La verità sul nuovo inceneritore Caviro

Leggi l’interpellanza

Come ormai molti sanno Enomondo Srl ha intenzione di eseguire una serie di interventi sulla esistente centrale termoelettrica di Via Convertite, presso la cooperativa Caviro. Facciamo un pò di chiarezza sulla situazione attuale e su quello che ci aspetta.

Attualmente Caviro dispone di 4 caldaie all’interno del proprio stabilimento. L’Autorizzazione Integrata Ambientale 1423 del 26/4/2012 rilasciata dalla Provincia di Ravenna a Caviro Distillerie ed Enomondo Srl permette alle stesse di utilizzare una sola caldaia mentre le tre caldaie rimanenti sono spente e lasciate come “riserva fredda” e attivate solo in caso di emergenza; nella citata Autorizzazione Integrata Ambientale viene fissato il limite massimo di Rifiuti che Caviro/Enomondo possono bruciare in attualmente 114.000 ton./anno di cui 13.000 ton./anno da Combustibile da Rifiuti.

E’ depositata in Provincia di Ravenna da parte di Enomondo una richiesta di “adeguamento ambientale della centrale termoelettrica esistente mediante integrale ricostruzione”, sottoposta a procedura di screening. Intestazione già di per sé fuorviante,  in quanto non vi è nessun adeguamento ambientale proposto (come erroneamente sostenuto dalla società, dall’Amministrazione e riportato anche dagli organi di stampa), ma un aggravamento della situazione di inquinamento dell’impianto già esistente. Infatti le tre caldaie spente di cui sopra, verrebbero sostituite da una sempre in funzione con un aggravio del materiale combusto di 95.000 ton/anno (come si può leggere nella relazione tecnica di progetto) oltre alle 114 ton/anno già autorizzate, di cui 35.000 ton./anno da Combustibile da Rifiuti e sovvalli (quantità che verrà quasi quadruplicata). L’aggravio di inquinanti in atmosfera sarebbe conseguente.

Dire quindi che l’impatto ambientale sarà ridotto e le emissioni caleranno è un’affermazione palesemente falsa, in quanto vengono sostituite 3 caldaie spente con una attiva. Inoltre, l’aumento di traffico veicolare per conferire il materiale (al 94% in arrivo da fuori della Romagna) peggiorerà ulteriormente la situazione. Negli elaborati di progetto, perdipiù, non vi è alcun studio cumulativo con gli altri impianti presenti nella zona (Tampieri spa, Villa Pana, Dister Spa…). Va ricordato infine che, come si evince dagli elaborati grafici depositati dalla stessa Caviro-Enomondo, pur nei limiti di legge, le ricadute delle Diossine e di altri inquinanti generati dall’impianto in oggetto investono il centro urbano di Faenza.

Abbiamo presentato le nostre osservazioni alla Provincia di Ravenna chiedendo di rigettare tale progetto e di negare il rilascio di alcuna autorizzazione, in quanto tale intervento aggraverebbe una situazione ambientale già fortemente compromessa dalla quantità di impianti di incenerimento presenti nelle vicinanze e per le palesi inesattezze di progetto. Abbiamo inoltre presentato una interpellanza (leggi) all’Amministrazione faentina in cui abbiamo chiesto al Sindaco Malpezzi se sono a conoscenza di tutte le informazioni sopra riportate e se intendono intraprendere qualche azione per contrastare tale progetto ed informare la cittadinanza dei rischi che lo stesso comporterà per la loro salute. La battaglia del M5S Faenza contro questo impianto e a difesa della salute dei cittadini sarà decisa e serrata.

AGGIORNAMENTO – ESITO DELL’INTERPELLANZA

La risposta dell’Assessore Minzoni non ci ha certo convinto e rassicurato. Terremo alta la guardia e l’attenzione in relazione ad ogni sviluppo della vicenda. Qui potete vedere il video della discussione (potete saltare direttamente al minuto 34:32 cliccando sulle note sottostanti).

Forli-Cesena, i Comuni salutano Hera: sì alla società in house. E noi?

Passa nel Consiglio dei trenta Comuni la proposta di Forlì. La prova che se c’è coraggio e volontà politica un’amministrazione virtuosa può uscire dalla sudditanza nei confronti di HERA.

Cinque ore di discussione per “dare il benservito” a Hera. Il Consiglio locale di Atersir, partecipato dalla Provincia e dai trenta Comuni del forlivese e del cesenate, ha approvato i giorni scorsi con un’ampia maggioranza l’avvio del procedimento per costituire la società in house per la gestione della raccolta dei rifiuti, attualmente nelle mani di Hera. Su trenta Comuni, solo quattro hanno votato contro l’operazione. Un “risultato che parla da solo”, commenta l’assessore all’Ambiente del Comune di Forlì, Alberto Bellini, promotore della proposta che vuole riportare in mano interamente pubblica la gestione di raccolta dei rifiuti. Le prossime tappe – fa sapere l’assessore – sono “la scelta della società, la verifica del piano industriale e di tutti i criteri di legge. Ci siamo dati quattro mesi di tempo per arrivare all’approvazione dell’affidamento alla società in house. Ci vorranno poi circa sei mesi per l’attuazione”. Se tutto va bene nel 2016 dovrebbe partire il nuovo sistema.

E la nostra città e la nostra provincia che fanno? Niente, stanno a guardare… Questa vicenda dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che se c’è coraggio e volontà politica un’amministrazione virtuosa può muoversi concretamente e uscire dalla sudditanza nei confronti di Multiutility e Spa, andando nella direzione del miglioramento del servizio e dell’interesse dei cittadini e dell’ambiente. Il M5S Faenza, anche in vista delle prossime elezioni comunali, farà tutto il possibile perchè il Comune di Faenza si faccia promotore di questa iniziativa nel nostro territorio.