Etica e Democrazia Partecipata

Onestà, Trasparenza, Informazione

PREMESSA

L’amministrazione pubblica ha il dovere di lavorare in maniera totalmente onesta e trasparente, sganciata da ogni clientelismo, di razionalizzare le spese e dare puntuale e completa informazione dei suoi obbiettivi e del suo operato al cittadino. Sarà necessario un importante intervento in ambito Unione della Romagna faentina (URF). Dal 2018 pressoché tutte le funzioni comunali sono state conferite all’URF. Il progetto di trasferimento, a partire dalla sua nascita, nel 2012, è stato condotto a tappe forzate dalle due amministrazioni che si sono susseguite dal 2010 al 2020, senza le dovute progettazioni e senza gli strumenti necessari a garantire i risultati voluti. Nel percorso realizzativo la nostra forza politica, pur non condividendo il metodo, ha sempre partecipato ai lavori, criticato, ma soprattutto, presentato proposte costruttive. Lo strumento fondamentale che regola l’Ente, lo Statuto, è stato sottoposto ad una sostanziale modifica attraverso i lavori di una commissione apposita, che non ha recepito le nostre richieste. In particolare, è stato introdotto un meccanismo che altera , nella formazione del Consiglio dell’Unione, la rappresentanza delle parti politiche presenti nei consigli dei singoli Comuni, escludendone completamente alcune. Inoltre, è stato reso molto penalizzante l’eventuale decisione di uscita dall’Unione di un singolo Comune. Si dovrà procedere a restituire al consesso unitario la rappresentatività proporzionale di tutte le forse politiche presenti nei singoli consigli comunali per sanare il deficit di rappresentanza che è stato creato.

AZIONI

Maggior trasparenza dell’amministrazione pubblica La trasparenza, a cominciare dai conti pubblici, è un requisito fondamentale di civiltà e di rispetto nei confronti dei cittadini. Le entrate del Comune, comunque definite e comunque prelevate (direttamente dal Comune o dallo Stato che le trasferisce per via diretta o indiretta al Comune), rappresentano una quota dei redditi dei cittadini che l’amministrazione deve gestire a beneficio della collettività. Della loro gestione l’amministrazione comunale è responsabile ed attraverso il bilancio sintetizza le proprie scelte sulla destinazione di queste somme (in parte vincolate per disposizioni di leggi dello Stato) e sulle priorità che ha voluto dare alle opzioni disponibili. Il bilancio deve essere reso accessibile. Non basta la pubblicità di un documento “per addetti ai lavori”, prescritto dalle attuali norme sulla trasparenza ma dovrà ricorrere a strumenti di divulgazione che ne consentano una chiara lettura, agevolando l’attività di controllo che i cittadini hanno il diritto/dovere di esercitare. La trasparenza contribuirà anche al miglioramento dei conti del Comune, favorendo una sana competizione dell’offerta ed il conseguente miglioramento dei servizi al cittadino. Il costo della gestione dei servizi dovrà essere sottoposto a valutazione di congruità rispetto a parametri pubblicamente rilevabili e dovrà essere evitato il ricorso al sub-appalto. L’amministrazione pubblica tornerà ad esercitare l’attività di controllo sui servizi e beni che acquista e sulla loro rispondenza al livello di fornitura richiesto. Scelte scellerate o poco oculate di passate amministrazioni, continueranno, in qualche caso, a produrre effetti sulla futura amministrazione. Provvederemo però, all’avvio del nuovo mandato, ad esplicitare tutte le eredità negative ed a sanare quanto possibile ed incoerente rispetto ai nuovi obiettivi.

Assessori Nella scelta degli assessori, che dovranno dare massima disponibilità nell’attività amministrativa, devono avere massimo risalto il merito, le competenze e la professionalità. Nell’ambito delle specifiche competenze di ogni assessorato è bene individuare figure di riferimento per il rapporto con le organizzazioni del territorio.

Revisione del numero delle società partecipate  Revisione del numero delle società partecipate mantenendo solo quelle che rendono un servizio effettivo alla collettività. La partecipazione del Comune di Faenza a forme associative, quali consorzi, aziende, società di capitali e qualsiasi altra forma che comporti impegni finanziari, dovrà avere come obiettivo immediato la possibilità di rendere dei servizi ai cittadini con modalità più adeguate ai loro bisogni di quanto consenta l’impresa privata, o che questa non offrirebbe in alcun modo. Dovrà essere promossa la dismissione delle partecipazioni in iniziative economiche che non rispettano questo requisito. Per una reale trasparenza, relativamente alle imprese partecipate, il Comune fornirà, in modo tempestivo, oltre alle informazioni già previste dalla legge del 7/12/12 n. 213, informazioni di maggior dettaglio relativamente alla compagine sociale, agli atti societari di straordinaria amministrazione e darà la possibilità di accedere in modo diretto a tutti gli atti comunali relativi a ciascuna partecipata. Le persone indicate dall’amministrazione comunale per incarichi in aziende partecipate ed altri enti devono essere scelte in funzione di competenze coerenti con l’incarico e sarà vietato l’accumulo di cariche. Sarà esplicitato l’impatto di ogni singola partecipata sul bilancio comunale.

Valorizzazione e riorganizzazione delle risorse umane Valorizzazione delle risorse umane presenti nell’amministrazione e riorganizzazione del personale che favorisca il ciclo dei lavori, alla luce del mutato assetto lavorativo determinato dal trasferimento di tutto il personale dai singoli Comuni all’Unione della Romagna Faentina. Saranno valorizzate le risorse umane presenti nell’amministrazione anche attraverso una riorganizzazione che favorisca il ciclo dei lavori, in particolare per le attività trasversali alle diverse funzioni. All’interno della macchina comunale devono trovare spazio progetti di miglioramento sviluppati anche grazie all’ascolto dei dipendenti comunali volti alla riduzione degli sprechi e al miglioramento della qualità dei servizi erogati ai cittadini puntando esclusivamente alla valorizzazione delle risorse umane attraverso investimenti sulla formazione del personale. Ogni risparmio o guadagno ottenuto in termini di minor personale esterno, consulenze, recupero da evasioni tributarie, va reinvestito dall’amministrazione nel potenziamento della macchina organizzativa. Processo virtuoso: più produttività, stessi dipendenti, minori costi per il Comune. Effettiva responsabilizzazione dei dirigenti e dei responsabili di attività dell’Amministrazione con piano degli obiettivi chiari e monitorati, valutato in termini di efficienza ed efficacia delle prestazioni.

Partecipazione, Confronto, Consapevolezza

Premessa

Queste sono le vie maestre per aumentare il senso civico e la rispondenza dell’attività amministrativa alle esigenze dei propri cittadini, i quali devono essere protagonisti quotidiani delle attività del Comune, che a sua volta ha il dovere di rendersi disponibile all’ascolto e di raggiungerli attraverso tutti i mezzi oggi disponibili (incontri, stampa, canali audio-visivi, mezzi telematici, ecc.).
Studi sociologici e una parte significativa delle accademie politiche ed economiche, evidenziano un progressivo deterioramento della democrazia rappresentativa, che ha man mano estromesso dal processo decisionale i cittadini. Riteniamo sia necessario avviare processi deliberativi popolari, per aiutare gli amministratori nel prendere decisioni più equilibrate. Si tratta di norme in linea col principio elementare della democrazia, idonee per introdurre equità e giustizia sociale al fine di consentire ai cittadini di decidere, dove e come destinare risorse della comunità. Molti studi affermano che una componente importante della felicità delle comunità passa attraverso la partecipazione popolare diretta. La partecipazione non filtrata dal potere, consente infatti di concorrere concretamente alla gestione della cosa pubblica, aumentando il senso di consapevolezza dei cittadini, anche attraverso percorsi formativi di educazione civica.

Azioni

Perfezionare e completare gli strumenti di democrazia diretta approvati nel mandato 2015-2020 per renderli utilizzabili sia a livello di Comune di Faenza che di Unione dei Comuni della Romagna Faentina La democrazia partecipata non deve essere promossa esclusivamente dall’alto allo scopo di legittimare scelte già assunte e creare consenso, ma arricchirsi di relazioni ampie ed eterogenee. La macchina comunale deve essere al servizio del cittadino, non il contrario. L’obiettivo principale del percorso di partecipazione è quello di creare nuovi spazi di discussione e nuovi strumenti operativi che consentano ai cittadini di incidere nella definizione delle politiche del Comune. Per coinvolgerli adeguatamente si farà ricorso a metodologie e modelli ampiamente diffusi e sperimentati, specifici per ogni fase di partecipazione. Il portale internet del Comune dovrà essere lo strumento privilegiato per rendere tempestiva, trasparente e più facilmente comprensibile l’informazione sulle attività della Pubblica Amministrazione. Uno strumento più snello di comunicazione, con aggiornamenti continui su emergenze o news dal territorio, affiancato, per questa funzione, da pagine specifiche sui principali Social Network. Si modificherà il regolamento dei Quartieri, rendendoli rappresentativi dei bisogni dei residenti e non del partito dominante.
I Quartieri dovranno diventare punti di riferimento, anche operativo, sulle attività di comunità (orti sociali, cura del territorio, reti solidali, ecc.).

Bilancio Socio–Partecipativo Il “Bilancio Socio-Partecipativo”, già attuato da molti comuni italiani, consente alla cittadinanza di: a) conoscere e valutare le attività realizzate e i servizi erogati dal Comune; b) indirizzare la gestione del Comune attraverso la richiesta di nuovi servizi; c) progettare e scegliere opere pubbliche da realizzare sul territorio comunale nei prossimi anni. Il Bilancio Socio-Partecipativo nasce dalla combinazione del Bilancio Sociale, il documento che il Comune usa per rendere conto ai cittadini dei servizi erogati e delle attività realizzate nel corso dell’anno (verrà promossa la partecipazione nei processi di programmazione, erogazione, verifica e controllo dei servizi sociali), e il Bilancio Partecipativo, un processo di Democrazia Diretta attraverso il quale la popolazione può decidere come utilizzare una parte delle risorse del Comune per realizzare opere pubbliche. Vogliamo che attraverso un percorso articolato in diverse fasi di partecipazione (informazione e comunicazione, raccolta e selezione delle proposte/pareri, conoscenza, discussione e valutazione degli stessi e infine coinvolgimento durante e dopo la fase di progettazione, definizione e realizzazione degli interventi) si realizzi un vero coinvolgimento dei cittadini nell’utilizzo delle risorse pubbliche.



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