Grazie di cuore a Brunella e in bocca al lupo a Marco!

Il M5S Faenza rende noto che la nostra Portavoce Brunella Sbarzagli ha quest'oggi presentato, per motivi personali, le proprie dimissioni dal Consiglio Comunale e da quello dell'Unione.
A nome di tutta la famiglia 5 Stelle faentina la ringraziamo di cuore per il grande lavoro svolto e per l'impegno dimostrato in tutti questi anni!

Diamo un caloroso benvenuto a Marco Neri, il nuovo subentrante Portavoce M5S.
In bocca al lupo e buon lavoro, Marco!
Saremo al fianco tuo e di Massimo!
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


Ora basta con menzogne e mezze verità. A casa chi vuole demolire il nostro ospedale!

Nella Commissione consiliare del 27 Luglio scorso, particolarmente sentita dalla cittadinza che ha partecipato molto numerosa, i vertici dell'Ausl dovevano far chiarezza sulla situazione attuale e sul futuro del nostro Ospedale faentino, presentando la bozza del piano di riordino. Come sappiamo, il Direttore generale dell'Ausl Romagna Marcello Tonini, atteso, nemmeno si presenta e, senza spiegazioni e senza rispetto né dell'aula né dei cittadini, delega il Dott. Giorgio Guerra, Direttore sanitario, a fare le sue veci.

L'incontro si rivela davvero insoddisfacente, con tanti punti non chiari e con poche e confuse spiegazioni sulla nuova organizzazione dei reparti, a cominciare da quello di ostetricia. Viene detto che con una sinergia tra Lugo e Faenza si sarebbero fatti vivere tutti e due i reparti e che Faenza sarebbe diventata il polo della gravidanza fisiologica a basso rischio, ospitando anche le gravidanze fisiologiche dei presidi più vicini. Si dice, inoltre, che si sarebbe cercato di aumentare il numero di parti epidurali. Promesse, quindi, di rafforzare il reparto e non di certo di indebolirlo.

La realtà sotto gli occhi di tutti è, però, un'altra. E' già attivo un piano (un protocollo esistente dal 2010, come dichiarato successivamente dalla direzione generale dell'Ausl) che vede il trasferimento da subito, con lo stop di questi giorni ai cesarei programmati, delle gravidanze a medio e alto rischio in altri presidi e in realtà non è previsto un invio a Faenza per le gravide delle altre città. Da qui si capisce che i parti caleranno in breve sotto i 500 e in seguito alla legge, che prevede la chiusura dei reparti che non raggiungono i 500 parti all’anno, il reparto si avvierà verso la chiusura. Il vero obiettivo finale.

Una "scelta organizzativa" che non compariva nella bozza di piano di riordino e che fino ad ora non era mai stata resa nota. Per non parlare della situazione della Pediatria, che perdura, nonostante le belle parole. Quali altri reparti verranno depotenziati in un futuro forse neanche troppo lontano, sempre “per la sicurezza dei pazienti”? Quante altre mezze verità dovremmo sorbirci?

Il M5S chiede con forza le DIMISSIONI IMMEDIATE di Tonini e Guerra, per aver mentito e sottaciuto importanti decisioni, probabilmente già prese, in un consesso importante come il Consiglio comunale, davanti alle istituzioni e, soprattutto, a tanti cittadini faentini.

Ci fanno davvero sorridere le reazioni contrariate del Sindaco Malpezzi e della Lista Civica Insieme per Cambiare. Il primo, sindaco, presidente dell'Unione dei Comuni della Romagna faentina ed ora pure consigliere provinciale, cade spesso dalle nuvole a giochi fatti. Forse non ha ancora capito che il regista di tutta questa operazione POLITICA legata all'area vasta è il suo partito, il PD?

Insieme per Cambiare, che ha contribuito in maniera fondamentale alle due elezioni di Malpezzi (prima di prendere la tessera del partito, il primo cittadino era espressione diretta della Lista Civica), se vuole davvero fare sentire la propria voce abbia almeno il coraggio di intervenire politicamente in maniera forte e concreta, facendo dimettere i propri consiglieri e il proprio assessore Piroddi.
Oppure, abbia la decenza di restare in silenzio.

Nell'attesa di organizzare nel prossimo futuro sit-in o azioni eclatanti di protesta e di richiesta di chiarezza, invitiamo Insieme per Cambiare e tutte le altre forze politiche di maggioranza e opposizione, se davvero hanno a cuore la salvaguardia del nostro Ospedale, ad affiancarci nella richiesta di dimissioni di Guerra e Tonini.
Ora basta.


Nuovo regolamento del Consiglio comunale: uno schiaffo alle opposizioni! E dopo dieci mesi, ancora non l'hanno capito.....

Il Presidente del Consiglio comunale De Tollis e il Segretario generale Fiorini, con la consulenza del Servizio Affari Istituzionali e Legale del Comune e la maggioranza non riconoscono, nel nuovo mandato, alle minoranze le possibilità di iniziativa e di azione politica che il regolamento comunale ha riconosciuto fino allo scorso maggio alle stesse. Dopo quasi un anno dalla presentazione delle richieste di intervento su detto regolamento avanzate dal M5S (che fa l'opposizione, a differenza di altri...), viene portata all’attenzione dei consiglieri della Commissione I, una proposta di delibera con risposte approssimative e senza argomentazioni di merito, che alla fine viene ritirata, per la seconda volta (la prima il 18/11/2015), con segni di evidente imbarazzo da parte del Sindaco, presente alla seduta.

Il M5S, appena iniziato l’attuale mandato, ha posto in evidenza la necessità di intervenire sul regolamento del Consiglio Comunale poiché, per effetto della riduzione del numero dei componenti da 30 a 24, le quote richieste per alcune azioni previste dal regolamento andavano a ridurre le tutele delle minoranze. Per fare un esempio, l’articolo 19 prevede, con una maggioranza dei 2/5 dei consiglieri, la possibilità di promuovere l’istituzione di Commissioni Speciali di controllo e di garanzia. Questo significava, nel precedente mandato, che occorrevano 12 consiglieri per questa iniziativa; 12 consiglieri era esattamente il numero di consiglieri di minoranza, che, quindi, di comune accordo, potevano proporre al Consiglio Comunale la costituzione di questo tipo di Commissione. Nell’attuale mandato i consiglieri di minoranza sono 9 ed i componenti del Consiglio Comunale 24; i 2/5 sono 9,6 Consiglieri! Ora, la proposta portata alla Commissione I di ieri, 19 maggio 2016, da parte di Gastone Bosio, Capo Servizio Affari Istituzionali , per affrontare questa situazione, che ricorre per diversi articoli del regolamento, è stata di arrotondare il numero di consiglieri all’unità superiore se i decimali sono uguali o superiori a 5 (e a quella inferiore se inferiore a 5). Una regola matematica, che non ha nulla a che vedere con le finalità dell’ordinamento istituzionale e che cancella la tutela delle minoranze che, nel rispetto del TUEL, il regolamento ha garantito fino al 2015.

La risposta è incompetente nelle due motivazioni presentate: è una decisione della Giunta, cosa impresentabile poiché la Giunta non ha titolo per esprimersi; il numero dei consiglieri di minoranza dipende dalle votazioni, argomento irrilevante, se anche fosse corretto, perché le minoranze rimangono tali qualunque sia il numero dei componenti.

E’ inaccettabile, perché arriva 10 mesi dopo che il M5S ha posto la questione in modo formale, verbalmente in 3 riunioni dei Capigruppo e 2 della Commissione e per iscritto entro il 29 febbraio 2016, termine fissato dal Presidente del Consiglio Comunale per raccogliere da parte di tutti i consiglieri comunali le osservazioni sul regolamento. Dieci mesi senza nessun vero approfondimento, tanto che il relatore ha dimostrato di non avere neppure letto la richiesta scritta a mani dell’amministrazione, citata nella delibera proposta e la consigliera che rappresentava il PD non era a conoscenza delle proposte da noi inoltrate.

E’ incompleta, perché non si sono fornite motivazioni e argomentazioni relativamente ad altre richieste avanzate dal M5S insieme alla precedente; quella di ratificare la prassi di registrare i lavori delle Commissioni e quella di eliminare un errore materiale presente nel regolamento consistente nella ripetizione di un comma di un articolo.

E’ quantomeno contraddittoria, perché il parere sfavorevole alla proposta di formalizzare un impegno preso dal Presidente del Consiglio Comunale con tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari (i temi che sono presentati in Consiglio Comunale non possono “passare” in una Commissione che si tenga a meno di una settimana dal Consiglio), argomentata con un ipotetico irrigidimento delle attività istituzionali, ha sconfessato il Presidente De Tollis che ha la responsabilità dell’impegno preso.

Dopo questa ennesima dimostrazione di disorganizzazione, incompetenza, incapacità, pressapochismo e mancanza di rispetto nei confronti dell'opposizione, riteniamo che le conseguenze a tutto ciò debbano essere le dimissioni dei maggiori responsabili dell'accaduto: il Presidente De Tollis e i responsabili dell’ufficio competente.


Interpellanza sul caos rifiuti

Da giorni il nostro territorio provinciale, causa continui e gravi disservizi nella raccolta, è in piena emergenza con bidoni straripanti, campane della differenziata tracimanti e centri raccolta al collasso;
il caos è scattato con il passaggio di consegne, dal 16 aprile, alla nuova ditta che si è aggiudicata l'appalto di Hera per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti nella nostra provincia. Sub-appalto, con validità di 2 anni per un importo di 41,2 milioni di euro, vinto in gennaio dalla società consortile Ambiente 2.0 di Assago, composto da Aimeri Ambiente e Pianeta Ambiente, con un ribasso d'asta di oltre il 14%.
l'emergenza è arrivata sul tavolo della Procura. Il Procuratore capo Alessandro Mancini ha aperto infatti un fascicolo, al momento contro ignoti. L'ipotesi di reato è interruzione di pubblico servizio.

Hera, come titolare del contratto di servizio, è responsabile del grave disservizio subìto anche dalla comunità faentina, causa la mala gestione dei rapporti con il sub-appaltatore che non si è rivelato all'altezza, e ne deve rendere conto in tutte le sedi. Sub-appaltatore, Ambiente 2.0, di cui fa parte l'azienda dal torbido passato Aimeri Ambiente, anche al centro di inchieste della Procura.

I cittadini che pagano puntualmente e sempre più profumatamente la tassa sui rifiuti TARI (in aumento anche per il 2016) sono profondamente e giustamente adirati per il disservizio subito e stanno anche valutando, in alcune zone, la possibilità di organizzarsi in una azione collettiva (class action) per chiedere il risarcimento ad Hera.
Oltre agli intollerabili danni alle famiglie e alle imprese, è innegabile il danno di immagine alla nostra città, con relative ricadute anche sul turismo.
Hera, società costituita da enti pubblici per fornire un servizio pubblico, è una multiutility quotata in borsa, ancora formalmente a maggioranza pubblica, in cui i soci pubblici sono in minoranza, ma valgono, ai fini delle principali decisioni di governo della società come se fossero maggioranza, per effetto del "voto maggiorato". L'amministrazione comunale, in quanto azionista diretto e indiretto (attraverso Ravenna Holding e Conami) di Hera, non può essere scevra da responsabilità dirette, perlomeno in termini di controllo, vigilanza e scelte politiche di gestione. Il territorio vanta anche un proprio rappresentante, dal curriculum discutibile, all'interno del Consiglio di amministrazione di Hera, Danilo Manfredi, supportato allora anche dal Sindaco Malpezzi.
Il Sindaco di Ravenna Matteucci ha, perlomeno, preso ufficialmente, anche a mezzo stampa, duramente posizione contro la gestione dell'emergenza da parte di Hera, sollecitando e diffidando l'azienda, esigendo soluzioni a brevissimo termine, criticando le deboli e inacettabili giustificazioni della multiutility, precisando che non intende corrispondere compensi a servizi non erogati e che questi dovranno necessariamente essere stralciati dalla Tariffa Rifiuti.
Non ci risultano prese di posizione ufficiali altrettanto dure del Sindaco Malpezzi e dell'assessore Bandini, se non nella pagina Facebook del primo cittadino. Da giorni tutto tace in un inspiegabile silenzio.

Siamo tornati sull'argomento con una interpellanza che sarà discussa al primo Consiglio comunale utile (qui il testo integrale del documento), con cui abbiamo rivolto alcune domande all'amministrazione, convinti che la stessa debba venire a riferire in aula sulla vicenda.

Abbiamo chiesto: se hanno adottato provvedimenti formali per la messa in mora di Hera per il mancato rispetto di adempimenti contrattuali relativi al servizio di gestione rifiuti e/o in quali severi termini sono stati rappresentati i danni alla collettività e le conseguenti richieste di indennizzo;
se i contratti, sia dell'ente pubblico con Hera, che di Hera con i sub-appaltatori, prevedono già clausole di indennizzo rispetto ai mancati adempimenti contrattuali, e in quali temini e misure;
se si ritengono scevri da ogni responsabilità;
perchè non hanno preso, in maniera trasparente, una chiara, dura e ferma posizione pubblica contro l'operato dell'azienda, anche nei confronti del fumuso e surreale comunicato di giustificazione divulgato dalla stessa in cui si parla di “fisiologiche e momentanee criticità” e di “possibili ritardi o limitati disservizi durante la fase del passaggio delle consegne”;
se intende o meno corrispondere compensi a servizi non erogati e se questi saranno opportunatamente stralciati dalla Tariffa Rifiuti;
se Manfredi, rappresentante del territorio nel Consiglio d'amministrazione di Hera, ha avvallato la scelta di sub-appaltare il servizio di raccolta ad Ambiente 2.0 e se non si ritenga necessario chiederne le dimissioni;
se non si ritiene necessario chiedere le dimissioni di tutto il Cda di Hera;
se il Comune, quale azionista di Hera, si è preoccupato ed ha adeguatamente vigilato sulle conseguenze di questo avvicendamento e passaggio di consegne;
come mai non ci si è preventivamente chiesti come la società Ambiente 2.0, aggiudicataria dell'asta con un ribasso di oltre il 14%, potesse, con quei presupposti, garantire la stessa occupazione, gli stessi trattamenti per i lavoratori e la stessa qualità del servizio;
se erano a conoscenza del discutibile passato dell'azienda Aimeri, facente parte di Ambiente 2.0 e se la ritengono seria, limpida e in grado di svolgere adeguatamente il servizio;
se sono a conoscenza che risponda al vero la voce secondo cui i cumuli di rifiuti ammassati di fianco alle campane per vetro/plastica/lattine, non sempre sarebbero stati differenziati nella gestione dell'emergenza, ma gettati nell'indifferenziato;
se non intendono necessario cambiare definitivamente e coraggiosamente rotta togliendo ad Hera il monopolio dell'intero ciclo dei rifiuti e separando la fase di raccolta da quella di smaltimento. Valutando, anche per la provincia di Ravenna, la gestione in house della raccolta dei rifiuti con una propria società pubblica, prendendo esempio dall'esperienza dei comuni del comprensorio forlivese e puntando, come previsto dalla nuova legge regionale, su raccolta differenziata porta a porta e tariffa puntuale, abbracciando le politiche atte al raggiungimento dell'obiettivo Rifiuti Zero (Riduzione, Riuso, Riciclo);
se gli amministratori dei Comuni della nostra provincia hanno compreso la lezione di questo “caos rifiuti” o se intendono continuare a delegare ad Hera, come nel caso della prossima gara europea per l'affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti. A partire dalla durata ipotizzata dalla Regione, fino all'indicazione dei termini nei quali il servizio deve essere svolto, con le necessarie penalizzazioni nei casi di inadempienza;
se non ritengono che la preparazione del suddetto bando non debba essere lasciato semplicemente ad Atersir, ma definito con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori coinvolti, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni sindacali; chiamando anche i Consigli comunali a discutere e deliberare.

Stay tuned.


Il vizietto duro a morire della Lega Nord faentina. Come sono andate le cose rispetto alle dimissioni di Monti dal Consiglio dell'Unione

Il M5S Faenza, nella persona del consigliere e capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio dell'Unione della Romagna Faentina, Palli Andrea, aveva chiesto ufficialmente Lunedì 3o Novembre di far partire la procedura di decadenza del Consigliere dell'Unione e capogruppo della Lega Nord Mauro Monti, in base all'articolo 18 comma 4 del regolamento del Consiglio dell'Unione che prevede come causa di decadenza il non essere intervenuto a tre consigli consecutivi dell'Unione senza giustificato motivo.

Il Consigliere Monti, dopo la sua nomina a seguito delle elezioni faentine del Maggio scorso, è sempre stato assente, oltre che alle riunioni dei capigruppo, anche ai quattro consigli dell'Unione tenuti nella date 30 Luglio, 29 Settembre, 29 Ottobre e 26 Novembre.

Dopo verifica con gli uffici competenti, solo l'assenza del 30 Luglio risulta essere stata giustificata via mail dal consigliere, le altre tre assenze consecutive non risultano essere state giustificate in alcun modo. Chiedavamo quindi che, in base al regolamento, la Presidente del Consiglio dell'Unione Maria Luisa Martinez accertasse le assenze e provvedesse con comunicazione scritta a comunicare al consigliere Monti l'avvio del procedimento amministrativo, per poi votare la decadenza nel medesimo Consiglio.

MontiMauro_LegaNordEcco che stamattina, Martedì 1 Dicembre, guarda un pò, arriva una mail dal segretario dell'Unione in cui Monti, solo ed esclusivamente perchè venuto a conoscenza e messo alle strette dalla nostra richiesta di decadenza, (le date lo stanno a dimostrare) presenta le sue dimissioni da consigliere dell'Unione “per gli enormi impegni di lavoro che non mi permettono di svolgere con puntualità e continuità i lavori del Consiglio” ed evita così il dibattito e la votazione della sua decadenza in aula (togliendo una bella gatta da pelare anche alla maggioranza...).

Ciò non cambia nulla. Il M5S, che in passato ha fatto cambiare anche la regola sulle presenze nel Consiglio comunale di Faenza (considerate ora tali solo se si presenzia al 75% della seduta), su questo punto NON transige.
Riteniamo che chi riceve ed accetta un mandato da parte degli elettori abbia il sacrosanto dovere di fare tutto il possibile, sia in Consiglio comunale che in quello dell'Unione, per presenziare a tutte le sedute d'aula, di commissione e alle riunioni di capigruppo e, qualora impossibilitato, abbia tranquillamente la possibilità di giustificare la sua assenza (sono ammessi fax, e-mail, comunicazione del capogruppo, ma vengono accettati anche sms e telefonata in segreteria). Sono addirittura possibili assenze ingiustificate per due volte consecutive e si riazzera il conteggio con la successiva presenza. Mancare quattro volte di fila senza sentirsi in dovere di giustificarsi è inaccettabile ed anzitutto un gesto irrispettoso verso istituzioni e, soprattutto, elettori.

Anche se si tratta di un servizio non remunerato in alcun modo come quello dei Consiglieri all'interno dell'Unione. Nessun dottore ci ha ordinato di farci nominare all'interno dello stesso e di insistere addirittura per farlo, come nel caso di Monti.

Per di più, per quanto riguarda la Lega Nord faentina, come non è mai superlfuo ricordare, siamo di fronte ad un vizietto recidivo, infatti nella scorsa consiliatura Padovani e Liverani furono cacciati dal Consiglio comunale per assenteismo prolungato e non giustificato. Poi il primo rischiò di diventare Sindaco e il secondo fu eletto in Regione, questo per ribadire quanto i cittadini siano disinformati ed abbiano spesso la memoria corta...

Ora ci aspettiamo che il consigliere Monti, anche vice presidente del Consiglio provinciale, (alla faccia delle multi-cariche), per le stesse motivazioni da lui esplicitate, si dimetta anche dal Consiglio comunale faentino, visto che anche in quella sede sta collezionando, insieme ad altri esponenti del suo partito, una serie innumerovele di assenze, vedi l'ultimo Consiglio straordinario su un tema importantissimo come quello del lavoro.
Per non parlare dei loro eterni silenzi sul 90% delle questioni all'ordine del giorno delle sedute, anche sui temi a loro sembrerebbe più cari, come per esempio il conferimento all'Unione dei comuni del servizio di Polizia municipale.

Insomma, anche questa vicenda non fa altro che qualificare la pochezza dei rappresentanti leghisti del nostro territorio.

Ci preme sottolineare, infine, come sostenemmo già dopo la decadenza di Padovani e Liverani nella scorsa consiliatura, che la parte di regolamento comunale in questione va al più presto modificata in quanto la decadenza (prevista anche dalle leggi nazionali) non può essere messa sulle spalle dei consiglieri, ma, quando prevista, va applicata automaticamente dagli organi competenti.

Andrea Palli
Consigliere M5S dell'Unione della Romagna Faentina