La barzelletta del convegno sull’Unione: niente contradditorio, niente coinvolgimento dei cittadini e dipendenti pagati per partecipare….

Il 20 marzo 2019 presso il Teatro Masini di Faenza, si terrà il convegno: “I Comuni e l’Unione: innoviamo la comunità locale”, sull’esperienza dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina.

Va ribadito che non parliamo di un processo di qualche mese in via di attuazione, ma di una sciagurata operazione politica ideata e voluta dal Partito democratico regionale e locale, che dura da oltre sei lunghi anni, nei quali il processo totalizzante di Unione è già stato concluso, portato a termine, con il trasferimento di tutte le funzioni fondamentali. Non si può far finta che fin ad oggi non sia successo niente.
E’ un tristissimo dato di fatto che il coinvolgimento e la partecipazione sono stati per molti anni completamente nulli ed inesistenti! Consideriamo questa, tra le altre, la responsabilità e la mancanza più grave di chi ha portato avanti tutto il percorso dell’Unione. Bisogna rendersi conto che l’80%, o forse più, dei cittadini del nostro territorio nemmeno sa cos’è l’Unione dei comuni, non sa nemmeno che esiste. Figuriamoci perchè è nata, di cosa si occupa e quali sono le sue funzioni. E questo è inaccettabile.
E pochissimo si è fatto in questi anni per cambiare questa triste realtà; se non organizzare una serie di incontri mal pubblicizzati e poco frequentati quando tutto era già stato deciso ed il processo era ormai giunto al termine…Era necessario pensarci prima, inutile, paradossale ed anche un pò ipocrita farlo ora. E’ totalmente mancato un vero e trasparente processo preventivo di condivisione e partecipazione, che doveva cominciare sette anni fa con una consultazione popolare consultiva, come è stato fatto in altre zone.

E, questo convegno, non fa altro che continuare su questa linea.

E’ per noi, inoltre, totalmente errata l’impostazione autocelebrativa e di chiusura, senza l’ombra di un contraddittorio, che si è voluta dare all’incontro, negando la possibilità di intervenire ad ogni voce critica e dissonante, politica o meno. E, quindi, di assistere ad un interessante confronto tra posizioni diverse (come è già avvenuto, in tema di Unione, a Brisighella e Castel Bolognese, in due incontri pubblici molto partecipati, organizzati da associazioni del territorio). Ancor più grave risulta la scelta di vietare ogni intervento da parte del pubblico e della cittadinanza. L’ennesima dimostrazione di quanto il coinvolgimento, la partecipazione e la democraticità siano praticate solo a parole da chi governa l’Unione (sintomatica, in questo senso, è la scelta del giorno e dell’orario del convegno: mercoledì alle 15.00 e la necessità di una previa iscrizione on line…).

Ma veniamo alla questione per noi più grave, magari leggittima ma, perlomeno, sgradevole, infelice ed inopportuna. Per tentare di aumentare la partecipazione al convegno, il Dirigente del Settore Organizzazione e Progetti Strategici, nonché Comandante ad interim della Polizia Municipale Paolo Ravaioli, ha inviato, lo scorso 13 marzo, una mail (di seguito il testo della stessa) a tutti i dipendenti dell’Unione spronandoli a partecipare all’incontro pubblico, spacciato discutibilmente per un momento di formazione, con la promessa che la presenza sarà considerata come orario di lavoro retribuito….Un comportamento, sintomatico del modo di operare di questi amministratori e dirigenti, che ci sentiamo di condannare e che ci sembra corretto far conoscere alla comunità, che farà le proprie valutazioni.

 

Da:Paolo Ravaioli/COMUNE DI FAENZA
Per: ……………………………………
Da: 13/03/2019 08:41
Oggetto: Convegno 20 Marzo 2019: “I Comuni e l’Unione: innoviamo la comunità locale”.
Gentili colleghi,

come annunciato dall’ultima newsletter, il giorno 20 marzo 2019, mercoledì prossimo, avrà luogo a Faenza il convegno “I Comuni e l’Unione: innoviamo la comunità locale”.

Si tratta di una importante occasione di formazione e di approfondimento dell’esperienza della nostra Unione: le soluzioni innovative che stiamo attuando per la gestione dei servizi al territorio hanno infatti suscitato interesse in un contesto più ampio, in quanto misure di ottimizzazione del governo locale.
Il convegno vedrà la partecipazione del prof. Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, che ci ha supportato nel percorso di revisione della governance istituzionale, nel rispetto della rappresentatività degli eletti nei singoli Comuni.

Per questi motivi, per quanti decidessero di essere presenti, la partecipazione al convegno, pur se al di fuori dell’orario di lavoro ordinario, sarà considerata orario di lavoro, da documentare con la timbratura del cartellino tramite il marcatempo della Residenza, o da giustificare con le consuete modalità (eventuale trasferta).

Il convegno avrà luogo mercoledì 20 marzo 2019 alle ore 15.00, presso il Teatro Masini

E’ necessario iscriversi, visitando il sito dell’Unione, oppure con un clic su https://goo.gl/QGFxHF

Cordiali saluti

Conferimento di funzioni fondamentali del Comune di Faenza all’Unione dei Comuni; Malpezzi incassa il voto favorevole della maggioranza. Dall’1 gennaio 2017 pagheranno i cittadini!

Dall’inizio del nuovo anno rimarranno in capo al Comune di Faenza solamente la gestione di Cultura, Sport e Patrimonio, ma ci aspettiamo a breve novità anche su quest’ultimo comparto. Risorse finanziarie comunali al momento quantificate in 16,3 milioni di euro, saranno gestite dall’Unione. Tutto il personale viene trasferito.

La nuova organizzazione? Per ora non ancora del tutto definita. A treno lanciato a tutta velocità l’amministrazione si rende conto di dover ricorrere ad una pluriennale consulenza esterna, generando, quindi, costi aggiuntivi per gestire la messa a regime di nuove soluzioni organizzative. Non sono definiti i vantaggi economici e gli obiettivi qualitativi e quantitativi che si vogliono raggiungere. Si parla del 2020 per vedere qualche economia di spesa.

E per i cittadini cosa cambia? Il livello e la qualità dei servizi quale sarà?

Per ora si chiedono sacrifici ai dipendenti, che già nella fase di trasferimento subiscono il primo impatto economico negativo, vedendosi trattenere in un sol colpo tutta l’addizionale IRPEF (mediamente 450 euro), mentre nei precedenti trasferimenti questa misura era stata spalmata su un intero anno. Come denunciato da una nostra interpellanza e confermato dal Sindaco nella seduta di ieri (qui il testo del documento). Dovranno far fronte a cambiamenti di attività, in parte anche di sedi di lavoro, senza un quadro definito a priori e senza un adeguato accompagnamento al momento dell’avvio della nuova struttura. L’importante è partire, poi si vedrà.

Sicuramente cambia la possibilità di incidere sulle decisioni da parte delle comunità locali. Le scelte verranno fatte in un organismo, l’Unione,  dove i consiglieri sono nominati dai consigli comunali e non eletti direttamente, in cui non sono rappresentate tutte le componenti politiche presenti nei consigli comunali; dove gli assessori sono i sindaci dei Comuni dell’Unione; dove non c’è un lavoro tecnico conoscitivo e di confronto come quello fatto nelle Commissioni Comunali. Molte decisioni politiche vengono scippate ai cittadini, semplicemente trasformandole in soluzioni organizzative; razionalizzare, uniformare, omogeneizzare gli acquisti, i procedimenti, i servizi.

Chi sarà a decidere quale sia il criterio su cui uniformarsi? Se Faenza privilegia i servizi per l’infanzia in convenzione con privati e altri Comuni no, chi dovrà abdicare? Se Faenza ha attribuito la riscossione dei tributi ad esattori che chiedono una percentuale sugli incassi, mentre altri Comuni riscuotono direttamente le tasse, quale sarà la soluzione a regime?

La maggioranza, che ha avallato questo progetto che a pieno titolo possiamo chiamare “del Sindaco”, senza un minimo di coinvolgimento dei cittadini, ha una enorme responsabilità e gliene chiederemo conto ogni giorno.