BANDO RIFIUTI: L’ANTITRUST NE DENUNCIA L’EVIDENTE CONTRASTO CON LA NORMATIVA, A VANTAGGIO DI HERA!

Nel silenzio generale, in un bollettino divulgato pochi giorni fa, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (nota anche come Antitrust o AGCM) denuncia senza mezzi termini quello che noi sosteniamo da tempo, cioè che alcune delle previsioni dei bandi per l’affidamento della gestione rifiuti del bacino a cui aderisce il Comune di Faenza, risultano in evidente contrasto con la normativa a tutela della concorrenza e con l’orientamento espresso precedentemente dall’Antitrust!

Nello specifico, ci si riferisce alla durata degli affidamenti di 15 anni, definita “palesemente sproporzionata” rispetto ai tempi di recupero degli investimenti e non in linea con l’orientamento delle precedenti indagini che definiscono che la durata ottimale degli affidamenti non debba superare il quinquennio, e all’eccessiva ampiezza dei territori oggetto dell’unico affidamento.

Elementi considerati dall’Antitrust “idonei a limitare significativamente la partecipazione alle gare da parte di medie e piccole imprese a vantaggio degli storici operatori di mercato”!

Questa è la realtà: le amministrazioni dei nostri territori, la Regione, i comuni e l’Agenzia territoriale Atersir, che hanno consentito ad Hera una gestione in proroga per 7 anni, hanno poi confezionato un bel bando a beneficio dello stesso soggetto.

Hera ha ampiamente dimostrato di gestire i rifiuti come un business su cui fare utili, che lucra sulla mancata attuazione di politiche di riduzione dei rifiuti, di differenziazione. Sanzionata in passato dalla stessa Antitrust per 1,9 milioni di euro per abuso di posizione dominante nei mercati ed incurante dei danni che discariche ed inceneritori producono sul territorio.

E’ il partner giusto per la gestione dei rifiuti? Qualcuno dice NO.

Ed ora l’Antitrust dopo queste precise e gravi denunce attende di conoscere le iniziative che le amministrazioni e l’Agenzia vorranno intraprendere per assicurare le corrette dinamiche concorrenziali alla luce delle criticità segnalate.

Il Comune di Faenza e l’Assessore all’Ambiente Bandini, che posizione intendono prendere?
Non hanno voluto ascoltare noi, ascolteranno l’Antitrust?


Aggiornamento

Visto che, per l’ennesima svolta, siamo stati snobbati dalla stampa locale e vogliamo conoscere la posizione dell’amministrazione, abbiamo presentato, al riguardo, una interpellanza che sarà discussa nel Consiglio comunale di Giovedì 25 Ottobre. Stay tuned!

Incontro pubblico – Legge Sessantotto sugli Ecoreati: una Rivoluzione ambientale

SESSANTOTTO
Una “Rivoluzione” ambientale

Presentazione del libro di Salvatore Micillo sull’approvazione della legge 68 sugli Ecoreati

Venerdì 6 Aprile 2018
Ore 20.30
Sala Bigari – Piazza del Popolo 31 Residenza municipale
Comune di Faenza

Incontro pubblico con:

SALVATORE MICILLO
Deputato M5S

ANDREA BERTANI
Consigliere regionale M5S

Comitato NO discarica Tre monti
Imola – Riolo Terme

Conoscete la storia del Colibrì?
Nel maggio 2015 quella goccia divenne un mare…

Ingresso gratuito.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Per info:
info@movimento5stellefaenza.it
3337270486
3386631118

Qui la pagina dell’evento su Facebook.
Partecipate e condividete!

sessantotto

Ecco cosa ci riserva la ratifica del bilancio preventivo del Comune di Faenza…

Approvato dalla maggioranza il bilancio preventivo 2018, con il nostro voto contrario.
Una ratifica che esprime come si decida tutto in altra sede, visto che lo scorso 22 febbraio nel Consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina era già stato approvato il bilancio di cui l’atto comunale è parte.
Su come siamo arrivati a ciò c’è solo una grande certezza: senza il coinvolgimento dei cittadini interessati.
Cosa ci riserva questa amministrazione per il 2018?
Un altro aumento della spesa per i rifiuti (9,3/M di eu su 45,6/M di spesa corrente), la conferma delle aliquote massime per la Tasi e maggiori costi del personale, visto che a livello URF sono possibili assunzioni che ai singoli Comuni non erano consentite.
Si continuerà a far cassa in vari modi: per esempio rimborsando quote di patrimonio delle Holding partecipate, che però non hanno fondi da girare ai Comuni e si dovranno indebitare per pagare questi rimborsi.
Aumenteranno gli affitti passivi, grazie a nuovi contratti come scuola Europa e spazi ex-Faventia Sales.
Si dovranno destinare risorse per la messa a norma dell’immobile ex RB salotti (che assorbirà altri 800.000 euro per la bonifica da amianto ed altri interventi strutturali), acquisizione la cui opportunità è ancora tutta da dimostrare.
E quali risultati vengono assicurati?
Nessuno.
La gestione dei rifiuti continua a mostrare disservizi e le politiche serie di riduzione-riuso-riciclo sono ignorate; è sempre più un business al rialzo, con l’Autorità anti corruzione che boccia le proroghe infinite dei contratti pro Hera.
Non vengono esplicitati impegni sulla qualità dei servizi erogati.
Gli interventi che vengono pubblicizzati sulla stampa, come per esempio il recupero della Chiesa dei Servi, non sono nei piani approvati, almeno fino al 2020 (ma la stampa, sostiene l’amministrazione, pubblica notizie senza le verifiche del caso o con infondate estrapolazioni).
Per l’intervento cruciale della circonvallazione, pubblicizzato come imminente, si è in realtà spesata la progettazione, ma rinviato il lavoro effettivo.
Questo dopo promesse e spergiuri, all’indomani di incidenti mortali.
Anche la qualità dei lavori pubblici non è soddisfacente, visto che qualche giorno di pioggia è in grado di rendere molte strade dei veri colabrodi.
La stessa pianificazione degli interventi fa acqua da tutte le parti.
Letteralmente, nel caso del tetto della scuola Carchidio.
Non possiamo che essere contrari a simili bilanci, espressione di politiche degradanti.

Gestione rifiuti: era meglio se non c’Hera

noHeraSe vi infastidiscono i rifiuti che traboccano dal cassonetto e rimangono a terra per giorni e giorni, provate ad esaminare come funziona il servizio nel suo complesso. Da una parte Hera chiede sempre più soldi al Comune ed il Comune ribalta la richiesta sui cittadini, dall’altra paga sempre meno chi effettivamente svolge il servizio, assegnato con gare al ribasso. In più Hera viene pagata per il servizio di emissione e incasso delle bollette. E se qualcuno non paga le bollette? Pagano gli altri cittadini; Hera non assume nessun rischio! E se il Comune non applica politiche di riduzione dei rifiuti? Paga sempre il cittadino, per alimentare un Fondo di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti. Chi paga per le speculazioni nello smaltimento di rifiuti assegnato ad un soggetto che guadagna di più se si producono più rifiuti? Paghiamo sempre noi cittadini, con soldi, devastazioni dell’ambiente e veri attentati alla nostra salute. Lo stesso attore che esce vincente da questa catena di deplorevoli situazioni è scelto dalle amministrazioni per educare i bambini ed i ragazzi con interventi nelle scuole. In Italia non mancano certo gli esempi virtuosi. Scegliamo di avere un futuro. La gestione attuale lo pregiudica enormemente.

Ogni anno, una agenzia territoriale di emanazione regionale, ma con autonomia amministrativa, contabile e tecnica, Atersir, determina, in accordo con Hera, il costo totale del servizio rifiuti effettuato per il Comune di Faenza. Già in questa fase si evidenza una carenza fondamentale nelle possibilità di controllo e verifica su come questi costi vengono quantificati da Hera. Il risultato è che al Comune viene chiesto ogni anno un importo più alto, senza modifiche nel servizio. Hera, invece, paga sempre di meno chi svolge effettivamente il servizio.

Sì, perché Hera, società costituita da enti pubblici per fornire un servizio pubblico, è ora una multiutility quotata in borsa, in cui i soci pubblici sono in minoranza, ma valgono, ai fini delle principali decisioni di governo della società come se fossero maggioranza per effetto del “voto maggiorato”. Una società che ha come obiettivo fare utili ed un modo per farlo è far svolgere i lavori, come la raccolta rifiuti, assegnandoli con gare al ribasso.

E’ appena avvenuto per il servizio sul nostro territorio. Abbandonate le società locali, abbiamo subito disagi evidenti con i rifiuti non raccolti ed abbandonati in strada, che ricordano situazioni già viste altrove. Intanto diventano di pubblico dominio inquietanti informazioni su Aimeri Ambiente, capogruppo del consorzio Ambiente 2.0 in cui rientra anche la Pianeta Ambiente (società esterna al gruppo Biancamano, ma il cui socio finanziatore risulta la Biancamano), che si è aggiudicato l’appalto di Hera presentandosi in Rti con la Cooperativa sociale Orso Blu. E’ partito il ricorso presentato da Ciclat Trasporti Ambiente, ma intanto il contratto è in mano al nuovo fornitore. Per non parlare della speculazione sullo smaltimento dei rifiuti raccolti.

Se chi raccoglie i rifiuti è lo stesso soggetto che gestisce lo smaltimento, è facile che si producano delle commistioni pericolose. Infatti, Hera ed Herambiente sono già state condannate nel 2014 dall’Antitrust al pagamento di una multa sanzione di circa 1,898 milioni di euro per abuso di posizione dominante nei mercati collegati alla raccolta differenziata di carta in numerosi comuni dell’Emilia Romagna. Se questo non basta a delineare i veri interessi del gestore, possiamo parlare della discarica Tre Monti, oggetto delle brame di ampliamento da parte di Conami, che la affitta ad Hera, che guadagna dallo smaltimento in discarica, perseverando anche di fronte al rilevamento di inquinanti pericolosi che escono dalla discarica.

In questo poco apprezzabile quadro inseriamo qualche dato: il costo base previsto a piano per la raccolta rifiuti passa per Faenza da 7.833.540 euro del 2015 a 8.068.793 (+ 10 di IVA) nel 2016. Il servizio di gestione delle bollette porta ad Hera altri 269.521 euro. Il Comune riduce gli sconti concessi a particolari soggetti ed anche il fondo per il disagio sociale. Il costo per la collettività, per la mancata attuazione di politiche di riduzione dei rifiuti 2016, è di 116.349 euro, che vanno al fondo di incentivazione alla riduzione dei rifiuti. Verranno stanziate dal fondo per attuare simili politiche su Faenza 82.108 euro, ma da chi saranno gestiti e come?

Il Movimento 5 Stelle ha sollecitato l’amministrazione per tutto lo scorso mandato a cambiare rotta (come abbiamo sempre continuato a fare, anche ultimamente, votando contro le delibere con cui nel Consiglio comunale del 26 Aprile l’attuale maggioranza ha ancora ratificato questo sistema). Puntiamo su raccolta porta a porta e tariffa puntuale; si paga per quanto si produce e, soprattutto, si attuano principi con obiettivo “Rifiuti Zero”; Riduzione della produzione, Riuso, Riciclo. Continueremo a diffondere le ragioni ed i dati che conducono a cambiare rotta.

E non sono i gestori attuali della “Cosa Pubblica” e dei servizi pubblici che vogliono, possono e sono in grado di farlo.

Gestione dei rifiuti, la figuraccia continua….

Ieri sera, all’incontro organizzato dalle associazioni ambientaliste, in una sala gremita di tanti cittadini faentini che hanno dimostrato che quando si parla di temi collegati alla tutela della salute, come quello della corretta gestione dei rifiuti, la partecipazione e l’interesse non mancano, abbiamo assistito all’imbarazzante figura del Sindaco uscente Giovanni Malpezzi.

Agitato e teso come una corda di violino e senza poter contare sulla consueta clac del PD (i pochi intervenuti del partito, visto il tema delicato – sicuramente non un punto di forza dell’amministrazione uscente – e il clima non proprio amichevole, hanno presto lasciato l’incontro), ha prima incredibilmente attaccato il M5S dicendo che ad Assemini, piccolo comune sardo amministrato dai 5 Stelle, non è stato fatto nulla sul tema della raccolta differenziata !?!?!?!?, per poi smentire i dati riportati ad inizio serata da Natale Belosi dell’Eco-Istituto di Faenza sulla sostenibilità ambientale ed economica della raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale (forniti da Arpa e non da qualche pericoloso grillino…). Dicendo che quel tipo di raccolta è troppo costoso e di difficile attuazione e negando ogni possibilità di attuarlo in futuro su tutto il territorio comunale. Bene, ora sappiamo chiaramente la posizione di Malpezzi su questo tema! Almeno non promette cose che non intende fare come nel 2010!

Poi non ha preso neanche in considerazione, al contrario di quanto sta facendo a Forlì l’Assessore Bellini, anche lui intervenuto nel dibattito (il confronto con l’Assessore uscente faentino Savini è stato a dir poco imbarazzante…), la possibilità di valutare la ripubblicizzazione della gestione dei rifiuti, passando dalla società per azioni Hera ad una società cosiddetta “in house”, dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, la completa sudditanza del suo partito alla multitutility.

Ha poi sfornato una serie di palesi bugie, scatenando fischi e urla del pubblico. Ribadendo nuovamente che l’ampliamento dell’inceneritore Enomondo alla Caviro non provocherà un aumento delle immissioni inquinanti (anzi, a sentire lui, l’aria migliorerà!?!?!), dichiarando che nello stesso si bruceranno solo biomasse e non rifiuti (cosa ancora da verificare e, comunque, come se il problema non fossero le conseguenze ambientali dovute alla combustione, ma il tipo di materiale combusto…) e che durante la votazione in aula, nel Dicembre scorso, della variante al piano regolatore che permetterà di trasformare 21 mila metri quadrati di terreni agricoli confinanti all’azienda in lotti urbanizzati da cementificare, al fine di ricavarne piazzali e capannoni, tutto il consiglio votò favorevolmente all’unanimità. Quando in realtà Barnabè, l’unico nostro consigliere presente in quell’occasione, uscì dall’aula, per la regola sul conflitto d’interesse, che forse Malpezzi non conosce bene. E, comunque, ad ogni modo, ancora non si sapeva del progetto del nuovo inceneritore.

Malpezzi ha poi completamente perso il controllo, quando un ex assessore all’ambiente faentino l’ha attaccato pubblicamente sui temi ambientali, ed ha cominciato nervosamente ad inveire appellandosi alla par condicio e rinfacciando al cittadino di essere spesso alla corte del patron di Caviro e BCC Secondo Ricci (da che pulpito…).

Il M5S Faenza invece, con il suo Portavoce Massimo Bosi, ha ribadito coerentemente e a testa alta, le sue idee e i suoi progetti che da dieci anni porta avanti in città, prima fuori e poi dentro le istituzioni. Strategia Rifiuti Zero, introduzione immediata della raccolta porta a porta con tariffa puntuale su tutto il territorio comunale, politiche ambientali che vadano verso la direzione del ciclo delle tre R (Riduzione, Riuso, Riciclo), studio e valutazione del passaggio alla gestione “in house” e lotta serrata agli inceneritori e a qualsiasi impianto a combustione.

Due video della serata: