Comunicati stampa su riorganizzazione ospedaliera e rom
Di seguito i comunicati stampa sui due temi trattati nelle ultime sedute della commissione V: l'illustrazione della bozza delle linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera da parte dell'AUSL Unica della Romagna e il progetto di inclusione della minoranza rom con la scadenza della convenzione con la Fondazione Romanì.
Il “riordino” (per noi “taglio”) del Servizio di Sanità Pubblico
Il 27 luglio su richiesta delle opposizioni, si è tenuta la Commissione V a cui hanno partecipato il Dott. Guerra (Direttore Sanitario), il Dott. Tellarini (Direttore dell'Ospedale faentino) e la Dott.ssa Bianchin (direttrice del nostro Distretto) dell’AUSL ROMAGNA, per illustrare la bozza delle Linee di Indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera.
Assente, diversamente da quanto annunciato, il Direttore della Ausl Romagna, Dott. Tonini.
Cruciali le domande che hanno fatto seguito all’illustrazione.
Abbiamo dovuto smentire l’affermazione che non ci saranno grosse variazioni nel numero dei posti letto. Nel documento è, infatti, previsto che saranno tagliati complessivamente 101 posti letto nei 3 ospedali ravennati (Ravenna – Faenza - Lugo), ma nell’ospedale di Ravenna ne saranno aggiunti 8, quindi, va da se’, che i tagli saranno dirottati solo su Lugo e Faenza. Cosa di non poco conto.
Per i punti nascita di Faenza e Lugo apprendiamo che, anche se non raggiungono i 1.000 parti all’anno previsti per essere mantenuti, gli stessi non chiuderanno, grazie ad una deroga alla quale ci si appellerà, visto il grande bacino territoriale da soddisfare. Si accorperebbero i due ospedali che si suddividerebbero i servizi. Facciamo, però, notare che i dati dei nati 2014 e 2015 nei due punti nascita sono diminuiti di oltre 70 nascite per punto, avvicinandosi molto velocemente alla soglia delle 500 per punto, numero che per il decreto Balduzzi giustifica la chiusura.
Questo secondo noi è voluto: un gran numero di parti viene dichiarato a rischio e, di conseguenza, dirottato su Ravenna.
I dirigenti AUSL ribadiscono che il reparto di Pediatria resterà attivo come ora: dalle 8 alle 20, con il posto letto in un altro reparto. Facciamo notare che il Sindaco di Faenza, qualche mese fa, ha votato un Ordine del giorno in cui si è impegnato a riaprire il reparto con il posto letto e la presenza del pediatra H24.
Evidentemente il Sindaco ha preso un impegno non percorribile.
Tema importante è anche quello della Casa della Salute: ci confermano che a fine agosto inizieranno i primi trasferimenti di uffici e servizi nella sede che si è deciso di adottare, all’interno del Centro commerciale “La Filanda”.
Condividiamo quanto ribadito dal Sindaco: la Casa della Salute sarà tale solo quando entreranno in servizio anche i medici di base, che devono garantire la presenza dalle 8 alle 20. Ma, da quello che riferisce la Dott.ssa Bianchin, si deduce che l’accordo con i medici è in alto mare e a domanda specifica di quando, quanti e chi sono quelli che entreranno nella Casa della Salute, non abbiamo ricevuto risposta, confermando i nostri dubbi che hanno fatto i “conti senza l’oste”.
Molto più veloce è stato il Centro commerciale che ha già inserito nel suo sito la nuova collaborazione con la Casa della Salute. Il Sindaco ha di recente giustificato l’aspettativa di sfruttare il ritorno economico dato dalle presenze portate da tali servizi: Conad ha investito molte risorse per avere nei suoi locali la Casa della Salute.
Sarebbe utile sapere quali ed a beneficio di chi, ribadendo che la SANITA' NON SI VENDE!
Anche sul numero di Case della Salute non c’è chiarezza. Nel precedente progetto, ne erano previste due, per dare un servizio efficiente alla popolazione faentina di circa 60.000 unità. Ma ora si dichiara che prima si proverà con una e poi si vedrà, venendo meno al piano propagandato dal Sindaco, dal Dott. Ziccardi e dall’ex Direttore Richard Betti, a partire dal 2013.
Un altro vincolo contenuto nel documento riguarda il reparto di Senologia oncologica: se non raggiunge i 150 interventi l’anno va chiuso. L’ospedale di Lugo raggiunge questa quota, ma si afferma che l’ospedale di riferimento sarà Ravenna, escludendo sia Lugo che Faenza. Anche questa risposta va nella direzione di negare servizi a questi due ospedali, depotenziandoli.
Possiamo trarre solo conclusioni molto negative:
- quanto ci è stato presentato non corrisponde a quanto considerato nel documento;
- le deroghe ai vincoli sono possibili se li decide l'Ausl, ma non se a chiederle sono i cittadini;
- gli impegni che il Sindaco ha preso sono cambiati nel tempo e, comunque, non è in grado di mantenerli.
Ribadiamo con fermezza che questo progetto di AUSL UNICA DELLA ROMAGNA, con questa estensione territoriale e questo numero di utenti, imposto per scelta politica, non è efficiente. Nelle Marche, si è partiti con una unica Ausl regionale ormai 10 anni fa ed ora si è tornati indietro.
Non ci sono stati risparmi e c’è stato un peggioramento dei servizi per i cittadini: un progetto impercorribile!
Questi politici e direttori sanitari ragionano senza considerare che i cittadini sono persone e non numeri. Meritano rispetto, meritano un servizio sanitario adeguato e pubblico.
Progetto di inclusione della minoranza rom: NON ci siamo!
Qualche giorno fa si è svolta la Commissione V per conoscere e commentare gli aggiornamenti sul progetto di inclusione della minoranza rom nel nostro territorio. Commissione richiesta dalla minoranza, come da accordi precedentemente presi, per conoscere e valutare, in occasione del termine della convenzione con il nostro Comune stipulata il 30 giugno dello scorso anno, il lavoro della Fondazione Romanì.
Apprendiamo solo in Commissione dell'assenza del referente della Fondazione Nazzareno Guarnieri; ci viene comunicato che questa è stata una scelta dell'Assessore ai Servizi Sociali Gatta che ha deciso di relazionare personalmente sul lavoro effettuato, con la collaborazione del dirigente di riferimento Unibosi. Ne prendiamo atto, facendo notare che si sta venendo meno ad impegni precisi presi precedentemente e che si tratta di una vera e propria presa in giro per i consiglieri venuti a valutare il lavoro svolto dalla Fondazione. Ci viene risposto che la Fondazione Romani ha già adeguatamente relazionato sul proprio lavoro durante un incontro pubblico ai Salesiani il 20 maggio scorso (!?!?!) e che quindi ritengono rispettato l’impegno preso.
L'Assessore, in comune accordo col dirigente, dopo aver ribadito la propria soddisfazione per il lavoro svolto dalla Fondazione, ha poi annunciato di ritenere però chiuso il rapporto di lavoro con la stessa, dichiarando che in futuro, per continuare ad occuparsi della questione, sarà bandita una procedura di evidenza pubblica, rivolta ai soggetti no profit, in grado di facilitare l'integrazione delle famiglie rom della città. Un apertura alle solite associazioni, la cui gestione passata era stata fallimentare, identificate dalla Fondazione stessa, ad inizio del percorso, come parte del problema.
Ne è poi venuta fuori un’accesa discussione con posizioni contrastanti. A parte i tecnicismi, rimane la nostra forte delusione, la nostra posizione fortemente critica e contraria sia sull’operato della Fondazione Romanì, sia sull'orientamento dei nostri Servizi Sociali, che va nella direzione opposta presentataci lo scorso anno, quando fu descritto il progetto da attuare.
I temi principali e le tante belle parole spese, che all'inizio ci avevano fatto ben sperare: legalità come cultura dei diritti esigibili, responsabilizzazione invece di assistenzialismo fine a sé stesso, con la casa alla fine del percorso, si sono rivelate fini a sé stesse o priorità completamente ribaltate, con risultati pessimi e problemi gravi nei quartieri dove sono state collocate le famiglie rom.
Si continua a voler imporre e non si ascolta la loro volontà, cosi facendo secondo noi si sprecano risorse, tempo e non si ottiene nulla se non il classico assistenzialismo che è l’opposto dell’integrazione.
NON ci siamo.
Le province sono morte, viva le province! Comunicato congiunto dei gruppi M5S della Provincia di Ravenna
Il prossimo 3 Agosto, come quasi nessuno sa, in sordina e nel silenzio generale si svolgeranno le “elezioni” del nuovo Consiglio provinciale (non vi è traccia della notizia nemmeno nei siti istituzionali dei maggiori comuni della Provincia).
Come noto, le province non sono state abolite, come tanto sbandierato dal Presidente del Consiglio, ma trasformate, con il Disegno di Legge Del Rio (ultimo atto, al riguardo, di una schizofrenia normativa nata nel 2011), nell'ennesimo ente di secondo livello fatto di nominati non eletti da nessuno, in cui poter continuare a spartirsi il potere tra gli amici degli amici e i soliti noti.
Ancora oggi regnano caos e incertezza su funzioni, servizi e personale.
I 12 nuovi consiglieri e il Presidente verranno scelti sulla base del voto dei sindaci e dei consiglieri dei 18 Comuni della Provincia di Ravenna.
La presidenza della Provincia (già sicura, vista l'assenza di un candidato alternativo) rimarrà in famiglia, da Claudio Casadio – a cui auguriamo una pronta guarigione - al genero Michele de Pascale, segretario provinciale del Pd e da poco eletto sindaco di Ravenna.
Tra i candidati consiglieri troviamo anche i sindaci Pd di Faenza, Lugo, Conselice e Cervia.
La Provincia (in cui, va ricordato, sia il Presidente che i membri del Consiglio provinciale lavoreranno a titolo gratuito), avrà ancora, sembra, competenze fondamentali ed un ruolo politico importante, continuando ad occuparsi di tutela dell’ambiente, gestione delle strade provinciali, pianificazione del territorio, trasporto pubblico e gestione dell’edilizia scolastica.
Il M5S che da sempre sostiene la reale abolizione delle Province, non ha coerentemente partecipato e non parteciperà in nessun modo a questa presa in giro, attuata nell'interesse di pochi e non certo della cittadinanza, in un regime fatto di silenzio, caos ed incertezza.
M5S Faenza
M5S Lugo
M5S Cervia
M5S Cotignola
M5S Alfonsine
Esalazioni terreno ex Sariaf. Pretendiamo chiarezza su responsabilità e rischi e la bonifica del sito
In questi giorni si è verificato un nuovo episodio di esalazioni tossiche, con pubblico e personale evacuati e tre persone che si sono rivolte al Pronto Soccorso, nello stabile del Commissariato di Pubblica Sicurezza in Via San Silvestro, che sorge sull'area dell'ex Sariaf, ditta che produceva anticrittogamici chimici.
Esalazioni che potrebbero derivare anche da scarichi illegali, legati al tombamento del torrente Cerchia effettuato negli anni '50, la cui copertura fu probabilmente realizzata con terreno riportato da zone vicine e materiale di scarto dell'azienda, come sottolineato in una preoccupante dichiarazione a mezzo stampa dal dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Faenza del 1995. Anno in cui si formò un avvallamento nella zona che rivelò sacchi pieni di anticrittogamici che provocarono pesanti esalazioni. La situazione fu poi risolta all'italiana, con una gettata di cemento sul vecchio pavimento, che fece da tappo.
Ricordiamo che in passato la situazione si era ripetuta altre volte; anche l’anno scorso in primavera quando un episodio analogo aveva richiamato l'intervento in primo luogo dei pompieri, che una volta valutato che non vi erano pericoli di loro competenza, lasciarono il proseguimento degli accertamenti all’AUSL e ad Arpa che effettuarono sondaggi e prelievi.
Non si è mai venuti a conoscenza dei risultati di tali analisi e, visto il ripetersi dell’evento e conoscendo la storia di quel territorio, riteniamo d'obbligo da parte degli enti competenti e dell’amministrazione in primis, nella persona del Sindaco, responsabile della salute dei cittadini, relazionare e divulgare tutti gli esiti delle analisi.
Pretendiamo assoluta chiarezza sulla vicenda, vogliamo sapere cosa si cela sottoterra, di chi sono le responsabilità e quali sono i rischi per la cittadinanza.
Ricordiamo che il Comune di Faenza contribuisce al pagamento dell'affitto dello stabile con 115 mila euro all'anno e riteniamo di conseguenza doveroso che si faccia promotore verso l'immobiliaria lughese proprietaria del sito di effettuare tutte le bonifiche necessarie, cosa che avrebbe dovuto fare già da tempo, visto che si tratta di terreno e locali privati, quindi con un chiaro responsabile.
Quando si deciderà di intervenire adeguatamente per risolvere il problema definitivamente, nel solo interesse della tutela della salute pubblica?
Un Sindaco responsabile non può avvallare queste situazioni con il silenzio e l’indifferenza!
Società partecipate, abbattimento alberi, bandi per la Partecipazione e sponsorizzazione del latte artificiale. Quattro interpellanze del M5S
Il M5S presenterà quattro interpellanze durante il prossimo Consiglio comunale di Martedì 26 Luglio.
SOCIETA' PARTECIPATE
Il Comune di Faenza, ai sensi di legge, è tenuto alla predisposizione del piano di razionalizzazione delle società partecipate. La gestione delle Partecipazioni deve essere condotta con la massima trasparenza e con il chiaro obiettivo di realizzare finalità istituzionali. La Corte dei Conti ha disposto la pubblicazione di un referto, rivelando significative carenze sui contenuti oggetto di esame. Il nostro gruppo ha rilevato una serie di osservazioni che presenteremo all'amministrazione.
ABBATTIMENTO ALBERI
Chiederemo conto dell'ennesimo importante taglio di alberi avvenuto nel nostro territorio, all'interno di uno dei parcheggi dell'Ospedale. Domanderemo inoltre, anche per gli altri recenti casi di Via Silvio Pellico e Via Lapi, quando e dove intendono provvedere alle necessarie ripiantumazioni e se l'amministrazione ritiene normale che un Comune come quello di Faenza non sia dotato di un Piano del Verde (come ammesso in risposta ad una nostra esplicita richiesta), uno strumento programmatico e di pianificazione essenziale.
BANDI PARTECIPAZIONE
Chiederemo se e con che progetti l'amministrazione intende partecipare al bando della Regione, aperto fino al 29 luglio, per l’erogazione dei contributi regionali agli enti locali a sostegno dei processi di partecipazione (per esempio: bilancio partecipato, consiglio comunale aperto, miglioramento strutturale delle associazioni di quartiere, realizzazione di un’area tematica sul sito istituzionale dedicata alla partecipazione attiva dei cittadini, ecc..). Un'occasione importante che non va assolutamente sprecata.
SPONSORIZZAZIONE LATTE ARTIFICIALE
E' una abitudine assai diffusa, anche nella nostra Regione, l'inserimento nelle cartelle di dimissioni di un documento riportante i dati del neonato, generalmente stampato su carta intestata non firmato, in cui viene consigliato uno specifico marchio di latte artificiale. Tale abitudine, non conforme alle regole in essere, è stata documentata dalla trasmissione televisiva REC, che ha fatto emergere in modo chiaro che e presso l'Ospedale di Faenza tale pratica è attiva. Dopo averlo già fatto in Regione, chiederemo anche all'amministrazione faentina se è a conoscenza di tale pratica, se non ritiene opportuno intervenire perchè venga immediatamente a cessare e se intende promuovere l'allattamento al seno con un campagna informativa promossa dalle strutture sanitarie territoriali.
Il burocrate e il Contadino
Il Mercato del Contadino, fortemente voluto anche dal nostro gruppo, è una delle poche iniziative ad alto valore aggiunto che l’amministrazione sia riuscita a partorire negli ultimi anni! Qui si coniuga la possibilità di fare un po’ di reddito diretto dei nostri meravigliosi produttori locali, con l’opportunità per i cittadini di consumare frutta e verdura a km zero e raccolta al momento. I prodotti raccolti al momento ed al giusto punto di maturazione sono più buoni, ma anche più facilmente deperibili di quelli “di gomma” che sovente si trovano in GDO ed anche per questo è assurda la decisione di non consentire lo spostamento all’ombra lungo il vialetto durante il periodo estivo, come gli anni precedenti, per presunti motivi di viabilità.
Ma di che cosa parliamo? La viabilità non è compromessa dall’eventuale chiusura dell’accesso su via Oberdan, ma dal fatto che sulla strada di accesso da via Medaglie d’Oro, che avrebbe il divieto di sosta su entrambi i lati, ci sono perennemente auto parcheggiate, su entrambi i lati!
Quindi questo bel momento settimanale viene trasformato in una vendita di frutta cotta, nel regno della deregulation, dove ognuno parcheggia dove vuole e dove, ricordiamolo perché gli stessi operatori onesti se ne lamento di continuo, ci sono anche quelli che rivendono frutta e verdura non autoprodotta, in barba al regolamento e senza che gli auspicati controlli vengano fatti.
Questa potrebbe essere anche l'occasione per valutare e ricercare una location diversa per il mercato, utilizzabile tutto l'anno, o perlomeno nel periodo estivo. Un'idea potrebbe essere destinare a questo scopo la zona, riqualificandola, di Via Medaglie d'Oro, dove si trovano i vecchi campi da bocce.
Non lasciamo che questi incapaci amministratori riescano a rovinare anche il mercato del contadino!






