritto con riferimento ad una quantità di materiale incendiabile di notevole entità, anche se in un sito di per sé isolato, dà la misura del fatto che non si è pensato a misure tempestive e straordinarie che la situazione, in realtà grave, avrebbe richiesto.
La strategia attuata è stata quella di lasciare bruciare il materiale, incuranti dei disagi e dei rischi per i cittadini residenti nelle immediate vicinanze, sicuramente molto esposti, e di aver sottostimato come i fumi avrebbero potuto raggiungere e danneggiare anche zone molto distanti dal luogo dell'incendio.
L'amministrazione, molto sensibile ai danni subiti dalle aziende, non ha dimostrato altrettanta sensibilità per chi è risultato danneggiato dalla qualità dell'aria ammorbata dall'incendio.
Aria che, nonostante le rassicurazioni, si è rivelata inquinata, con i valori di diossina oltre i limiti.
Questa situazione avrebbe richiesto l'attivazione di misure straordinarie e, se la soluzione corretta è stata quella di soffocare l'incendio con materiale inerte, si sarebbe dovuti intervenire da subito massicciamente, senza lasciare soli in prima linea i Vigili del Fuoco appoggiandosi alle limitate risorse del sito/territorio.
Encomiabile il lavoro dei pompieri e di chi tardivamente è stato chiamato ad intervenire, non senza rischi, per la copertura delle masse incendiate, ma inadeguato quello di chi deve prendere decisioni sulle modalità di intervento.
Di certo, le domande (che altri hanno già posto e a cui ci auguriamo le inevitabili indagini sapranno rispondere) non mancano: cosa ha causato l'incendio?
Ci sono responsabilità?
Tutte le norme di sicurezza sono state rispettate?
Il materiale era adeguatamente stoccato ed accumulato?
Era presente in quantità eccedente?
Sulla questione non mancheremo di presentare una interpellanza in Consiglio comunale alla ripresa dei lavori.
Ad ogni modo, che l'Ambiente sia gestito in modo approssimativo e che la nostra salute sia aspetto non adeguatamente tutelato, trova, nel faentino, un'altra conferma.
Essere virtuosi? Si può e si deve!
LUNEDÌ 27 APRILE / ORE 20.30 / FAENZA / SALA DELLE ASSOCIAZIONI VIA LADERCHI, 3/A
RIFIUTI ZERO! Attraverso l'attuazione di concrete ed efficaci alternative all'incenerimento e al conferimento in discarica. Una Faenza a Rifiuti Zero è possibile! L'unica mancanza è la volontà politica di farlo.
ACQUA PUBBLICA! Cosa è successo dopo il referendum del 2011? Perchè non c'è stata la reale volontà politica di dare atto alla ri-pubblicizzazione dell'acqua, anche a Faenza?
Ne parliamo con:
Federica Daga: Deputata M5S e Membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici
Marco Vagnozzi: Presidente del Consiglio comunale di Parma
Interverranno:
Massimo Bosi: candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle Faenza
Mattia Merendi: Comitato Contro gli Inceneritori a Faenza (CIF)
Linda Maggiori: Comitato Rifiuti Zero Faenza
Damiano Cavina: Comitato acqua Pubblica Faenza
Ingresso gratuito. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
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La verità sul nuovo inceneritore Caviro
Come ormai molti sanno Enomondo Srl ha intenzione di eseguire una serie di interventi sulla esistente centrale termoelettrica di Via Convertite, presso la cooperativa Caviro. Facciamo un pò di chiarezza sulla situazione attuale e su quello che ci aspetta.
Attualmente Caviro dispone di 4 caldaie all’interno del proprio stabilimento. L’Autorizzazione Integrata Ambientale 1423 del 26/4/2012 rilasciata dalla Provincia di Ravenna a Caviro Distillerie ed Enomondo Srl permette alle stesse di utilizzare una sola caldaia mentre le tre caldaie rimanenti sono spente e lasciate come “riserva fredda” e attivate solo in caso di emergenza; nella citata Autorizzazione Integrata Ambientale viene fissato il limite massimo di Rifiuti che Caviro/Enomondo possono bruciare in attualmente 114.000 ton./anno di cui 13.000 ton./anno da Combustibile da Rifiuti.
E’ depositata in Provincia di Ravenna da parte di Enomondo una richiesta di “adeguamento ambientale della centrale termoelettrica esistente mediante integrale ricostruzione”, sottoposta a procedura di screening. Intestazione già di per sé fuorviante, in quanto non vi è nessun adeguamento ambientale proposto (come erroneamente sostenuto dalla società, dall’Amministrazione e riportato anche dagli organi di stampa), ma un aggravamento della situazione di inquinamento dell’impianto già esistente. Infatti le tre caldaie spente di cui sopra, verrebbero sostituite da una sempre in funzione con un aggravio del materiale combusto di 95.000 ton/anno (come si può leggere nella relazione tecnica di progetto) oltre alle 114 ton/anno già autorizzate, di cui 35.000 ton./anno da Combustibile da Rifiuti e sovvalli (quantità che verrà quasi quadruplicata). L’aggravio di inquinanti in atmosfera sarebbe conseguente.
Dire quindi che l’impatto ambientale sarà ridotto e le emissioni caleranno è un’affermazione palesemente falsa, in quanto vengono sostituite 3 caldaie spente con una attiva. Inoltre, l’aumento di traffico veicolare per conferire il materiale (al 94% in arrivo da fuori della Romagna) peggiorerà ulteriormente la situazione. Negli elaborati di progetto, perdipiù, non vi è alcun studio cumulativo con gli altri impianti presenti nella zona (Tampieri spa, Villa Pana, Dister Spa…). Va ricordato infine che, come si evince dagli elaborati grafici depositati dalla stessa Caviro-Enomondo, pur nei limiti di legge, le ricadute delle Diossine e di altri inquinanti generati dall’impianto in oggetto investono il centro urbano di Faenza.
Abbiamo presentato le nostre osservazioni alla Provincia di Ravenna chiedendo di rigettare tale progetto e di negare il rilascio di alcuna autorizzazione, in quanto tale intervento aggraverebbe una situazione ambientale già fortemente compromessa dalla quantità di impianti di incenerimento presenti nelle vicinanze e per le palesi inesattezze di progetto. Abbiamo inoltre presentato una interpellanza (leggi) all’Amministrazione faentina in cui abbiamo chiesto al Sindaco Malpezzi se sono a conoscenza di tutte le informazioni sopra riportate e se intendono intraprendere qualche azione per contrastare tale progetto ed informare la cittadinanza dei rischi che lo stesso comporterà per la loro salute. La battaglia del M5S Faenza contro questo impianto e a difesa della salute dei cittadini sarà decisa e serrata.
AGGIORNAMENTO - ESITO DELL'INTERPELLANZA
La risposta dell'Assessore Minzoni non ci ha certo convinto e rassicurato. Terremo alta la guardia e l'attenzione in relazione ad ogni sviluppo della vicenda. Qui potete vedere il video della discussione (potete saltare direttamente al minuto 34:32 cliccando sulle note sottostanti).




