Incontro pubblico sulle emissioni odorigine
Invitiamo tutti i cittadini faentini, soprattutto i tanti che da anni devono convivere con le maleodoranti emissioni odorigene, a partecipare numerosi all'incontro pubblico con alcuni esponenti dell'Associazione "Aria Pulita Marina di Ravenna e Porto Corsini", attiva da anni e senza appartenenze politiche, che parleranno della loro attività e dei risultati raggiunti e daranno indicazioni, sulla scorta delle loro esperienze, su quanto e come conviene operare anche nel nostro territorio.
L'incontro si svolgerà Mercoledì 20 Febbraio 2019, dalle ore 21.00, all'interno della riunione del Consiglio del Quartiere Centro Nord, nella sede del Centro Sociale Pertini in Via Medaglie d'Oro, 104.
Basta lamentarsi, è ora di passare ai fatti, organizzarsi ed agire!
NON MANCATE!
Alt della Provincia all'inceneritore Enomondo. Si passa alla procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA)
Siamo lieti che la Giunta Provinciale abbia deliberato, ad unanimità di voti, di assoggettare il progetto di Enomondo srl per l’adeguamento della centrale termoelettrica esistente ad ulteriore procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA).
Ciò significa che la documentazione presentata da Enomondo non è sufficiente ad ottenere i permessi per la realizzazione del progetto di ampliamento della centrale termoelettrica di Via Convertite, Faenza.
In particolare, la Delibera della Giunta Provinciale dichiara testualmente che “il progetto potrebbe avere impatti negativi e significativi sull’ambiente” portando la seguente motivazione: “pur considerando che si avrà una riduzione dei punti di emissione da tre ad uno e che quest’ultimo deriverà da un impianto tecnologicamente più avanzato, non si può al momento escludere che il progetto, trattandosi comunque di un potenziamento sia in termini di energia prodotta sia in termini di rifiuti e biomasse trattate, possa avere impatti negativi e significativi sull’ambiente e che pertanto possa essere più compiutamente valutato tramite procedimento di VIA.” Si concretizza, quindi, quanto noi del Movimento 5 Stelle abbiamo sempre detto, cioè che l’impatto sull’ambiente sarà fortemente negativo. E proseguiamo nella nostra convinzione che sia assolutamente da respingere qualsiasi richiesta di aumento di combustibile, di qualsiasi entità essa si tratti.
Notiamo che questa decisione viene presa dopo l’ultimo Consiglio Comunale nel quale Malpezzi sollevava proprio la richiesta di ulteriori verifiche e ipotizzava la procedura di VIA. Crediamo quindi che il Sindaco, il quale ha sempre sostenuto si non poter in nessun modo impedire la realizzazione del progetto, debba ricredersi e convincersi che può ostacolare lo scellerato progetto, magari prendendo ad esempio Comuni più virtuosi: il Sindaco del Comune di Forlì ha incaricato uno studio terzo, il DICAM (Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica Ambientale e dei Materiali dell’università di Bologna), per analizzare il progetto dell’inceneritore Mengozzi di Forlì. Riteniamo quindi opportuno che, qualora Enomondo decidesse di proseguire con la procedura di VIA, il Comune faccia la propria parte per verificare la fattibilità.
Modifica zonizzazione acustica alla Caviro. Un voto sconfortante, una cecità assoluta
Qui potete vedere il video dell'intervento del Consigliere del M5S Palli durante il Consiglio comunale di ieri sera (ultimo punto dell'Odg, dal minuto 03.54.49 - scorrendo il menù a tendina sottostante potete andare direttamente alla parte del video desiderata).
Nel Consiglio della scorsa consiliatura del 15 Dicembre 2014 in trasferta a Reda (quello dell'approvazione del tristemente famoso Odg sulla famiglia naturale – il PD era davvero in formissima quella sera...) fu approvata la prima parte della delibera in questione.
Quella della variante urbanistica per trasformare 21 mila metri quadrati di terreni agricoli confinanti con l'azienda Caviro in lotti urbanizzati da cementificare (capannoni e piazzali per trito-vagliatura della biomassa).
Il documento fu presentato quando non si sapeva ancora niente del nuovo inceneritore Enomondo (o meglio la cittadinanza e l'opposizione non sapevano niente, l'amministrazione si).
Poi guarda caso, due giorni dopo, il 17 Dicembre, Enomondo presenta il progetto in Provincia.
Progetto di realizzazione del nuovo inceneritore a cui ieri sera in Consiglio l'amministrazione ha definitivamente aperto la strada con l'approvazione della seconda parte della delibera, che prevede la modifica della zonizzazione acustica dalla classe 3 alla 5.
Questa è la realtà.
In commissione e in Consiglio il PD ha ribadito che questa delibera non c'entra nulla con la realizzazione o meno della nuova caldaia, ma che questo capannone servirà a spostare nella zona dell'azienda la lavorazione delle biomasse per l'impianto già esistente.
Formalmente è vero, siamo d'accordo.
Ma nella realtà, questi piazzali e questi capannoni saranno utilizzati anche e soprattutto quando il nuovo progetto Enomondo andrà in porto e la quantità di biomasse da lavorare sarà di molto superiore.
Raccontare il contrario, dire che le due cose non sono collegate, significa continuare a prendere per i fondelli i cittadini.
Al primo Consiglio utile siamo ancora qui ad avvallare gli inceneritori, alla faccia del cambiamento sperato con la nuova Giunta, alla faccia dei tantissimi cittadini che hanno espresso la loro contrarietà a questa operazione, alla faccia del Comitato Cif appositamente nato che ha raccolto migliaia di firme.
Noi ribadiamo nuovamente la nostra contrarietà a questo progetto perchè secondo noi andrà ad aggravare la già critica situazione.
Verranno sostituite tre caldaie spente o poco utilizzate con una attiva, non è possibile continuare ad affermare che le immissioni diminuiranno...
D'altronde anche nell'ultima relazione sul bilancio emissivo depositata in Provincia c'è scritto chiaramente che nei prossimi 5 anni si inquinerà di più, per poi arrivare, secondo la società, ad una fantomatica emissioni zero...
Bilancio molto ottimista, che noi, in base alle tante anomalie del progetto, non condividiamo assolutamente.
Ora Caviro dispone di 4 caldaie, una attiva e tre lasciate spente come riserva fredda e attivate solo in caso di emergenza per 1000 ore all'anno di funzionamento. Queste tre vengono sostituite con una sempre in funzione per 7.800 ore all'anno (basta leggere la relazione tecnica).
Questa sarà anche migliore e di ultima generazione ma andrà a bruciare più materiale che si sommerà alle 114 tonn/annue già autorizzate nell'impianto attualmente attivo (di cui 35.00 da CDR) Alla faccia della dichiarazione assolutamente falsa ed inaccettabile dell'Amministratore delegato di Caviro Celotti, che qualche giorno fa in un allucinante articolo spottone sull'azienda sosteneva testuale che “attualmente alla Caviro non si brucia CDR”. Per quanto ci riguarda si può solo vergognare di fare questa disinformazione.
L'aumento di quantità di CDR bruciato, presente subito in grande quantità nel progetto, è stato ritirato da Enomondo, solo grazie alle polemiche dei mesi scorsi che hanno convinto l'amministrazione a fare pressioni sull'azienda.
Noi siamo contro agli impianti a biomassa, che non sono altro che veri e propri inceneritori.
Il Comune impedisce giustamente ai singoli cittadini di bruciare sfalci e potature, non può poi autorizzare la combustione degli stessi materiali a gruppi societari che spacciano tale processo di combustione come produzione di energia verde.
Qualsiasi impianto che fa ricorso alla combustione (biomasse, cdr...) immette nell'aria fumi tossici che contengono nanoparticelle estremamente dannose per la salute umana.
Ormai sono centinaia gli studi che lo dimostrano, non lo dicono solo i grillini.
Altro che i camini del sindaco...
Da tempo assistiamo ad una incontrollata proliferazione di questi impianti anche sul nostro territorio.
Tutto è dovuto esclusivamente al sistema di incentivazione rappresentato dai Certificati Verdi (dati a chi produce energia da fonti rinnovabili, ma elargiti anche a biomasse e in parte agli impianti a CDR, grazie ai nostri governanti che si sono succeduti in questi anni che hanno aggiunto nella legge la parola “e assimilati” dopo “fonti rinnovabili”...).
Si è innescato un processo speculativo, alla faccia della salute dei cittadini, che spinge a dismisura questi impianti a discapito delle vere fonti rinnovabili, distorcendone il mercato.
Questa speculazione vede in prima fila i grandi gruppi industriali, come Caviro e come le altre nostre distillerie, che costruiscono al loro interno impianti grandi o enormi che producono una grande quantità di energia, ben oltre l'autoconsumo, che viene poi rivenduta in rete.
Aziende che si sono gettate all'interno di questo “mercato assistito” come mosche sul miele, dove il miele è rappresentato dalle nostre bollette elettriche, alla voce A3.
Per noi bisogna andare verso lo stop ad adeguamenti e ampliamenti degli impianti esistenti, il divieto a costruirne dei nuovi, la lotta alla combustione verde, la tassazione della quantità di energia prodotta da combustione eccedente all'autoconsumo, il ritorno della gestione dei rifiuti “in house”, la raccolta differenziata porta a porta e la strategia Rifiuti Zero.
Tutto questo è stato ribadito ieri sera in aula dal Consigliere Palli del M5S che ha concluso il suo intervento annunciando il voto contrario del proprio gruppo ed invitando tutto il Consiglio ad avere almeno uno scatto di buon senso e dignità, aderendo all'appello del Comitato Cif e delle altre associazione ambientaliste uscito in questi giorni, sospendendo e rimandando a data da destinarsi la discussione del documento. Perlomeno dopo che tra pochi giorni la Provincia comunicherà il risultato dell'esame condotto sui documenti presentati dalla società, scegliendo tra approvazione definitiva, diniego o trasformazione della procedura di screening in una Valutazione di Impatto ambientale che consisterà in una ripubblicazione della documentazione.
Facendo poi, insieme alla società Enomondo, totale chiarezza sul progetto.
Purtroppo l'appello è caduto nel vuoto e la delibera è passata con i voti della maggioranza.
Un comportamento davvero triste e sconfortante che dimostra, ancora una volta, la cecità assoluta del Partito Democratico in tema di salvaguardia dell'ambiente e tutela della salute.
La Cisa deve vivere. Faenza deve lavorare.
Il M5S di Faenza ha partecipato alla manifestazione dei lavoratori CISA–Allegion di sabato scorso, per contrastare l’ennesimo atto di demolizione dell’economia della nostra città, che fin dal primo dopoguerra è sempre stata un centro di eccellenze e che ora, bidonata da tutti, si trova a dover fronteggiare una crisi occupazionale ed imprenditoriale che sembra senza sbocchi.
Faenza città della CISA, eccellenza mondiale delle serrature, che Errani (ora residente a Montecarlo) sbolognò dopo una lunga faida con la famiglia Bucci e che ora i vampiri americani di Allegion vogliono seppellire con i suoi 550 lavoratori, dopo aver succhiato il marchio che rappresenta il 60% del mercato italiano, da produrre all’estero, e lasciando probabilmente sottosuolo e falde acquifere contaminati da velenosi organoclorurati.
Faenza città dell’OMSA, la più vecchia delle grandi aziende faentine, marchio leader nazionale per decenni e decenni, che la proprietà ha chiuso licenziando i 350 dipendenti (ma erano stati anche alcune migliaia) per andare a produrre in Serbia.
Faenza città della Confruit, leader nazionale dei succhi di frutta a marchio e biologici, che l’imprenditore Carlo Bucci (oggi residente in Svizzera) sbolognò alla multinazionale Del Monte e poi, dopo una breve parentesi con un pool di imprese locali, fu fagocitata da La Doria, che di fatto trasferì tutte le produzioni in Campania e 200 dipendenti per strada.
Faenza città de La Faenza, marchio di pregio mondiale delle piastrelle di ceramica, che dopo una sciagurata gestione venne rilevata dalla Cooperativa ceramica d’Imola, che ora parla insistentemente di ristrutturazioni con perdita di diverse centinaia di posti di lavoro.
Faenza città della PAF, oggi Agrintesa, che da azienda di riferimento della frutticoltura nazionale è diventata la cooperativa colosso che fa espiantare i pescheti ai propri soci (o che paga le pesche meno di 30 centesimi al chilo) e che fa trade dalla Spagna per rifornire la GDO.
Faenza città di Caviro e Tampieri, oltre 800 dipendenti in due, che di fatto sopravvivono di contributi pubblici, ammorbando l’aria con i loro inceneritori.
Questi sono i principali esempi di un sistema economico cinico e tritacarne, che travolge tutto e tutti, che toglie alle nostre famiglie la dignità conquistata con i sacrifici di generazioni e che la politica dominante serva della finanza continua a venderci come l’unico possibile, dando quotidianamente mazzate ad una popolazione ogni giorno più disperata.
Sabato abbiamo manifestato con i lavoratori CISA e contro tutto questo, mentre il renzianissimo sindaco diceva le solite parole a vanvera ed il renzianissimo senatore Collina, fautore della nuova legge sul lavoro girava tra la folla a parlare della bellezza delle loro riforme. Dove lo ritrovano il lavoro, con la vostra legge, quelli che a 40-50 -60 anni lo dovessero perdere oggi per il disimpegno di queste aziende succhiasangue, che con il territorio (e con l’etica) non hanno nessun legame?
Come abbiamo scritto sul nostro striscione sabato:
“Uniti per un altro modello di vita,
contro l’inconsapevolezza che ci rende vulnerabili,
contro la paura che ci rende plasmabili,
contro la finanza che ci vuole precari”
Un’altra economia è possibile; ma o si cambia, o si muore.
Questo purtroppo dobbiamo dirlo ai (troppi) faentini che sabato alla manifestazione non c’erano.
Gestione dei rifiuti, la figuraccia continua....
Ieri sera, all'incontro organizzato dalle associazioni ambientaliste, in una sala gremita di tanti cittadini faentini che hanno dimostrato che quando si parla di temi collegati alla tutela della salute, come quello della corretta gestione dei rifiuti, la partecipazione e l'interesse non mancano, abbiamo assistito all'imbarazzante figura del Sindaco uscente Giovanni Malpezzi.
Agitato e teso come una corda di violino e senza poter contare sulla consueta clac del PD (i pochi intervenuti del partito, visto il tema delicato - sicuramente non un punto di forza dell'amministrazione uscente - e il clima non proprio amichevole, hanno presto lasciato l'incontro), ha prima incredibilmente attaccato il M5S dicendo che ad Assemini, piccolo comune sardo amministrato dai 5 Stelle, non è stato fatto nulla sul tema della raccolta differenziata !?!?!?!?, per poi smentire i dati riportati ad inizio serata da Natale Belosi dell'Eco-Istituto di Faenza sulla sostenibilità ambientale ed economica della raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale (forniti da Arpa e non da qualche pericoloso grillino...). Dicendo che quel tipo di raccolta è troppo costoso e di difficile attuazione e negando ogni possibilità di attuarlo in futuro su tutto il territorio comunale. Bene, ora sappiamo chiaramente la posizione di Malpezzi su questo tema! Almeno non promette cose che non intende fare come nel 2010!
Poi non ha preso neanche in considerazione, al contrario di quanto sta facendo a Forlì l'Assessore Bellini, anche lui intervenuto nel dibattito (il confronto con l'Assessore uscente faentino Savini è stato a dir poco imbarazzante...), la possibilità di valutare la ripubblicizzazione della gestione dei rifiuti, passando dalla società per azioni Hera ad una società cosiddetta “in house”, dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, la completa sudditanza del suo partito alla multitutility.
Ha poi sfornato una serie di palesi bugie, scatenando fischi e urla del pubblico. Ribadendo nuovamente che l'ampliamento dell'inceneritore Enomondo alla Caviro non provocherà un aumento delle immissioni inquinanti (anzi, a sentire lui, l'aria migliorerà!?!?!), dichiarando che nello stesso si bruceranno solo biomasse e non rifiuti (cosa ancora da verificare e, comunque, come se il problema non fossero le conseguenze ambientali dovute alla combustione, ma il tipo di materiale combusto...) e che durante la votazione in aula, nel Dicembre scorso, della variante al piano regolatore che permetterà di trasformare 21 mila metri quadrati di terreni agricoli confinanti all’azienda in lotti urbanizzati da cementificare, al fine di ricavarne piazzali e capannoni, tutto il consiglio votò favorevolmente all'unanimità. Quando in realtà Barnabè, l'unico nostro consigliere presente in quell'occasione, uscì dall'aula, per la regola sul conflitto d'interesse, che forse Malpezzi non conosce bene. E, comunque, ad ogni modo, ancora non si sapeva del progetto del nuovo inceneritore.
Malpezzi ha poi completamente perso il controllo, quando un ex assessore all'ambiente faentino l'ha attaccato pubblicamente sui temi ambientali, ed ha cominciato nervosamente ad inveire appellandosi alla par condicio e rinfacciando al cittadino di essere spesso alla corte del patron di Caviro e BCC Secondo Ricci (da che pulpito...).
Il M5S Faenza invece, con il suo Portavoce Massimo Bosi, ha ribadito coerentemente e a testa alta, le sue idee e i suoi progetti che da dieci anni porta avanti in città, prima fuori e poi dentro le istituzioni. Strategia Rifiuti Zero, introduzione immediata della raccolta porta a porta con tariffa puntuale su tutto il territorio comunale, politiche ambientali che vadano verso la direzione del ciclo delle tre R (Riduzione, Riuso, Riciclo), studio e valutazione del passaggio alla gestione “in house” e lotta serrata agli inceneritori e a qualsiasi impianto a combustione.
Due video della serata:







