Tre interpellanze del M5S sul tema scuola ed edilizia scolastica

Il M5S Faenza presenterà nel prossimo Consiglio Comunale previsto per Lunedì 6 Febbraio, tra le altre, tre interpellanze sul tema scuola ed edilizia scolastica.

Una (presentata con le opportune modifiche anche nel Consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina) sull’attuazione o meno della direttiva che obbliga l’attuazione dell’analisi della vulnerabilità sismica degli edifici comunali ed in particolare degli edifici scolastici, una sulla richiesta dei comuni di attribuzione di risorse del fondo 8 per mille per l’edilizia scolastica e una sulla situazione relativa all’affitto dell’edificio che ospita la Scuola Media Europa.

Stay tuned!

I “sogni” della scuola media Europa

Siamo in prossimità dell’inizio dell’anno scolastico e torna in auge la discussione sulla situazione della scuola media Europa.

Notiamo che l’amministrazione, se la proprietà non abbasserà il canone di affitto, sta valutando anche l’alternativa di costruire una nuova scuola. Proposta fatta da noi già negli anni passati, indicando anche il luogo, che guarda caso è lo stesso che viene preso ora in considerazione: ”la Graziola”.
Va ricordato che l’anno scorso il Sindaco liquidò questa nostra proposta come irrealizzabile, prendendo in considerazione, piuttosto, l’acquisto stesso della scuola. Per noi, ancora peggio, perché a questo punto avremmo speso, tra affitti maggiorati e già versati e costo proposto dell’immobile, quasi il doppio della cifra necessaria per costruire una nuova scuola.

Per quanto condivisibile la proposta di costruire una nuova scuola, non dobbiamo però dimenticare quello che è successo in questi anni e, soprattutto, a questo punto dobbiamo chiedere indietro alla proprietà i soldi dati dal 2011  (quando l’affitto venne praticamente triplicato, ufficialmente per questo scopo) ad oggi. Questi “inderogabili” lavori, nonostante i soldi ricevuti appositamente dalla proprietà, non sono mai stati fatti.

Questa amministrazione lamenta sempre mancanza di liquidità, ma è sotto gli occhi di tutti il modo in cui continua a sperperare e gestire le risorse in maniera superficiale ed irresponsabile.

Se non è in grado di far rispettare ciò che stipula è ora che i responsabili ne paghino le conseguenze. In questo caso, chi ha preso tali accordi, poi non rispettati, faccia in modo che quel milione di euro torni nelle casse del Comune.

E vada a casa!

Bilancio di previsione 2015. Tra scarsa incisività, perdite, rischi ed entrate mancate

Prima di tutto vogliamo ringraziare di cuore per il loro straordinario lavoro i nostri due consiglieri uscenti Maurizio Montanari e Vincenzo Barnabè. Cittadini prestati alla politica per qualche anno, vigili e propositivi, che hanno dimostrato che con impegno, voglia di fare e tenacia si possono ottenere ottimi risultati. Una politica diversa è possibile, anche a Faenza. GRAZIE DI TUTTO!!!!

Il Movimento 5 Stelle chiude il primo mandato nel Consiglio Comunale di Faenza, nella seduta del 18 maggio, con il voto contrario al bilancio di previsione 2015, un bilancio che, come il consuntivo 2014, rispecchia la scarsa incisività dell’attuale amministrazione di fare scelte a beneficio di tutti i cittadini e per il futuro.
Le imposte e tasse, già elevate, risultano ancora in aumento. Nessun intervento per incidere sulla riduzione dei costi correlati all’imposizione. La TARI per esempio: se il Comune non intraprende il percorso della raccolta porta a porta per arrivare alla tariffazione puntuale (si paga in base alla reale produzione di rifiuti) i cittadini sono destinati a pagare quanto globalmente previsto dall’attuale contratto con Hera, che prevede di farci pagare un costo complessivo del servizio, che incorpora inefficienze, privilegi ed i rischio di mancati incassi.

I tanto sbandierati dividendi incassati dalle partecipate (principalmente Ravenna Holding) di circa 1,5 milioni (1,4 nel 2016 e 2017) rappresentano la contropartita di diversi milioni di perdite di valore patrimoniale delle azioni di cui il Comune si è privato nel 2011 per diventare socio di Ravenna Holding, e di minori dividendi incassati rispetto al mantenimento del possesso diretto delle azioni conferite. Per non parlare dell’operazione finanziaria in previsione, di riduzione del capitale sociale per 20 milioni, con una operazione a debito (e relativi interessi), dellle strategie sul patto di sindacato, del trading sulle azioni Hera; etica e sana finanza non abitano qui! Ascom e Confesercenti di Cervia, l’altro Comune “convinto“ ad aderire al conferimento in Ravenna Holding analogo a quello di Faenza, hanno pubblicamente suggerito alla amministrazione di ridurre la quota di partecipazione in Ravenna Holding; suggerimento non certo “grillino”, ma che la dice lunga sulla non condivisibilità di questa gestione. Ma è doveroso richiamare anche i rischi connessi alla gestione dell’autodromo di Imola, dove per rendere sostenibili le perdite si è ricorsi ad un ammortamento di oltre 60 anni! Oppure le mancate entrate derivanti dalla gestione del complesso ex-salesiani, dove le scelte dell’amministrazione hanno vanificato il risultato della gara per l’affitto ad un nuovo esercizio di bar/caffetteria. Aspetti, questi ed altri analoghi, oggetto di puntuali atti da parte dei Consiglieri del M5S nel corso del mandato.

Totalmente assenti previsioni di entrate dall’Unione europea; come mai, a prescindere dalla disponibilità di capacità interne per l’accesso a questi interventi, non si è in grado di accedere a questa forma di contributo? Questa amministrazione può utilizzare la “contiguità” con le amministrazioni pubbliche di livello superiore e/o partecipate regionali che possono fornire supporto in materia o, più facilmente, può ricorrere a specialisti esterni che diventano un costo per l’amministrazione solo nel caso si ottengano contributi. Ci sono Comuni che finanziano gli stage, anche all’estero, di diplomati e laureati, ristrutturano immobili storici, alimentano gli edifici pubblici con energie rinnovabili grazie a questi contributi.

Sul passivo dobbiamo segnalare come le gestioni passate ancora riverberino gli effetti sul nostro bilancio, con crediti iscritti che non saranno mai incassati e che ora, per legge, avranno graduale copertura con appositi fondi, ma che in passato, sono state considerate poste attive pur non avendo consistenza. I debiti sono, è vero, in riduzione, anche qui con un virtuosismo fortemente indotto dalla legge, ma anche l’attuale amministrazione non si esime dal creare danni alle amministrazioni future. Perché le rinegoziazioni dei mutui a cui il Comune ha già aderito ed aderirà probabilmente (entro il 22/05, per 63 mutui), danno un beneficio economico trascurabile (circa 900 euro), danno respiro finanziario alla gestione corrente impegnando, però, i conti pubblici per molti più anni di quelli previsti dal debito originario per il rimborso del capitale. Un modo assolutamente non condivisibile di trasferire su gestioni e generazioni future gli oneri contratti dalle amministrazioni passate! Ma questo è il buon esempio che ci viene dalla politica nazionale, perché sottrarsi a livello locale! Questa è la mancanza di coraggio di chi gestisce la cosa pubblica e dice di tenere i conti in ordine, ma non affronta nodi importanti perchè non creano consenso. La stessa mancanza di coraggio che c’e’ stata nel mantenere in piedi un derivato che ci è costato complessivamente 2,2 milioni di interessi contro il beneficio di 25.000 eu prodotto nell’anno della sua stipula.

Le maggiori criticità sono, comunque, sul fronte della spesa. Rimane, per esempio, indefinito tutto il tema della Unione dei Comuni. Vengono trasferite spese così come determinate negli anni precedenti, dal bilancio del Comune al bilancio della Unione dei Comuni, senza nessuna padronanza dei costi effettivi e senza concretizzare alcun beneficio dalla realizzazione che l’unione stessa deve consentire, che anziche’ essere state valutate al momento della progettazione dell’Unione e del trasferimento delle funzioni, verrà “studiato” solo a trasferimento avvenuto.

La gestione “inerziale” si applica a molti degli accordi in atto, con trasferimenti a enti, associazioni, iniziative, nell’ “utilizzo beni di terzi”, persino nei servizi a domanda individuale, in cui non cogliamo cenni di revisione critica. Vorremmo vedere in campo criteri sociali più nobili della gestione del consenso (specie in fase elettorale) e criteri contabili più attendibili per verificare la correlazione costi/benefici. Abbiamo verificato la reattività dell’amministrazione quando è l’opposizione a segnalare le diseconomie (vedi noleggio auto), ma vorremmo che l’amministrazione fosse piu’ attiva su questo fronte.
Sacrifichiamo per brevità le osservazioni sul fronte degli investimenti. Siamo soddisfatti del fatto che non sia previsto l’acquisto della scuola Europa e questo sia stato esplicitamente confermato in Commissione. E vogliamo rimarcarlo; anche se sappiamo la facilità con cui questa amministrazione può disattendere agli impegni, con interventi, per carità, del tutto legittimi, quanto incoerenti. Come è stato possibile, quando sono venuti meno 700.000 euro di contributi per la nuova piscina, trovare tra le “pieghe” di un bilancio “lacrime e sangue” questi fondi?

Il M5S ritiene di poter inaugurare una nuova gestione del bilancio comunale che, grazie a trasparenza, competenza e difesa dell’interesse collettivo dei cittadini dia una risposta costruttiva alle criticità rilevate, senza creare pregiudizio per le gestioni a venire.

#MalpezziInauguraTutto,
il M5S inaugura tutte le opere e le azioni non fatte dalla Giunta. Atto terzo: Scuola Media Europa

A ridosso immediato delle elezioni amministrative, stiamo assistendo al consueto (per loro) rituale delle inaugurazioni a raffica – e delle eclatanti promesse d’intervento future – da parte del sindaco Malpezzi e della sua giunta uscente; un vero “inauguratutto”, dopo 5 anni di tagli e colpevoli promesse non mantenute. Il M5S, in coerenza con il proprio programma – e con il programma di mandato di Malpezzi – ha organizzato una serie d’inaugurazioni per le opere e le azioni che erano state promesse e che non sono state realizzate, non solo per mancanza di risorse economiche. A cui affiancheremo le nostre relative proposte. Ogni volta sarà realizzato un video che sarà diffuso in maniera virale sul web.

Proseguiamo con la Scuola Media Europa.

Per la quale Malpezzi stipulò un nuovo onerosissimo contratto di affitto (presente alle trattative, con doppia camicia Curia/Comune, anche il candidato del centrodestra Cericola) che prevedeva in pratica una cifra triplicata rispetto al canone precedente, con un aumento di circa 200.000 euro annui giustificati da improcrastinabili lavori di ristrutturazione per 4 milioni e 400.000 euro, senza i quali la scuola avrebbe perso l’agibilità e gli studenti messi per strada. In questo quattro anni abbiamo pagato 800.000 euro in più e di lavori non ne sono stati fatti!
Come si giustifica questo esborso?
Adesso poi la prospettiva cambia ulteriormente ed il sindaco uscente dichiara di voler addirittura acquistare lo stabile al prezzo di 3 milioni e 700.000 euro, che sommati al costo dei lavori da lui dichiarati indispensabili ed alla cifra già sborsata a fronte di lavori non eseguiti, porterebbe il costo dell’operazione a quasi 9 milioni di euro, quando con poco più della metà si potrebbe costruire una nuova struttura ecosostenibile su terreno di proprietà comunale.
Basta con le operazioni fatte a danno della comunità, per ossequio a portatori d’interesse esterni.
Vogliamo scelte etiche!

Qui potete leggere il nostro programma dettagliato sull’istruzione.

Meditate, cittadini, meditate.. e non mancate alle prossime inaugurazioni!
Segnalate anche voi i capolavori del non fatto in questi 5 anni tristi!

#RitorniamoFormati
#RitorniamoFaenza